La fisica nella roulette live online: il croupier sa dove finisce la pallina?

Con l’introduzione dei casinò live, molti giochi si sono rifatti il trucco, assumendo connotati più moderni, pur senza dimenticare la tradizione. La roulette, la regina dei giochi da casinò, è sicuramente uno dei giochi che hanno tratto maggior giovamento dalla possibilità di giocare nei casinò online con il croupier dal vivo.

A proposito di croupier, una delle curiosità che solleticano di più la fantasia non solo dei giocatori appassionati, ma anche dei cosiddetti casual gamer, è la loro fantomatica abilità di far cadere la pallina sul numero desiderato.

Verità, o semplice mito?

 

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Una ruota, una pallina, mille variabili

Nel gioco della roulette, il croupier fa girare la ruota in una direzione, lanciando la pallina in quella opposta. I giocatori possono effettuare le loro puntate, sperando di indovinare il numero o quantomeno il settore in cui la pallina arresterà la sua corsa.

Prevedere quando la piccola sfera d’avorio lascerà la parte superiore della ruota non è un’impresa impossibile, per quanto possa essere complicato, ma una volta raggiunta la parte numerata… il discorso cambia radicalmente.

Questo perché la pallina incontra una serie di ostacoli non solo meccanici – i tipici “denti” che separano un numero dell’altro – ma anche di carattere non immediatamente tangibile, come ad esempio le condizioni atmosferiche: la temperatura, il tasso di umidità, persino la pulizia della ruota stessa possono influire sui movimenti della pallina.

E non pensiate che esistano differenze tra i casinò terrestri e i casinò live online: vero, questi ultimi si trovano in studi televisivi, dove però la sala da gioco viene ricreata nei minimi dettagli. Perciò, le roulette live online hanno le stesse problematiche, quando si tratta di capire se un croupier possa o meno indirizzare la pallina a suo piacimento.

In conclusione, un croupier esperto, dopo anni di lavoro, potrebbe forse riuscire a indirizzare l’uscita della pallina su un settore specifico della roulette, ma nulla più: le troppe variabili che intervengono quando la sfera comincia a saltellare all’impazzata tra le caselle, garantiscono l’assoluta casualità di ogni giro di ruota.

C’è però chi tentò un’altra strada, per prevedere i movimenti della pallina sulla roulette…

L’esperimento di Doyne Farmer

Immaginate di entrare in un casinò con un computer sotto alla maglietta, pronto a darvi indicazioni sul numero in cui la pallina della roulette cascherà. Fantascienza? Non proprio. Negli anni settanta, Doyne Farmer e colleghi cercarono proprio di costruire e utilizzare computer che avessero questo genere di capacità previsionale.

Quando Farmer e il suo team entrarono in un casinò per la prima volta, due di loro in realtà “indossavano” un computer. Il primo si trovava in una scarpa e aveva due funzioni:

  1. Aggiustare i parametri di ogni roulette prima di ogni giro (velocità e rallentamento di pallina e ruota)
  2. Segnalare (battendo i tacchi) ogni volta che la ruota o la pallina passavano una certa soglia, solitamente il doppio zero della roulette.

 

roulette live online croupier

 

Utilizzando queste informazioni, il programma avrebbe potuto calcolare la velocità sia della ruota sia della palla, perciò capendo quando la pallina avrebbe iniziato a cadere. Conoscere le posizioni relative della pallina e della ruota voleva dire poter predire il risultato finale del lancio. Il computer, infine, doveva trasmettere la previsione alla persona che indossava il secondo dispositivo, tramite deboli segnali radio.

Il secondo computer, ricevuto il segnale radio doveva passare le informazioni attraverso dei solenoidi attaccati allo stomaco del giocatore. Secondo gli studi fatti da Farmer e dal suo team, in questo modo avrebbero dovuto avere un 40% di vantaggio nei confronti della casa.

Ovviamente, questo vantaggio non si verificò mai, per colpa di problemi tecnici come corto circuiti causati dal sudore, cavi allentati e perdita del segnale radio.

Il secondo tentativo

Convinto della bontà del sistema che aveva adottato, Farmer ci riprovò qualche anno dopo, espandendo il progetto e coinvolgendo una ventina di colleghi. Il nuovo sistema prevedeva che entrambi i computer fossero inseriti nelle scarpe, così da evitare improvvisi elettroshock – cosa che era capitata spesso, durante il primo esperimento. Per superare il problema del sudore e dei cavi allentati, i computer furono inseriti in blocchi di resina, con pochissime parti scoperte.

Il secondo tentativo ebbe luogo al Binion’s, all’epoca uno dei casinò più famosi di Las Vegas. Una volta settati i parametri, la prima previsione fu di puntare nel settore che comprendeva i numeri 1, 13, 24 e 36: uscì il 13.

Potete immaginare l’entusiasmo di Farmer, che pensava di aver trovato il modo per battere la roulette. Immediatamente, però, i solenoidi cominciarono ad impazzire, e la trasmissione tra i due computer fu compromessa. Farmer non riuscì mai a sistemare questo problema, probabilmente dovuto al rumore elettronico e alle interferenze all’interno dei casinò.