“Faker” il giocatore più vincente degli eSports

Lee Sang-hyeok meglio noto come “Faker” è il giocatore coreano più vincente degli eSports.

Il ragazzo è riconosciuto ormai in tutto il mondo come il miglior giocatore di League of Legends ed è quello che vanta il maggior numero di titoli vinti in carriera.

Faker ha iniziato la sua carriera nel 2013 quando ancora diciassettenne venne ingaggiato dalla squadra coreana degli SKT per la stagione competitiva.

L’organizzazione a quel tempo era divisa in due squadre gli SKT 1 e gli SKT 2 e la squadra di Faker, nonostante questo fosse al primo anno competitivo, chiuse al terzo posto.

L’ottima prestazione portò lo staff a decidere di investire su un unico team di cui Faker sarebbe stato il “playmaker” dando vita così alla storica formazione degli SKT che negli ultimi 5 anni ha dominato il panorama mondiale di League of Legends.

Negli anni Faker ha vinto ben 3 titoli mondiali e 4 titoli nazionali ottenendo solo in premi competizione più di 1 milione di dollari.

Secondo alcune stime tra sponsor e premi contrattuali Faker è il giocatore più pagato del panorama degli eSports con uno stipendio annuale di oltre 3 milioni di dollari.

Soprannominato “The Unkillable Demon King” Faker si è guadagnato questo nome con le sue prestazioni battendo ogni suo rivale in mid lane risultando ad ogni stagione il giocatore con la media morti a partita minore.

Il ragazzo “muto”player-faker

Nel primo episodio di “Legends Rising” la rubrica di LolEsports dedicata ai pro player, la zia del ragazzo coreano ha parlato di lui e ha fatto conoscere al mondo il lato umano del “god” di LoL.

Faker è una persona estremamente introversa al punto che da ragazzino i compagni pensavano fosse muto.

Non parlava mai se non quando fosse necessario e piuttosto che dedicarsi ai rapporti sociali preferiva pensare, allenare la mente.

Amava fare puzzle e rompicapi chiudendosi nel suo mondo fino a che non iniziò a giocare al PC.

Quando furono rilasciati i server coreani di League of Legends per la prima volta, Faker subito decise di provare a giocare e in meno di un anno raggiunse la prima posizione in classifica.

In breve tempo portò più di un account ai primi posti, era inarrestabile ed ecco perché fu subito notato dalle organizzazioni di eSport prima su tutte gli SKT.

La prima volta che il manager degli SKT lo andò a trovare in casa Faker non riusciva a guardarlo negli occhi, era un ragazzino particolare incapace di esprimersi se non con mouse e tastiera e sollevò dubbi circa la sua capacità di sostenere quel mondo competitivo e di comunicare coi suoi compagni.

La nascita della leggenda

Nel Marzo 2013 Faker debuttò nel campionato coreano contro i CJ Entus il team favorito alla vittoria.

Incredibilmente dimostrò una superiorità assoluta, sembrava essere un “extraterrestre” e gli SKT strapparono una vittoria inaspettata.

In poco tempo con le sue prestazioni ai limiti dell’immaginabile Faker ottenne un successo globale e i fan da tutto il mondo si moltiplicarono.

L’episodio più famoso che portò alla nascita del suo soprannome “The Unkillable Demon King” fu in occasione della partita valida per la qualificazione mondiale contro i KT Bullets.

Arrivati al quinto game, quello decisivo, i KT sembravano in procinto di chiudere assediando la base degli SKT e il loro mid laner “Ryu” riconosciuto come il rivale di Faker nella lotta al migliore sembrava già pregustare la vittoria.

Entrambi i giocatori avevano lo stesso personaggio ovvero Zed, ma mentre Ryu aveva la barra della vita al massimo Faker era a un terzo di vita e l’esito dello scontro sembrava ormai chiaro.

In una combinazione definita poi dagli esperti “la più grande giocata di League of Legends di sempre” Faker distrusse 1 vs 1 il suo avversario nonostante lo svantaggio ribaltando la partita e permettendo agli SKT di vincere.

L’1 vs 1 divenuto subito famosissimo ha fatto in breve tempo il giro del mondo segnando la nascita della leggenda.

Faker oggi

Chi lo conosce sa bene che Faker è estremamente timido, a tratti malinconico e gli unici momenti in cui lo si è visto sorridere è stato in occasione delle vittorie mondiali.

Oggi è un ragazzo di 22 anni ed è il simbolo vero e proprio della cultura dei videogiochi nella sua nazione e nel mondo.

Nonostante tutto Faker è rimasto umile e non si è mai definito il più forte in assoluto, per tantissimi giovani è l’esempio da seguire e sognano di ripercorrere le sue orme.

La sua vulnerabilità umana accostata invece alla sua forza come giocatore ne fanno un personaggio amato da tutti quasi incapace di farsi odiare.

Per molti è il Michael Jordan degli eSports e ha saputo dimostrare il suo valore anche nelle sconfitte.

In occasione della mancata qualificazione ai mondiali del 2016 da parte degli SKT e al periodo buio passato, Faker si è rialzato come ogni eroe che cade in battaglia, vincendo l’anno successivo e ammutolendo tutti quelli che parlavano di “era finita per gli SKT” dimostrando che il migliore è ancora lui.

L’anno scorso Faker è stato premiato dall’ESL ed è stato inserito nella “Hall of Fame degli eSports”.

Ora ancora una volta è lui l’avversario da battere e vedremo se qualcuno riuscirà a fermare “ The Unkillable Demon King”.

“Io non penso a una giocata, agisco e basta. È un più come un istinto animale, faccio quello che ho bisogno di fare”. Lee Sang-hyeok.

 

 

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