Le 7 gare più belle di Valentino Rossi

7 gare, su 9 titoli e 21 anni. Diamo in numeri? Più o meno. Anche se, di numeri, ne basterebbe uno: e cioè quel ’46’ giallo su sfondo blu. Che ad ogni inizio di Motomondiale non manca, non può farlo. Non per una questione di marketing: ma per l’amore, la passione, il tifo forsennato che unisce questo sport a Valentino Rossi. Anche quest’anno, a caccia del decimo sigillo.

E allora, che torni pure la meravigliosa prassi: la domenica, Guido Meda, il Dottore in sella ed un sogno ad ogni rombo di motori. Riuscirà a battere l’indemoniato Marquez? Avrà la meglio sul baby fenomeno Viñales? O magari dovrà temere l’armata italiana, con Dovizioso e Iannone sul piede – e pedale – di guerra?

Chissà. Nel mentre, già in Qatar Rossi è stato principale artefice del suo destino: partito in decima posizione, ha saputo scalare classifica e avversari. Alla fine, un meraviglioso terzo posto. Sudatissimo, considerate le qualifiche mai avvenute e le difficoltà nelle prove libere. Ma allo stesso tempo bellissimo: perché vedere lottare Valentino in questo modo ha ricordato i fasti e le sue gare più belle. Ah, a proposito: le abbiamo selezionate per voi. Con la speranza che la più emozionante sia ovviamente la prossima…

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#1 – GIAPPONE, 2001

Gran Premio del Giappone, Rossi rimonta Biaggi e cerca di superarlo, curva dopo curva. Il più esperto, infastidito dai continui attacchi del Dottore, allarga il gomito e causa un fuoripista a dir poco pericoloso. Risultato? Rossi torna su, ed è ancora bagarre: quella gara, poi, la vincerà. Non prima di averlo oltrepassato nelle ultime battute e di avergli mostrato il dito medio: sì, proprio mentre Biaggi era piegato in curva…

#2 – BELGIO, 2004

Welkom… to the jungle: il titolo è oggettivamente facile. La gara un po’ meno, ecco. Anche per Rossi: ed è infatti questa l’impresa del ’46’ che più è passata alla leggenda. Sul circuito belga, di storie non ce ne sono: dieci giri appena – tra sorpassi e ‘staccatone’ al limite -, Valentino e Biaggi hanno già dieci secondi di vantaggio sul gruppone che seguiva. Sembra strana la moto, sembra incontrollabile: Biaggi riesce a passare a quattro giri dalla fine, salvo quindi essere risorpassato a due giri dalla conclusione. Rossi tiene duro, con gli scarichi della moto che lasciano i segni sul romano. La parte più bella? Il giro d’onore: Rossi scende dalla moto, s’inginocchia e si commuove. Bellissimo.

#3 – PHILLIP ISLAND, 2004

È l’anno del Dottore, c’è poco da dire. Ed è anche l’anno del ‘Che spettacolo!’ stampato sulle t-shirts che dispensa Rossi. Prima Bayliss, poi Gibernau: la gara è un infermo. Ma Valentino tiene botta: prima il pesarese passa in testa nella seconda curva, poi lo spagnolo risponde. Alla fine, il pilota Honda non può resistere: Rossi passa e lo precede sul traguardo a suon di controsorpassi.

#4 – JEREZ, 2005

Non è una gara: è una corsa tra tori. Gibernau sta bene, vuole la vittoria: la moto, poi, praticamente gli vola. Eppure il Dottore c’è, e non molla: soprattutto nell’ultima curva, quando s’inventa un sorpasso al limite del regolamento. Sì, parliamo della famosa ‘spallata’: Gibernau toccato e fuori pista…

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#5 – LAGUNA SECA, 2008

Ricordate la celebre curva del ‘Cavatappi’? Se proprio non vi viene nulla in mente, provate a cercare in giro. Ecco: coefficiente di difficoltà elevatissimo. Ma niente è impossibile per Rossi: che stavolta ha davanti Stoner, però la ‘pazzia’ è quella di sempre. Anche qui, stessa storia: manovra azzardatissima che inspiegabilmente premia. Sfida alla fisica e all’australiano: il Dottore sembra onnipotente.

#6 – BARCELLONA, 2009

Niente Stoner, benvenuto ad un giovanissimo Lorenzo, compagno ancora oggi di mille sfide. Nella gara di Barcellona, Rossi scrisse uno dei suoi successi più belli: tre giri di sorpassi e controsorpassi. Tutti al limite, tutti meravigliosi spot per una MotoGp al suo massimo storico. Ultima stoccata? Naturalmente dell’italiano: finta a destra e sorpasso a sinistra. Colpo di genio.

#7 – LOSAIL, 2105

“Fratelli d’Italia”, titolò l’indomani la Gazzetta dello Sport. Il motivo? Presto detto: fu tripletta, in quel di Losail. Nella gara del 2015, infatti, Dovizioso e Iannone portano in alto la Ducati. Non in altissimo, però: perché il gradino più alto del podio lo prende ancora lui, ancora Rossi. Partito ottavo, dopo mille bagarre si ritrova da il ‘Dovi’ e Andrea Iannone: prima supera l’attuale pilota della Suzuki, poi l’amico col 34. È delirio azzurro.

 

 

 

Tutte le foto utilizzate sono con licenza Creative Commons

  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Flickr da Steve 
  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da Steve