7 curiosità che non conosci sulla vita di Salvador Dalì

Salvador Dalì è stato uno dei massimi esponenti del movimento surrealista. Nato in Spagna nel 1904, nel corso della sua vita si è cimentato in tutte le forme d’arte applicando la sua visione alla pittura, al cinema, alla pubblicità, alla moda e alla scultura. Vero e proprio artista dall’animo eclettico e poliedrico del ‘900, oltre che per le sue opere è ricordato per la sua personalità esuberante e fuori dagli schemi. Se già pensiamo ai suoi vistosi baffi all’insù, diventati con il tempo un tratto caratteristico del suo modo d’essere, capiamo di trovarci di fronte ad un uomo fortemente eccentrico. Gli aneddoti divertenti, che circolano sulla sua vita sono tantissimi e non hanno mancato di metterlo in evidenza procurandogli a volte anche aspre critiche da parte dei detrattori.

Scopriamo assieme alcune curiosità intorno alla vita personale di questo grandissimo artista segnata sin dall’inizio da un misto di stranezza e genialità.

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Fu espulso dall’Accademia di Belle Arti di Madrid

Nel 1926 Salvador Dalì, si fece espellere dall’Accademia di San Fernando di Madrid, dove aveva avuto già modo di farsi notare per il suo abbigliamento eccentrico, da dandy inglese e per i suoi dipinti, che in quel periodo si accostavano alla corrente cubista.

All’esame finale, lo stravagante pittore rifiutò di farsi valutare dalla commissione esaminatrice sostenendo con sfacciataggine che nessun professore universitario era in grado di valutare un genio come lui. In realtà questo eclatante gesto fu solo una mossa strategica per prolungare il suo periodo di studi facendosi continuare a finanziare economicamente dal padre.

Rischiò di soffocare presentandosi con lo scafandro da palombaro

Nel 1936, durante una conferenza internazionale a Londra, alla quale Dalì era stato invitato per parlare della sua arte surrealista, si presentò vestito da palombaro accompagnato da due simpatici levrieri russi. Quest’attrezzatura subacquea, doveva rappresentare simbolicamente la sua concezione artistica che aspirava a scendere nelle profondità dell’inconscio. Alla fine si creò una situazione ai limiti dell’inverosimile: il casco da palombaro oltre ad essere scomodo e pesante non permetteva il naturale passaggio dell’aria e la sua protezione in vetro non consentiva a chi lo indossava di parlare e di essere contemporaneamente udito dall’esterno. Il pittore, inizio lo stesso a parlare, suscitando la curiosità del pubblico che ovviamente non riusciva a capire niente di ciò che diceva, fino a quando nel casco iniziò a mancare l’aria e Dalì iniziò a dimenarsi per il soffocamento. Inizialmente, conoscendo la personalità a dir poco provocatoria dell’artista, il pubblico pensò che fosse una delle sue tante messe in scena, quando poi capì che il soffocamento era reale, alcune persone accorsero immediatamente a liberarlo dalla pesante attrezzatura.

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Sposò la moglie di un suo amico

Quando Dalì conobbe la futura moglie Gala, di ben dieci anni più vecchia di lui, questa era già sposata con il poeta francese Paul Éluard, amico del pittore, il quale accettò molto diplomaticamente di presenziare come testimone alle seconde nozze dell’ex moglie con l’artista.
Gala è stata l’unica moglie del pittore e nonostante i ripetuti tradimenti e le numerose avventure extra-coniugali di lei, il pittore non ha mai voluto separarsi dalla sua amata compagna. Gala costituì la principale musa ispiratrice della sua arte e Dalì continuò a dipingerla con un’enfasi assoluta per tutta la vita mettendola al centro del suo universo creativo e spirituale. In più di un’occasione, l’artista ha affermato che Gala con la forza del suo amore gli ha evitato di impazzire. Per la sua musa, Dalì era disposto a tutto e acquistò persino un castello a Púbol, in cui poteva andarle a fare visita solo dopo aver annunciato per iscritto la sua venuta.

Rese involontariamente milionarie le sue segretarie

La personalità controversa di Dalì si intravede in ogni aspetto della sua vita. Pur essendo ricco e pur non avendo remore a spendere, l’artista si rifiutava fermamente di pagare le sue segretarie. Al posto del denaro, regalava loro dei bozzetti, i quali se nell’immediato non hanno permesso loro di far fronte alle spese quotidiane, hanno contribuito in maniera sostanziale a renderle milionarie dopo la sua morte.

Nel 1969 creò il logo delle Chupa Chups

Dalì è stato uno degli artisti più ecclettici del secolo scorso e ha applicato le sue brillanti intuizioni artistiche persino al mondo della pubblicità: è stato proprio lui a disegnare nel 1969 il famoso logo a forma di margherita dei lecca lecca Chupa Chups. Eric Bernat, che aveva fondato l’azienda produttrice di dolci nel 1958, apportando innumerevoli novità al settore dolciario, consapevole dell’importanza di un buon logo, si rivolse all’amico pittore Salvador Dalì, per la realizzazione di un marchio che suscitasse un forte impatto nel pubblico e venisse ricordato facilmente. Dalì non rifiutò il compito e il logo che tutti noi conosciamo, è stato disegnato in un bar all’aperto nel giro di un’ora, mentre l’artista scarabocchiava sulle pagine di un giornale.

La modella Amanda Lear è stata la sua musa e la sua amante

L’incontro con la modella Amanda Lear che all’epoca era conosciuta con il nome di Amanda Tapp, risale al 1965, quando i due si conobbero in un locale francese.
Da quel momento, divennero inseparabili, uniti da una sorta di matrimonio spirituale. Nei quindici anni seguenti, Amanda è stata vicinissima al pittore, diventando la seconda musa ispiratrice dopo la moglie. C’è addirittura chi ipotizza un triangolo amoroso tra Dalì, Gala e Amanda e chi sostiene che dietro la scelta del nome d’arte Lear ci stia un gioco di parole che sta a significare “l’amante di Dalì”.

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Aveva un gattopardo

La personalità eccentrica dell’artista trapela anche dal ruolo degli animali nei suoi quadri e dal rapporto con essi. Negli anni ’60, l’artista che non ha mai spesso di stupire per i suoi modi, acquistò un gattopardo americano, dal quale non si separava mai portandolo in giro ovunque  tenendolo semplicemente al guinzaglio. Una volta, in un ristorante per calmare un altro cliente alquanto spaventato, Dalì rispose che si trattava di un tenero gattino uscito da uno dei suoi tanti quadri.

 

 

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  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikimedia
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