Carnevale in Italia: 5 curiosità

Il Carnevale è ormai alle porte: quest’anno si festeggia il 13 febbraio! Stelle filanti, coriandoli, maschere e costumi: è una delle feste più divertenti in Italia, diffusa da nord a sud. In moltissime città si organizzano eventi, manifestazioni, stilate a cui si partecipa rigorosamente travestiti. I bambini aspettano con ansia e trepidazione il Carnevale, così da poter assomigliare al loro personaggio dei cartoni animati preferito. Anche gli adulti, però, amano giocare con il make up e adorano cercare l’abito giusto in occasione dei festeggiamenti. Scopriamo insieme le curiosità sul Carnevale italiano.

Le origini del Carnevale

Intorno alla nascita del Carnevale c’è un alone di mistero. Si pensa che le sue origini derivino dai Saturnali Romani. Erano dei festeggiamenti molto particolari durante i quali si sovvertiva l’ordine sociale. A questo periodo risalgono le maschere più famose: Colombina, Pulcinella, Meneghino. Si organizzavano lauti banchetti aperti a tutti, sia ai nobili che ai poveri. Le persone, essendo mascherate, non potevano essere riconosciute e quindi i poveri riuscivano a nascondere il loro status. La Chiesa pose un grosso limite a queste usanze: il culmine veniva raggiunti bruciando un fantoccio al rogo che doveva rappresentare i mali dell’anno trascorso. Molte maschere continuarono a vivere grazie ad alcune rappresentazioni teatrali.

I significati delle maschere arlecchino

Secondo la storia del Carnevale le maschere dovrebbero rappresentare vizi e virtù del popolo, ma anche della classe borghese. Ogni personaggio ha insito un significato particolare. Arlecchino è di origine lombarda. La madre, una donna umile e molto povera, gli cucì il costume con scampoli variopinti. Ha molte doti tra cui: l’agilità e la vivacità. Pulcinella è una maschera molto antica e la sua nascita coincide proprio con le origini del Carnevale. Molto conosciuta ai tempi dei Romani, è sparita con l’arrivo del Cristianesimo. Risorta nel ‘500 con la “Commedia dell’arte”, è un personaggio discreto e sobrio nei movimenti, molto intelligente, dalla battuta pronta e mordace. Colombina è l’unica maschera femminile, un costume molto antico, se ne legge traccia già negli scritti di Plauto, furba, maliziosa e scaltra. Gianduja è piemontese, il classico galantuomo buono e onesto, ama il vino e la buona cucina. Il famoso burattinaio di Torino che lo costruì, si ispirò ad un contadino: giacca marrone, panciotto giallo, cappello a tre punte. Pantalone è un vecchio mercante di Venezia, molto avaro e molto brontolone. Indossa: giubbetto rosso, calzoni e calze strette, scarpette gialle.

Origine dei coriandolicoriandoli

Coloratissimi, leggerissimi, sono molto amati dai bambini che si divertono a lanciarseli a vicenda in occasione di feste in maschera o sfilate. Il lancio di oggetti alla folla durante i festeggiamenti di Carnevale è una usanza antica: già nel ‘500, infatti, venivano lanciati fiori e confetti dai carri oppure gusci d’uovo pieni di essenze profumate. Nel ‘700 le persone iniziarono a lanciare dei confetti di zucchero con un seme di coriandolo all’interno. I coriandoli di carta, come li conosciamo oggi noi, nacquero solo nel 1875 per opera dell’ing. Enrico Mangilli di Crescenzago (Milano). Usò delle carte traforate impiegate negli allevamenti di bachi da sera. Successivamente un altro ingegnere, Ettore Fenderlche, ritagliò i triangolino di carta.

Le chiacchiere: perché proprio questo dolce?

Durante il Carnevale si doveva poter offrire qualcosa da mangiare a tutti i partecipanti. Si è pensato ad una preparazione che non richiedesse troppo tempo. Nascono così le chiacchiere, nome derivato dalla semplicità estrema con cui si preparano, facili da fare proprio come le chiacchiere tra amici. Bastano: acqua, farina e zucchero per creare questi tipici dolci di Carnevale da distribuire a tutti, parenti e amici. Secondo gli storici l’origine delle chiacchiere risale all’epoca romana, quando venivano fatti dei dolci a base di roba chiamati “frictilia”, veniva fritti nel grasso del maiale e preparati in occasione dei Saturnali. Ne venivano preparate in abbondanza poiché dovevano bastare per tutto il periodo Quaresimale.

Il Carnevale più antico del mondocarnevale-venezia

Si festeggia in tutto il pianeta, o quasi. Alcune festività sono famosissime, altre meno note, altre ancora proprio sconosciute. I Carnevali più antichi sono quelli italiani: Venezia e Fano. A Venezia la prima testimonianza risale al 1296, la prima a Fano al 1347. Il Carnevale di Venezia prima era anche quello più lungo visto che i festeggiamenti duravano ben tre mesi.

 

 

 

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