Le 5 invenzioni mai realizzate da Leonardo da Vinci

Definire Leonardo Da Vinci è sempre stato più enigmatico del personaggio stesso. Pensateci: un individuo si compone anche di quel che fa. È che il genio toscano, tra i personaggi più illustri e famosi di tutti i tempi, aveva mille hobby e nessun lavoro. O meglio: se proprio ne vogliamo trovare uno,il ruolo di scienziato gli calzava a pennello. Anche perché come inventore, qualcosina ai posteri l’ha dovuta lasciare.

Amava sperimentare, Leonardo. Amava vagare nei meandri della sua mente e uscirne vincitore. Certo: era anche, soprattutto un visionario. E tra le mille idee, qualcuna finiva anche per essere realizzata. O almeno idealizzata.

Ecco: questa ‘classifica’ vive e resiste grazie a queste ultime. Quali sono le genialità leonardiane che non hanno visto la (sua) luce? Se ne contano realmente una decina, ma le più incredibili sono cinque. Assurdamente incredibili.

IL PARACADUTEparacadute

Un omino attaccato, appiccicato ad un trabiccolo che ha fondamentalmente una forma piramidale – tale da permettere l’atterraggio. Dunque, una sorta di aquilone volante, un modo come un altro di attutire la sicura caduta. Funzionerebbe? A quanto pare, molti presuppongono una risposta positiva. L’unico problema sarebbe il peso all’atterraggio: qui magari, qualche test andrebbe fatto. O magari no. È che si potrebbe pur restare al solito paracadute, no?

LA CALCOLATRICEcalcolatrice

Quando si pensa al Leonardo ‘matematico’, viene sempre in mente la scena di ‘Non ci resta che piangere’, con Troisi intento a spiegargli il gioco della scopa. Ecco: in realtà, il genio di Vinci era un fuoriclasse in materia. E toccò effettivamente a lui il primo sistema di calcolo (quasi) elettronico al mondo. Prima di Blaise Pascal – a cui va dato il merito della prima ed effettiva calcolatrice al mondo -, Leonardo pare abbia provato a buttar giù una bozza di un sistema di calcolo decimale automatico. Sorprendente, vero? E dovreste vedere il disegno: un insieme di ingranaggi… e di sogni.

L’ELICOTTEROelicottero

La passione di Leonardo per il volo era risaputa. Com’erano risaputi i suoi continui tentativi di sfidare la legge di gravità. Come si fa? In mente, l’inventore aveva sempre lo stesso cruccio: voleva costruire una macchina volante. E no, nessuna funzionava.
Vuoi per la pesantezza, vuoi per una questione di materiale, il cielo non si poté raggiungere mai. Eppure, si narra di un prototipo con tanto di eliche pronto -appunto- a decollare…

IL ROBOTrobot

Ok, questo ha stupito tutti, noi compresi. Ma non è un falso. È che Leonardo ci ha davvero provato: stando agli scritti di quei tempi, il genio di Vinci aveva realizzato un leone meccanico “in grado di camminare da solo e senza problemi”. Non ci credete? Resta ancora una prova: il suo progetto nel Codice Atlantico.

MUTA DA SUBsub

Dal cielo al mare: non esistevano limiti, per Leonardo. Né di altezza, né di profondità. Ecco allora perché si limitò a progettare uno scafandro per immergersi: c’era la giacca, c’erano i pantaloni. E c’era pure un elmo per la respirazione facilitata. Ah, come se non bastasse: il contenitore per l’urina era la vera genialata…

 

Tutte le foto utilizzate sono con licenza Creative Commons

  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Wikimedia da Maksim