Louis ‘The Coin’ Colavecchio, l’uomo che truffò i casinò americani

Avete mai sentito parlare di Louis Colavecchio? Questo personaggio americano, di chiare origini italiane, è stato soprannominato semplicemente ‘The Coin‘ e il motivo vi sarà presto chiaro, se non lo conoscete già.

Diciamo che quel po’ di Italia che c’è in questo articolo non è un qualcosa di cui vantarsi. Stiamo per raccontarvi, infatti, una storia che sarebbe molto complessa da sviscerare in tutti i suoi dettagli, ma che è facilmente riassumibile in poche righe, volendo. Louis B. Colavecchio, nato il 1 gennaio 1942, è passato alla storia negli anni ’90 come un contraffattore seriale.

In casa sua, anni fa, avreste potuto trovare migliaia di gettoni da slot prodotti in modo casalingo e funzionanti in dozzine di casinò del Nord America. Una truffa che ha cambiato per sempre le misure di sicurezza nelle case da gioco. Ma andiamo con ordine e riassumiamo tutte le tribolate vicende personali di questo controverso personaggio…

La grande truffa delle slot negli USA

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Quando risiedeva nel Rhode Island, Colavecchio truffò diversi casinò di Atlantic City e del Connecticut, fino al suo arresto e alla sua condanna del 1998.

Colavecchio aveva guidato negli anni precedenti una banda che fabbricava numerose monete da slot machine, usando matrici di acciaio temprato. I materiali (rame, nichel, zinco) erano di ottima qualità. La truffa fu smascherata solo quando i casinò iniziarono a notare un surplus di monete nei loro piani di gioco. Difficile stimare l’entità di questo imbroglio in piena regola, perché i casinò non hanno voluto condividere le cifre ufficiali. Parliamo comunque di una somma che va tra i 100mila e i 500mila dollari! Un colpo già così da prima pagina, che ha portato comunque una discreta notorietà a Colavecchio, che da quel momento prese il soprannome di “the Coin” in onore della sua abilità nel produrre queste monete. Un’abilità che lo ha portato anche passare, seppur per un breve periodo, dalla parte della giustizia.

Colavecchio ha infatti collaborato con le autorità, spiegando il processo di creazione dei gettoni per evitare future truffe dello stesso tipo. In parte dunque si è fatto perdonare, anche se non ha mai sposato al 100% la legalità.

A causa del successo iniziale del suo crimine, i casinò nel frattempo hanno gradualmente eliminato i token, sostituendoli con buoni di carta. Oggi le slot machine moderne distribuiscono un buono cartaceo quando una macchina paga. I voucher vengono quindi riscattati in contanti presso gli appositi punti situati accanto alla cassa. Se questa è la prassi moderna, il merito (o la colpa?) è proprio di Colavecchio. Lo avreste mai detto?

Il carcere e le ricadute di Colavecchio

Condannato a sette anni, Colavecchio è stato rilasciato nel 2006 ma non ha smesso con le attività illecite, come dicevamo. È stato arrestato dall’FBI solo pochi mesi dopo aver ripreso le sue attività e rilasciato con un prestito cauzionale di 25.000 dollari.

Le sue apparecchiature contraffatte sono state messe all’asta su eBay in seguito al suo arresto e i suoi crimini sono stati oggetto di una serie di documentari denominata ‘Breaking Vegas‘ da ‘The History Channel’. Colavecchio nella serie è interpretato da Angelo Fierro, altro personaggio di chiare origini italiche.

Nel mese di dicembre del 2018 il 76enne Colavecchio è stato di nuovo arrestato e nell’agosto del 2019 è stato condannato a quindici mesi di prigione federale. Stavolta è stato dichiarato colpevole di aver fabbricato banconote contraffatte da cento dollari. Il lupo, insomma, non ha mai perso il vizio in tutto questo tempo. Nemmeno quando la carta d’identità gli suggerirebbe di andare “in pensione”, magari limitandosi a qualche partita in un bel casinò online. Non un bel personaggio da imitare, sicuramente. Eppure, a suo modo, è entrato di forza nella storia internazionale dei casinò e del gambling, purtroppo però per i motivi sbagliati.