L’ultimo Ajax che ha fatto sognare l’Europa

Della Champions League del 2006 si ricorderanno tutti quei tifosi del Barcellona che tornarono a sentirsi i padroni d’Europa quattordici anni dopo, in quell’edizione piansero Riquelme e un Arsenal leggendario, che arrivò al finale senza prendere premi, soprattutto quello che l’avrebbe reso immortale nel tempo. Pochi ricorderanno che lo Sceriffo Tiraspol prese a pallate con un 6-1, nel primo turno, contro il Sliema Wanderers di Malta o che, nel terzo turno, il Manchester United ne segnò altrettanti contro l’ungherese Debrecen. Storie di Champions, già sapete. Alla fine, il 2006 fu pure l’ultimo Ajax che passò la fase dei gruppi, nonostante poi sia stato eliminato dall’Inter. Ricordiamo però quella rosa, quei calciatori che tredici anni fa avevano percorso le orme oggi di Tadic, Neres, Frenkie de Jong o De Ligt. Quelli che hanno riportato il calcio olandese in un luogo magico, storico. Quello a cui dovrebbe ambire e che merita la tradizione orange.

Una delle curiosità di quella stagione è che l’Ajax terminò l’Eredivise in quarta posizione, una roba certamente inusuale. Di fatto, arrivò a 24 punti dal Psv, campione in quell’annata, e molto dietro ad AZ e Feyenoord. In Champions la storia era diversa: nel gruppo con l’Arsenal, finalista, Thun e Sparta Praga, riuscì ad arrivare al secondo posto. Ma non c’erano dubbi: i rivali svizzeri e cechi non viaggiavano alla loro stessa velocità. Anzi.

Lì dietroajax-portiere

Il portiere titolare e indiscutibile era l’olandese Maarten Stekelenburg, all’epoca 22enne. E’ uno dei pochi di quella generazione che ancora è rimasto ad alto livello, oggi gioca nell’Everton. Durante gli anni è stato un punto di riferimento tra i portieri europei. La difesa titolare? Danny Blind non ha mai avuto dubbi: Hatem Trabelsi (28), Hohnny Heitinga (all’epoca 21enne e molto promettente), Thomas Vermaelen (19) e sulla sinistra Urby Emanuelson, 19 anni nel 2006 e un passato al Milan. I due centrali, nonostante la gioventù freschissima, erano la colonna portante della squadra. Proprio come oggi: con il giovane centrale De Ligt aiutato dall’altro Blind, il figlio d’arte ed ex United.

ajax-difensori

Non solo loro: lì dietro c’era spazio anche per Grygera, vecchia conoscenza della Juventus, e lo spagnolo Juanfran. No, non quello dell’Atletico Madrid. Ma il mito del Levante, arrivato lì dopo una stagione difficile al Besiktas. Infatti, fu pure titolare nella partita di ritorno con l’Inter agli ottavi. Ah, e nel mercato d’inverno Escudé andò al Siviglia, Maxwell all’Inter. Non giocatori così.

In mezzoajax-centrocampisti

Qui già iniziamo a trovare autentici miti. Il pivot titolare era Hedwiges Maduro, vent’anni, che tra Valencia e Siviglia non riuscì a trovare continuità. Non la stessa trovata nei Paesi Bassi. Si è ritirato nella scorsa stagione con l’Omonia Nicosia di Cipro. Erano soliti accompagnarlo Lindenbergh, Sneijder (21 anni) e l’argentino Mauro Rosales, spesso alternato con Boukhari.

Sneijder cominciava ormai a dimostrare il suo potenziale, quattro gol fatti in quell’edizione della Champions. Il mito ceco Tomas Galasek fu inoltre importante lungo tutta la stagione, era uno dei pochi che aveva già una certa esperienza. Durante il mercato invernale Nigel de Jong arrivò dall’Amburgo, finché non divenne il perno centrale titolare.

L’attaccoajax-attaccanti

Se nel mezzo c’erano miti, preparatevi per i nomi in attacco. Sugli esterni troviamo giocatori giovanissimi e fortissimi come Steven Pienaar (23) e Ryan Babel, poco più che diciottenne. Un giocatore importante davvero, quello sudafricano: peccato che abbia sempre perso in continuità. Babel a 18 anni già iniziava a dimostrare qualche condizione brutale, poi sapete cos’è accaduto. Prima al Deportivo, oggi al Besiktas, è tornato a sorridere. L’attacco titolare era formato da Markus Rosenberg (22) e soprattutto il Cacciatore Huntelaar, 21. Entrambi arrivarono nello stesso anno dal Malmo e dall’Heerenveen, rispettivamente. 36 gol firmati sommando il lavoro di entrambi. Oggi Rosenberg è tornato al Malmo e… Huntelaar è l’attaccante dell’Ajax che affronterà la Juve nei prossimi quarti di finale di Coppa Campioni, dopo aver giocato per Real Madrid e Milan. A disposizione, i greci Charisteas e Anastasiou. Un anno prima Charisteas aveva fatto la storia con la Grecia.

Ah, come andarono a finire gli ottavi contro l’Inter? L’Ajax andò avanti 2-0 nella partita di andata grazie ai gol di Rosales e Huntelaar, però nella seconda metà Stankovic e Cruz, quando mancavano solo quattro minuti, pareggiarono la gara. Al ritorno, Stankovic, a mezz’ora dalla fine, diede il la al passaggio dei nerazzurri. Ai quarti, il Villarreal batté gli uomini di Mancini e chiuse i rubinetti dei sogni milanesi.

 

 

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