5 motivi per credere ancora in Luis Muriel

Ricorda il Fenomeno. Sì, proprio Ronaldo. E nessuno sta esagerando, qui: alzi la mano chi non ha rivisto, almeno per un istante, le movenze del fuoriclasse campione di tutto in quel ragazzo paffutello d’origine colombiana. Alzi la mano chi non ha sperato che quelle belle promesse divenissero certezze da primo della classe, da crack quale avrebbe dovuto essere sin da subito. E invece ha dovuto lottare, Luis Muriel. Ha dovuto farlo con i colpi di genio ed allenamenti massacranti: con Guidolin, all’Udinese, non ha giocato per buona parte d’annata. “Troppo grasso”, dicevano: nel silenzio friulano, il lavoro quotidiano l’ha consacrato e riportato tra i top del campionato italiano. Ora non sbaglia più, Luis: né sotto porta, né oltre il novantesimo. Diventando grande, è pronto a farsi grandissimo pure in campo.

Un po’ però dispiace, per tutto questo patimento. All’alba dei 26 anni appena compiuti, l’attaccante si trova ora davanti ad un bivio: restare in provincia o tentare il grande salto? Chiaro: il mercato non mancherà. E le intenzioni di Ferrero le conosciamo poi tutti. Così come conosciamo il talento di questo ragazzo: per voi è ancora un dubbio? Non c’è problema: ecco 5 motivi per cui vale la pena credere in Luis Muriel. Per cui farlo sempre e comunque.

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#1 – SPONSORIZZAZIONI IMPORTANTI

È il Deportivo Calì a portarlo tra i professionisti, nel campionato d’Apertura colombiano. 19 anni, sbarbato, con velocità e percussioni fisse nel dna calcistico: e poi i gol. Tanti. 9 in 11 presenze: nessuno come lui. O meglio: solo Faustino Asprilla, che ne fece uno in più ma col doppio delle presenze. Ecco: se lo chiedete all’ex Parma, vi risponderà che Muriel non è un calciatore. È un artista. Anche più di quanto lo sia mai stato lui.

#2 – PERCHE’ HA SAPUTO SEMPRE RIALZARSI

La sua storia con l’Udinese è quasi d’amore e odio. Arrivato in Europa nel 2010, i friulani lo prendono e lo cedono subito al Granada, in Segunda Divisiòn quell’anno. Sette presenze nella prima stagione, zero gol: va allora al Lecce, tra lo sconforto e le risate dei tifosi. Poco meno di 1 milione, ma Luis a ‘Via del Mare’ diventa devastante. Presto detto: ritorna ad Udine, stavolta per 1.5 milioni. Il resto? Un continuo rialzarsi. E riaprire porte già chiuse.

#3 – NON MANCA NELLE PARTITE IMPORTANTI

Basterebbe un dato: la vittima ‘preferita’ da Muriel è la Roma. Che spesso, in sede di calciomercato, l’ha pure bramato. In realtà, Luis si limita a farle del male: 5 gol in totale contro i giallorossi, più di tutti. Quest’anno, poi, è diventato anche uomo derby: alla Samp non capitava da anni di vincere due stracittadine nello stesso anno. Del resto, non avevano mai avuto questo Muriel.

#4 – PER IL SUO 1 VS 1

In campo aperto? Insuperabile. Nello stretto? Affascinante. Brucia gli avversari manco avesse una vespa sotto le scarpette, manco fosse in ritardo per l’appuntamento della vita. È la sua arma migliore, oltre al tiro dalla distanza: riuscisse a sfruttarli un pi’ di più…

#5 – PERCHE’ SE REGGE, E’ DEVASTANTE

L’intelligenza con cui gestisce e manovra il gioco, spesso, sono sintomatiche: rappresentano sprazzi delle sue potenzialità ingestibili. Nel senso che vanno da sé, senza un minimo di controllo e continuità. Forse è questo il più grande difetto, ma anche la più grande prova di maturità da superare: diventare costante. Quest’anno, promosso a pieni voti. Con tanto di record di gol.

 

 

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