5 curiosità sul divo più spigoloso d’America: Clint Eastwood

L’icona Clint Eastwood, ecco cosa resiste. Il cavaliere senza nome, gli occhi di ghiaccio, quel broncio che ha incantato tante donne, ecco cosa resta nell’immaginario collettivo. Più di Clint, i personaggi che ha saputo regalare al cinema mondiale: oltre 50 film, di cui 40 da protagonista. Una lunga carriera da attore, regista, produttore, compositore. Senza farsi mancare niente. Ma proprio niente.

E allora mille storie s’intrecciano, fanno giri importanti e poi si ricongiungono sul volto spigoloso di Eastwood: già attore a 24 anni, con la fantascenza horror di Serie B della Universal, da assistente di laboratorio che perde topi ne ‘La vendetta del mostro’ di Arnold. E da osservatore degli Atlanta Braves nel dramma sportivo di Robert Lorenz in ‘Di nuovo in gioco’.

Da lì a qui? Il cavaliere senza nome della trilogia del dollaro, cavalcando il west con Sergio Leone e il leggendario Spaghetti Western. Ancora: l’ispettore Callaghan, pronto ad impugnare la sua fedele ‘armatura’ da poliziesco; la commedia di Honkytonk Man, ‘Bird‘ di Charlie Parker, ‘Gli spietati’ e il ritorno al ruolo da pistolero. Infine, il capolavoro ‘Million Dollar Baby‘, protagonista ai premi Oscar del 2005. Quindi, ‘Gran Torino’: drammatico e volutamente semibiografico.

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Ci vuole coraggio, ad essere Clint Eastwood. Ma ce ne vuole soprattutto per mettersi a nudo, per sentirsi parte di un mondo – Hollywood – da cui paradossalmente l’attore ha sempre preso un po’ le distanze. Non importano filmografia, trailer, clip, video: importa quello che hai dentro. ‘A Star Is Born’, recita uno dei suoi film: lui invece è una ‘star’ che non tramonterà mai.

Ecco le 5 storie più curiose sul divo americano più controverso.

ISTRUTTORE DI NUOTO

Questa è risaputa. Clint ha sempre avuto tanti interessi, oltre al cinema. Quello per la musica, ad esempio: è arrivato infatti anche ad incidere un disco – Unknown Girl – per una piccola casa discografica, da giovane. La sua passione era proprio quella: ma fu l’esercito degli States a mettersi di traverso. Eastwood fu destinato a Fort Ord in California per l’addestramento, riuscì però ad evitare di per la guerra di Corea, appena scoppiata, grazie alle sue doti sportive, e ad occuparsi invece della gestione della piscina e dell’organizzazione di corsi di nuoto per le reclute.

Rischiò comunque la vita, in quel periodo. Fu lui stesso a raccontare di un evento clamoroso: era a bordo di un bombardiere Douglas, e l’attore e un amico furono costretti a un atterraggio di fortuna in mare, presso Point Reyes. Sì, uscirono prima che il veicolo affondasse, raggiungendo a nuoto la riva: dopo cinque chilometri, i due arrivarono (quasi) sani e salvi. Ah, danno post beffa: stesso numero di chilometri, a piedi, per raggiungere una strada battuta quantomeno da qualcuno.

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PROBLEMI DI ‘ESTETICA’

Sembra assurdo, ma è accaduto: anche Eastwood è stato scartato per la sua… ‘bruttezza’. Alt: chiariamo. Clint e Burt Reynolds vennero entrambi assunti per lavorare con la Universal, salvo poi essere licenziati nel 1959. Per Reynolds, Eastwood venne licenziato a causa del suo pomo d’Adamo: era troppo sporgente. Lui, invece, fu liquidato così: ‘Non sai recitare!’.

DA REGISTA

Più che da attore, le vere doti artistiche di Eastwood si sono palesate da regista. Il segreto? Fa tutto a modo suo: il suo modo di lavorare, le regole, la propria impronta su ogni cosa. E tutto ciò non manca mai. Esempi? Poco make up, gli attori devono avere tutti solo un filo di trucco; gira poche volte la stessa scena, appena può prende il primo take per la stessa versione finale: vuole autenticità. Infine, niente marchette politiche o religiose nei suoi film: i messaggi sono quasi sempre d’altra sostanza.

NO A JAMES BOND

Non ha mai voluto essere un’icona del cinema. Per molti sarebbe stato il volto perfetto, magari di un supereroe. Per il regista dei primi James Bond, sarebbe stato l’ideale proprio per interpretare la spia britannica più affascinante di tutte. Ma ‘no, non lo faccio’: questa fu la sua risposta. La decisione non piacque ai creatore dello 007 per eccellenza. Il motivo? Lui stesso pensava che l’attore dovesse essere per forza inglese. E Superman, invece, era ‘un personaggio troppo distaccato dalla realtà’. Ecco.

DONNE E FIGLI

Kimber con Roxanne Tunis, la sua prima moglie. Poi con Maggie, altri due figli. Quindi nuovamente due bambini, ma con Jacklyn Reeves, assistente di volo. Nel 1993, Francesca da Frances Fisher. E infine, Morgan, sempre con la Fisher. In totale? Sette figli per cinque donne. In termini di assegni di mantenimento, il buon Clint, ha tanto da insegnare. E da pagare.

 

 

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  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Wikimedia da movie studio
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