7 improbabili curiosità su Quentin Tarantino

Possedere i momenti, farli propri e poi dispensarli al mondo. E il mondo n’è pure felice. Ecco: non è che sia stata tutta ‘sta passeggiata, per Quentin Tarantino. Che da poco ha compiuto 54 anni, ma da oltre trenta si diverte come un matto – ed è proprio il caso di dirlo – dietro ad una cinepresa. Quanto cinema è passato, da allora. E quanta strada ha fatto quel folle ragazzino nato a Knoxville, Tennessee. Fuggito per un sogno, fattosi grande tra spallate, coerenza e litri di sangue finto. Uno spot per il mondo, una storia che non lascia mai indifferente.

Un mito, sì. Oggi pronto a lasciare testimone e testimonianze. Non prima di sorprendere, non prima di farlo ancora con le sue parole, le sue immagini, le sue innovazioni. “Per almeno altre due pellicole”, ha però rincuorato i suoi fan. E una promessa è una promessa.

Ma quanto conoscete il ‘regista DJ’? Dopo una piccola rinfrescatina, scommettiamo che queste sette curiosità lasceranno anche voi esterrefatti.

#1 – IL PRIMO FILM? AUTOFINANZIATO!

Lo sappiamo: ancor prima di indossare i panni del regista, il buon Quentin provò a battere la strada della recitazione. Invano? Più o meno. Di certo, la svolta arrivò con il primo film ‘solamente’ girato. “My Best Friend’s Birthday”, s’intitolava la sua prima pellicola. Con sceneggiatura ovviamente firmata dal suo genio e da quello di Craig Hamann, amico fraterno.
Curiosità: ogni membro del cast e parte della troupe lavorava presso ‘Video Archives’, una sorta di ‘Blockbuster’ dell’epoca, proprio con Tarantino. Per produrre il film, gli stessi protagonisti si autofinanziarono: seimila dollari tondi tondi, ovviamente detratti dai loro stipendi (più o meno 7 dollari ad ora).

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#2 – TRUNK SHOT MANIA

“Reservoir Dogs” fece da apripista: da lì in poi, la Trunk Shot fu marchio di fabbrica inconfondibile di ogni film di Tarantino. Cos’è? Semplice, più o meno: è un’angolatura cinematografica che cattura l’immagine dal cofano dell’auto. Un’innovazione clamorosa, se pensiamo ovviamente al 1992, anno in cui venne girato “Le Iene”: celebre è la scena con Keitel, Buscemi e Tim Roth.

#3 – HA ANCHE DEI RIMPIANTI

Chiaro: un personaggio che corre in controtendenza sembra infallibile. E invece…
E invece Tarantino, di rimpianti, ne ha. Eccome. Del resto, è umano anche lui. E con l’età arriva anche un po’ di saggezza, un po’ in più. Esempi? “Speed” e “Men in Black”: gli furono proposti, ma all’epoca rifiutò per sovraccarico di lavoro e pochi stimoli.
Ah, magari esistesse davvero la “sparaflashata” salvifica…

#4 – CITAZIONI, CITAZIONI OVUNQUE

La potenza del personaggio, però, spesso supera anche il talento e l’acume del regista. Negli Usa sono pazzi di Tarantino, come lo sono praticamente in tutto il mondo. Ovviamente, si sprecano le citazioni e i richiami a suo carico. Quasi più famoso di lui è “Quintin Tarantella”, personaggio di “Leone, il cane fifone”. Negli ultimi anni, è diventato poi celebre il suo personaggio in Bojack Horsemen (Netflix): Quentin Tarantulino è ora il nuovo idolo delle generazioni ‘bojackiane’.

#5 – MEXICAN STANDOFF

Conosciamo tutti la sua passione sconfinata per Leone. Bene: in lavori stracolmi di rimandi, Tarantino non manca mai di omaggiare i propri maestri. Un espediente è decisamente il ‘Mexican Standoff’, che tradotto vien fuori ‘stallo alla messicana’. In sostanza: una situazione nella quale due o più persone (solitamente tre) si tengono sotto tiro a vicenda con delle armi, in modo che nessuno possa attaccare un avversario senza essere a propria volta attaccato.
L’avete già visto? Certo che sì, ne “Il buono, il brutto, il cattivo”.

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#6 – MORRICONE? ‘SCARTATO!’

Il rapporto con Ennio Morricone è di tale intesa che spesso i due passano ore a telefono senza fermarsi. L’argomento, ovviamente, è il cinema. E poi ancora cinema, quindi cinema, infine cinema. Di tanto in tanto, il Maestro però glielo ricorda: “Ma quei componimenti per ‘La cosa’?”. Sì, perché Tarantino è stato probabilmente l’unico al mondo a respingere un componimento di Morricone: troppo melenso, sosteneva. Voleva più azione, più brio.
Tant’è: niente e nessuno legati al dito, il Premio Oscar italiano ha aggiunto questi brani alla sua collezione.

#7 – NON HA MAI STUDIATO CINEMA

Ovviamente, nessuno ‘nasce Tarantino’. E neanche Quentin, paradossalmente. Il suo studio? Videocassette, cinema all’aperto e pure quello chiuso. Mai una scuola di regia, soltanto qualche breve apparizione in masterclasses di recitazione: ma ‘autodidatta’ resta sempre poca roba rispetto alla vastissima cultura in materia. No, per lui non è mai stato importante apprendere le nozioni tecniche: serve conoscere il cinema. Scoprirne l’anima.

 

 

 

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  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da Gage Skidmore
  2. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da BagoGames