8 gol di Kakà che non dimenticheremo mai

Era come se Dio andasse avanti palla al piede, sfidando le difese, superandole, annientandole, annichilendole. Come se sapesse andare solo di falcata prorompente, se sapesse solo chiudere un’azione memorabile con un doppio passo. Come se avesse come unica missione quel concludere con un destro, sempre secco, qualche volta a giro. Con il 22 sulle spalle.
Spesso, poi, Ricardo Kakà sorrideva: uno di quei sorrisi lunghi, larghi, belli. Dannatamente belli. Uno di quelli che solo le vittorie, le più grandi, sanno portare in dono. Talvolta invece tornava umano, a piangere, sfogarsi, arrabbiarsi. Pregare di non andar via, applaudire chi lo amava, giurare amore eterno con la consapevolezza di aver promesso troppo in grande. E sì, anche sbagliare, rimediare, ricucire. Prendersi le sue responsabilità, però soffrirci, da innamorato senza possibilità di ripresa.

Da amare alla follia, Kaka. Sia nella sua versione Ricardo, sia soprattutto in quella vestito da fuoriclasse, da campione di tutto, da esponente del sublime di quel maledetto pallone che nonostante tutto sa ancora emozionarci. Da amare i gol, dribbling ammalianti, il metterci la faccia in qualsiasi occasione. Da amare la sua purezza: d’animo e di gioco. Soprattutto in determinati momenti, perché poi la vita è tutta lì: nelle sfumature, nel rosso e nel nero, nel verde e nell’oro. Negli attimi, più significativi, di una storia che occuperà per sempre la parte più candida del nostro cuore.

kaka-2
[1]
E i gol? Tanti, tantissimi. Molti poi d’una bellezza infinita. Noi ne abbiamo selezionati 8, quelli con la presunzione di poterti far viaggiare indietro nei ricordi.

#1 – IL GOL AL MANCHESTER UNITED 06/07

Heinze lo tiene fermo con le cattive, ma Ricardo è un mastino. È indemoniato. E quel pallone deve portarlo avanti come un frate fa con la parola di cui si fa portavoce. Tiene botta, supera l’argentino: allora arriva Evra come un treno su di lui. Niente: i due difensori dei Red Devils si scontrano, lasciando campo libero a Kakà. Destro piazzato, docile, sul secondo palo. Milan in estasi.

#2 – IL PRIMO GOL NEL DERBY

Gattuso penetra in area, ma l’Inter gli blocca le invenzioni. Quindi finta, poi controsterza e alla fine? Cross ingannevole col sinistro, sul secondo palo, dove sbuca Kakà con licenza di attaccare: colpo di testa sporcato, palla alle spalle di Toldo. Era il 2003: primo gol del brasiliano, per giunta in un derby. Se non sono segnali questi…

#3 – BRASILE-ARGENTINA, 2005

Anche stavolta Heinze è su di lui, ma a passargliela è un Adriano indemoniato: Kakà si gira in un fazzoletto e sconvolge tutti i piani. Destro a giro sul palo lungo: Abbondanzieri non può neanche sperare di prenderla. Gol meraviglioso.

#4 – BRASILE-CROAZIA, MONDIALE 2006

La Selecao va in difficoltà: questa Croazia è tosta, cinica, quadrata. E poi ha del talento. No, il Brasile non brilla: ma ci pensa ancora Ricardino, bravo a tenere alto il morale e a trovare il coniglio dal cappello. Stessa azione dell’anno prima contro l’Argentina: stavolta però usa il sinistro, sempre a giro, sempre in rete.

#5 – IL GOL AL CELTIC, 06/07

Centrocampo, contropiede fulmineo. La palla arriva a Kakà che resiste al centro: supera il primo difensore che cerca l’anticipo, lo fa con una mezza piroetta. Poi va, va, e ancora va. Corre come un dannato e supera tutta la difesa del Celtic. Boruc tenta l’uscita: lui lo beffa con tocco sotto le gambe. Non male.

#6 – MILAN-LAZIO, IL RITORNO

L’aspettavano da una vita: non s’è fatto però attendere, una volta tornato. In un Milan da ricostruire, lui ci ha messo tanto del suo, ogni domenica. Nella prima, contro la Lazio, Kakà ha sfoderato un destro a giro da posizione quasi impossibile: ma quello è il suo gol. E non si discute.

#7 – MILAN-ANDERLECHT, 2006

Il modo in cui pensava calcio era clamoroso. Era alto sulla fascia? Non importava: s’accentrava e provava il destro. Spesso, poi, gli riusciva. Come in una notte di Champions del 2006: uscì dalla gabbia creatagli appositamente dai belgi, palla al piede e con l’arma carica. Boom: imprendibile, quel tiro dalla distanza.

#8 – BRASILE-ARGENTINA, 2006

Un incubo, per l’Albiceleste. E c’è un fotogramma di quella cavalcata infinita, partita dalla propria metà campo, in cui Kakà supera agilmente Messi: qualcuno vedrà lì una sorta di passaggio di testimone, con la Pulga che soltanto un anno dopo combinerà qualcosa di simile contro il Getafe. Ma quello era ancora il tempo di Ricardo: partito dalla difesa, proseguito ad enormi falcate verso l’area di rigore. Anche qui: tocco sotto, sotto le gambe, dopo aver superato 4 uomini argentini. Pazzesco.

 

 

Tutte le foto utilizzate sono con licenza Creative Commons

  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Wikimedia da José Cruz
  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikimedia da Hanson K Joseph