Forest Bathing: il bagno nella natura che fa bene alla salute

Il Forest Bathing nasce in Giappone e significa letteralmente “bagno nella foresta”. Si tratta di una pratica largamente diffusa perché ha dei benefici sul corpo umano, dovuti alle sostanze prodotte dagli alberi per proteggersi dagli insetti. Una volta diffuse nell’arta, agiscono positivamente sull’organismo. Si registra, in particolare, un calo dell’ormone dello stress, il cortisolo, un abbassamento della pressione sanguigna e un potenziamento del sistema immunitario. Pare proprio che sia una sana e bella abitudine che tutti quanti dovremmo sperimentate per sentirci meglio! Un bagno di relax, shinrin-yoku come lo chiamano in Giappone, un viaggio sensoriale particolare e intenso. Il termine “Forest bathing” nasce nel 1980 grazie al Ministro dell’Agricoltura e negli ultimi dieci anni sono stati investiti ben 4 milioni di dollari  per aggiungere nuovi percorsi da fare ai 55 già esistenti.

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Come si svolge?

Non si tratta, però, di una semplice e banale passeggiata nei boschi, ma di una meditazione più profonda. Innanzitutto si fa a piedi nudi, per avere un contatto diretto con la natura e poi è bandita ogni forma di comunicazione con il mondo. Addio a cellulari e tablet almeno per un pò per godersi appieno il panorama. Si tratta di passeggiate che tutti possono fare: non ci sono salite, non si devono fare corse, non ci sono ostacoli: il relax deve essere alla portata di tutti. Spesso ci si ferma, si toccano gli alberi, si instaura un rapporto speciale con ciò che sta attorno.

Studi e ricerche dimostrano che fa bene all’organismo

Uno studio di alcuni ricercatori dell’Università di Chiba ha confrontato circa 300 studienti dopo una passeggiata in città e dopo una passeggiata nei boschi. I ragazzi avevano concentrazioni più basse di cortisolo, frequenza cardiaca e pressione ridotta dopo essersi immersi nel verde rispetto a quando avevano passeggiato in città. In un altro studio più ampio dell’Università di Kyoto i partecipanti hanno riportato valori più bassi di ostilità e depressione dopo aver trascorso del tempo nei boschi, sempre a confronto di una permanenza in città. Altre ricerche condotte dalla Nippon Medical School hanno rivelato che le cellule “natural killer” del sistema immunitario che aiutano a proteggerci dai virus, mostrano livelli di attività più elevati nei partecipanti al forest bathing. La natura fa bene. È stato dimostrato, infatti, che anche solo vivere in un quartiere pieno di alberi riduce il tasso di mortalità degli abitanti del 16%! Il forest bathing è stato indicato da Spafinder Walness, il più autorevole medium nell’industria del welness al mondo, come uno dei trend emergenti del settore benessere.

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In Italia dove si pratica?

Anche nel nostro Paese è possibile immergersi nella natura. L’area già attrezzata è quella del tirolese dove si snoda una serie di sentieri pianeggianti che ben si prestano a questa pratica meravigliosa. Due esperti stanno curando molto da vicino i benefici del Forest Bathing: Marco Nieri, ecodesigner e Marco Mancagli, agronomo. Insieme hanno monitorato l’attività elettromagnetica di piante e alberi al parco naturale dell’Oasi Zegna, in Piemonte per verificare gli effetti positivi sull’uomo. Proprio da questi studi nasce il “Bosco del sorriso”, un percorso da fare tra giugno e settembre quando i faggi sono rigogliosi e le foglie possono sprigionare il massimo effetto positivo per l’uomo. L’oasi Zegna, il cui slogan è: “immergiti, respira, rigenerati”, propone tre sentieri che accompagnano il visitatore in un mondo incantato fatto di silenzi, di benessere, di odori e colori. Le escursioni sono di mezza giornata e si alternano lunghe camminate a soste nel verde. Per sentirsi meglio, si dovrebbero programmare 4 ore la giorno di bagno nei boschi per tre o quattro giorni di seguito. Anche il Trentino si sta attrezzando per questa pratica poiché molte strutture turistiche stanno proponendo itinerari nei boschi per scopi benefici.

 

 

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