5 storie interessanti su Carmelo Anthony

Puerto Rico, Brooklyn. Come? Sì, avete capito bene. O meglio: avete capito la storia di Carmelo Anthony. Americano a metà, cresciuto come molti a Baltimore nel Maryland. Con un talento però comune a nessuno, tutto sprigionato su un parquet: perché l’amore, oltre che per Johanna, è solo per il basket. Guardato in tv, amato sul campetto della Scuola Cattolica di Towson.

Carmelo cresce così: sognando. Lo fa sotto la guida e i consigli del suo primo coach, Daniel. E subito si fa notare, sin dai tempi della High School. Per dire: con lui in quintetto, finalmente un record. 28 vittorie e 9 sconfitte. Per un istituto che puntava a ben figurare, niente male.

E allora, via di consapevolezza. Il futuro era quello, era segnato negli astri e nel talento di un ragazzo sempre con la testa alta. Il college? Solo un piccolo passaggio in una storia ben più grande. Nonostante ciò, fu uno dei periodi più significativi. Un po’ di numeri: nel primo incontro con gli Orangemen di Syracuse, mise a segno 27 punti e 11 rimbalzi; nel corso dell’anno, disputò 35 partite e 25 volte fu lead scorer; di media ottenne 22.2 punti e 10 rimbalzi; primo anno, prima vittoria NCAA della storia.

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Perché fu la terza scelta? Perché c’era ‘Il Prescelto’, c’era LeBron. Stesso giro, diversa sorte: finì ai Nuggets, dove scrisse la storia. Pure la sua. Ma soprattutto la loro.
Primo anno: subito Denver ai playoff, dopo un’assenza lunga 10 anni. Dopo le prime tre annate, quella del 2006/07 fu la migliore: lungo tutta la stagione duellò con Kobe per l’assegnamento del trofeo di capo cannoniere della NBA. La sfida alla fine fu vinta dal californiano, anche grazie alle sue quattro prestazioni da oltre 50 punti messe a referto consecutivamente. Considerata la sua giovane eta’per  ‘Melo ( che concluse con 28.9 punti, 6 rimbalzi, 3.8 assists) arrivare sul secondo gradino del podio fu comunque un grande successo.

Non andò sempre tutto per il verso giusto. In questa stagione, per Anthony le macchie sono però due: la prima legata al suo comportamento e la seconda ai traguardi raggiunti da Denver. Il primo aspetto si lega alla rissa da lui causata a metà dicembre quando, nella partita contro i Knicks, ebbe una reazione sproposita che gli costò 15 partite di sospensione. La seconda invece non lo riguarda personalmente, perché nei playoffs collezionò 26.8 punti, 8.6 rimbalzi e 1.2 assist di media. Niente male. Ecco: il ‘male’ arriva per la squadra, che nonostante Iverson e Camby uscì per l’ennesima volta al primo turno.

Insomma: un destino apparentemente segnato. Ma che nella lunga carriera di Anthony gli ha saputo regalare punti, soddisfazioni e curiosità.
A proposito: ecco i 5 ‘fatti’ di Melo che ancora dovete conoscere.

 RECORD

Carmelo ruppe un record impressionante nel 2012: mise a segno 37 punti contro la Nigeria, fu record di punteggio singolo più alto nella storia olimpica degli USA

BENEFICENZA

Melo ci tiene. Tantissimo. Ha una sua fondazione, ma ha anche donato varie somme e varie effetti personali. Nel 2004 donò 35mila dollari per aiutare i soccorsi per il terremoto sull’Oceano Indiano. Ha inoltre totalizzato oltre 4 milioni di dollari sono in aiuti umanitari.

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MIGLIORE IN NEW YORK CITY

Detiene il record per il maggior numero di punti mai segnati al Madison Square Garden nella storia. La partita, disputata nel 2014, fu davvero fenomenale: 62 punti, alla sirena. Soltanto un punto in meno e avrebbe pareggiato il record di Kobe, fermatosi a 61.

FONDAMENTALE PER LE OLIMPIADI

Il talentuoso giocatore è stato un membro importante delle tre squadre in grado di vincere con la nazionale USA. Era sia nella squadra di Atene 2004, sia quando il team ha ricevuto la medaglia di bronzo. Era inoltre il capitano della squadra alle Olimpiadi di Londra, l’ennesimo oro della sua carriera dopo il torneo (anche qui, iridato) di Pechino.

IN UN SOLO QUARTO

Attualmente Athony detiene inoltre il record di singoli punti in un unico quarto. All’interno della NBA, nessuno ha saputo segnare più di 33 punti in 12 minuti. Pazzesco.

 

 

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  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da Keith Allison
  2. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da Keith Allison