Alex Robles, il nuovo Dani Alves

Né Real, né Barcellona. E nemmeno Atletico, o anche Valencia. È del Malaga il nuovo fenomeno (e pure esterno) della Spagna. Il nome? Alex Robles. Per gli amici, ‘Dani Alves’. Ecco: farsi chiamare così indica già un bel caratterino. Ma è in campo che Alex dà il meglio di sé, è in campo che fa le fortune del ‘suo’ Malaga.

Robles è un ‘pizarreño’, e cioè originario di Pizarra, un comune spagnolo di 6.874 abitanti situato nella comunità autonoma dell’Andalusia. Dunque, malagueno puro, sanguigno. Che nel corso della sua crescita si è guadagnato il rispetto e l’ammirazione di tutti gli amanti del calcio andaluso. Per intenderci: alla sua età, è già un giocatore ‘internazionale’. Il futuro è suo.

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CARATTERISTICHE

Alex è il prototipo perfetto di laterale: sa saltare l’uomo, è atletico. Ha una tecnica che fa invidia ai compagni di reparto più avanzati. E poi, di tanto in tanto, sa metterci la zampata vincente: magari sfruttando la sua rapidità, la sua esplosività. Tra gli spazi corti, poi, è tra i migliori della sua generazione. Dunque, un esterno moderno, preferibilmente basso: ma con una vocazione offensiva che resta impossibile da nascondere. Ecco: un suo difetto potrebbe proprio essere la troppa fiducia nei suoi mezzi, nel suo sapersi lanciare nello spazio con troppa costanza. Senza curarsi allora della fase difensiva.

Tant’è: avrà tempo per rifarsi e per imparare. Quel che contano sono i numeri: i suoi, e quelli scritti. Le statistiche parlano infatti chiaro: neanche una volta Robles è stato espulso in questa stagione, e le ammonizioni sono pressoché nulle. Anche qui: non è detto che la malizia non s’impari strada facendo.

COME DANI

Chi ricorda? Alex è esattamente come il suo idolo Alves, almeno in potenza. È un giocatore che corre ed ara tutta la fascia, che lo fa senza problemi. Gran velocità e resistenza impressionante sono allora le sue doti principali. Senza dimenticareil destro di cui dispone: una vera e propria arma. Di quelle impossibili da disinnescare.
Insomma: tutte le recensioni lo collocano al primo posto dei futuri ‘pericoli’ spagnoli, soprattutto se si parla di ‘uno contro uno’, di completezza e pure di tattica (per quanto in Spagna venga comunque poco curato questo aspetto).

L’aspetto che ha più stupito, tuttavia, è la sua infinita resistenza: è che non si stanca. Né di correre, né di ripiegare. E nemmeno di dribblare. E no, neanche di sognare.

Per gli addetti ai lavori, è soltanto una questione di tempo prima che s’inizi a parlare incessantemente di Alex Roblas: un ragazzo come tanti, con un talento uguale a nessuno. E allora in bocca al lupo: di strada ce n’è tanta, ma con la sua rapidità…

 

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