Le 5 band più significative nella scena rock anni ’90

L’impresa non è delle più semplici, bisogna ammetterlo.

Scegliere cinque band tra tutte quelle che hanno composto il firmamento della scena rock anni ’90, senza far torto a nessuno, è davvero difficile, se non impossibile. Sia per la storia personale che ci lega con alcune che per una semplice questione di preferenze, provare ad essere imparziali è quantomeno pretenzioso. Di conseguenza, l’unico modo per venire a capo di questa top five è quello di applicare un criterio diverso rispetto a quello del gusto: affidarci alla storia.

Alcuni gruppi infatti, non solo sono stati in grado di produrre album di successo planetario, ma grazie al loro sound hanno influenzato intere generazioni di musicisti, aprendo orizzonti sconosciuti fino ad allora. Il tutto senza averne la benché minima consapevolezza, almeno nel momento stesso in cui il successo li ha travolti.

1 – Nirvana

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La band di Seattle è di quelle che difficilmente poteva mancare all’appello. Formatasi nel 1987 con il trio Cobain-Novoselic-Burckhard, si è affermata negli anni ’90 grazie all’arrivo di Dave Grohl, ultimo di una lunga serie di batteristi che tra il 1988 e la primavera del 1990 si sono avvicendati con scarso successo. Il primo album in studio, Bleach, datato 1989, è considerato da molti un diamante grezzo: il suond dei Nirvana, quello che darà vita a un vero e proprio movimento generazionale oltre che musicale, era pronto a sbocciare. Con l’arrivo di Grohl, il quale proseguirà la sua carriera come cantante e chitarrista alla guida dei Foo Fighters dopo la scomparsa di Kurt Cobain, raggiunge il suo apice. Nevermind (1991) e In Utero (1993) sono due autentiche pietre miliari della storia del grunge, del rock e della buona musica in generale.

2 – Rage Against The Machine

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Perché proprio loro? Non ce ne vogliano i fan dei Pearl Jam, ma la svolta che la band di Los Angeles ha impresso nella scena rock anni ’90 è qualcosa di straordinario. Mescolare rap, hard rock, metal e funk nel modo in cui Tom Morello e Zack de la Rocha sono riusciti a fare era tutto fuorché un gioco da ragazzi. Farlo con quella naturalezza e semplicità è stato semplicemente gandioso. Grazie al loro imput si sono sviluppati diversi generi musicali negli anni a venire: l’album omonimo, Rage Against The Machine (1992), assieme a Evil Empire (1996) e The Battle Of Los Angeles (1999) rappresentano un trittico imperdibile. Per chiunque.

3 – Radiohead

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La band di Thom Yorke, con Jonny Greenwood e O’Brien alle chitarre/tastiere, Colin Greenwood al basso e Selway alla batteria, rappresenta il trait d’union fra un modo di concepire il rock fino a prima degli anni ’90 e tutto quello che c’è stato dopo. Il suono, i testi, la versatilità, le linee melodiche, il carisma: potremmo spendere delle ore ad elencare i punti di forza dei Radiohead. Dagli album d’esordio come Pablo Honey e The Bends, al capolavoro assoluto, Ok Computer, ai lavori pubblicati a cavallo tra la fine del decennio e l’inizio degli anni 2000 (Kid A, Amnesiac, Hail to the Thief) fino ai più recenti In Rainbows e The King Of Limbs, nulla è stato lasciato al caso. Tutto sembra esser stato inserito appositamente in un percorso evolutivo che ha spinto il rock moderno oltre confini che difficilmente ci si poteva auspicare. I Radiohead sono senza ombra di dubbio il gruppo più rappresentativo che l’Inghilterra ha prodotto negli ultimi 25 anni.

4 – Chemical Brothers

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Probabilmente vi starete chiedendo perché abbiamo deciso di inserire i Chemical Brother in una top five della musica rock. Proprio loro che con le chitarre elettriche non hanno mai avuto un gran feeling, almeno all’apparenza. Eppure, per qualche oscura ragione, il duo composto da Ed Simons e Tom Rowlands va ben oltre il concetto moderno di disk jockey. Exit Planet Dust (1995), Dig You Own Hole (1997) e Surrender (1999), pur essendo etichettati come “musica elettronica“, risentono pesantemente delle influenze rock appartenenti al loro background musicale e culturale. I Chemical Brothers non hanno semplicemente creato un genere a sé stante, ma hanno dato un nuovo impulso a decine e decine di artisti rock che sono sbocciati negli anni successivi. Con ogni probabilità, la scena cosiddetta ‘indie rock’ moderna, non sarebbe la stessa se il duo londinese non fosse mai esistito.

5 – Oasis

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Eccoci infine all’ultima scelta, anche questa piuttosto discutibile per i puristi del rock. Troppo presuntuosi per avvicinarsi anche solo lontanamente ai tanto amati Beatles, troppo arroganti per non risultare antipatici, troppo carenti a livello tecnico per esser presi sul serio. Eppure il solco lasciato dai fratelli Gallagher nella musica pop-rock anni ’90 va ben oltre la produzione discografica e la loro attitudine da bulli. Gli Oasis sono una vera e propria fede per gli appassionati e il loro sound è tutt’ora inconfondibile, probabilmente inimitabile. Già, proprio loro che sull’imitazione dei grandi maestri del rock ci hanno costruito una carriera. Difficile a credersi ma senza il loro contributo gli anni ’90 non sarebbero stati gli stessi.

 

 

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