10 calciatori che hanno giocato oltre i 40 anni

Aveva ragione chi professava che ‘l’età è solo un numero’. E se non ci credete, ecco una lista di giocatori pronta a confermarlo: sì, si può andare avanti tranquillamente anche a dispetto della propria carta d’identità. E sì, basta avere un po’ d’accortezza, tanto senso tattico, magari un po’ di fortuna in termini d’infortuni. Anzi, pure un bel po’.

Per una vita in campo, comunque, ne vale sempre la pena: che sia a difendere due pali e una porta, oppure ultimo baluardo di una delle difese più forti di tutti i tempi. Solitamente, chi resiste per così tanto tempo è perché possiede il talento dalla sua. E la pazienza. Del resto, per un viaggio lungo bisogna ben equipaggiarsi: fa freddo e fa caldo, si fa difficile e si fa facile. La carriera di questi uomini, difatti, è stata ‘solo’ una vita compassata su un rettangolo verde.

Abbiamo stuzzicato la vostra curiosità? Bene!
Ecco allora i dieci giocatori più forti ad aver superato i 40 anni sul campo da calcio. Ah, spoiler alert: oggi comporrebbero ancora uno squadrone.

 

giggsRyan Joseph Giggs. E va bene già così. Del resto, cosa si può aggiungere? Il mancino di Cardiff, oggi allenatore ma in passato meraviglioso giocatore, è stato a lungo tra i più forti del mondo. Dal 1990 al 2014 ha avuto una sola maglia: quella del Manchester United. Con i Red Devils ha il primato assoluto di presenze (963), di cui 159 solo nelle competizioni Uefa. Possiede inoltre il secondo primato di apparizioni nella Premier League (632 presenze) ed è uno dei pochi calciatori ad aver disputato oltre 1000 partite in carriera da professionista. In totale: 37 trofei conquistati che gli valgono la palma di giocatore più vincente del calcio inglese.

 

zanettiIl Trattore, Pupi, il Capitano. Se siete interisti, vi è già scesa una lacrimuccia. Javier inizia la sua carriera al Tallares prima, quindi al Banfield. Nel ’95, la chiamata dell’Inter, squadra di cui diventa capitano dal 2001: fascia mantenuta fino al 2014, anno del suo ritiro a ben 41 anni.
Un po’ di numeri: 1114 partite ufficiali disputate, quinto nella classifica con oltre mille presenze in carriera. È poi lo straniero con più presenze in A (615), il quarto in assoluto, e naturalmente il primatista di presenze e trofei nella storia dell’Inter. Con l’Argentina, 145 partite (anche qui record), ma nessuna vittoria.

 

zoffMolti ne parlano come uno dei più grandi portieri della storia del calcio. Per lui, per Dino, la porta è stata compagna di mille avventure, principalmente alla Juve, la squadra a cui ha dedicato 11 anni della sua carriera senza mai saltare una partita. 479 apparizioni con i bianconeri, sei scudetti, due Coppe Italia e una Coppa Uefa. È inoltre il vincitore più anziano della Coppa del Mondo, vinta naturalmente con l’Italia all’età di 40 anni.

 

maldiniAltri giri, altri capitani con la C maiuscola. 25 anni di carriera, solo una maglia: quella del Milan. Vittorie? Come se piovessero. Sono addirittura 26, i suoi trofei: 7 scudetti, 1 Coppa Italia, 5 Supercoppe italiane, 5 Champions League (record di 8 finali giocate con Gento). E ancora: 5 Supercoppe europee, 2 Coppe Intercontinentali, infine 1 Coppa del mondo per Club. Nel 2009, l’addio a 41 anni. Addio che arrivò molto dopo il saluto alla Nazionale, con la quale stabilì il record di presenze poi battuto da Cannavaro e Buffon.

 

costacurtaDopo Maldini, subito Costacurta. Sembra una vecchia formazione del Milan, il realtà è solo la storia che va raccontata. ‘Billy’ con i rossoneri esordisce nel 1986, salvo poi essere ceduto in prestito al Monza. Giusto un anno di apprendistato, quindi dall’87 al 2007 è tutto un continuo giro intorno Milanello. Anche qui, tante vittorie da annoverare: 7 scudetti e 5 Champions League. Mica male. Belle come le 59 presenze e 2 gol in Nazionale. E come quel gol, in quel 19 maggio del 2007, su calcio di rigore contro l’Udinese: grazie alla trasformazione divenne il marcatore più anziano della storia della Serie A.

 

 rivaldo

Attenzione: fenomeno in arrivo. Parliamo di Rivaldo Vitor Borba Ferreira, ma voi fermatevi anche solo al primo nome. Oggi è un dirigente sportivo, presidente del Mogi Mirim. Ieri, invece…
Ecco: Rivaldo è stato campione del mondo con la Seleçao, poi ha trionfato in due campionati Paulista, uno brasiliano, due Ligas spagnole, una coppa di Sagna, una Coppa Italia al Milan, quindi tre campionati greci, due coppe nazionali con l’Olympiakos. Come se non bastasse, campionati e coppe uzbeki, con – dulcis in fundo – una Champions League e una Supercoppa Uefa. Ah, per la cronaca: Pallone d’Oro nel 1999 e Fifa World Player. Ci crediamo che non volesse smettere…

 

millaQualità, qualità infinita per Alber Roger Mooh Miller, per gli amici Roger e Milla. Chi è? Un ex calciatore camerunese, un attaccante da tanti gol sulle spalle. Possiede il record di giocatore più vecchio a segnare in una fase finale della Coppa del Mondo, a ben 42 anni (poco prima di ritirarsi). Milla ha giocato addirittura 846 partite segnando 431 reti: un gol ogni due, pazzesco.

 

ballottaMille squadre e un unico amore: la Lazio. Marco Ballotta oggi fa l’allenatore, ma i giorni in cui distruggeva i sogni degli avversari li ricorda tutti. Pure qui, solo pura cronaca: prima di ritirarsi definitivamente ha fatto l’attaccante in Eccellenza. Risultati? Clamorosi: segnava a raffica. Anche se il meglio del proprio repertorio continuava a darlo tra i pali: il palmarés parla di due Coppe delle Coppe e due Supercoppe europee. In una Lazio post crisi risultò fondamentale, causa immaturità di Muslera. 42 primavere, ma teneva duro. Eccome.

 

matthewsAd Hanley nacque un genio, era il primo febbraio del 1915. Stanley Matthews è stato un calciatore inglese: faceva l’attaccante ed era anche molto forte, tanto da vincere sia il Pallone d’oro, sia il premio di Calciatore dell’anno dell’assemblea dei giornalisti. Tanti gol e tanti soprannomi: oggi lo ricordano principalmente come il ‘Mago’. La sua particolarità? Arrivò a giocare fino a cinquant’anni, grazie ad una dieta quasi vegetariana e al suo essere astemio. Ne sarà valsa la pena?

 

vierchowoodPietro ha vinto tutto quello che c’era da vincere, eppure non era un fuoriclasse. Era uno stopper, uno di quelli grintosi: e poi era veloce. Diceva di fare i cento metri in meno di 11 secondi, ‘un missile’ come amava definirsi. Bearzot parlava di lui come il difensore più rapido del mondo, Vierchowod rispondeva sul campo con una marcatura a uomo asfissiante. Bravo di testa, bravo di spirito: 38 gol in Serie A gli danno il premio di difensore più prolifico dell’ultimo ventennio di Serie A.

 

 

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