Arsenal-D.Mosca: storia di un’amichevole non convenzionale

Cosa ci fanno Arsenal e Dinamo Mosca a Londra? Semplice: giocano una partita amichevole, senza troppi patemi, ma con migliaia di spettatori, curiosi, affezionati al gioco. White Hart Lane, quartiere ebraico della capitale inglese, ospitava quel giorno un match che ancora oggi si fatica a comprendere e intendere: perché dal nulla, in fondo, si scatenò tutto. E si scrisse – in un certo senso – la storia del calcio. Una storia che non tutti conoscono.

I motivi? Sparsi. E parecchi, al limite dell’assurdo. Che si rincorrono e si ripercuotono nelle memorie dei pochi sopravvissuti a quell’inverno del 1945. Il primo, senza dubbio, si colora del bianco e grigio di quella nebbia infinita. Londra sembrava una ciminiera senza limitazioni, ma il match non può non giocarsi: era un’occasione per quei giocatori mai usciti dalle proprie mura, oltre ad un segno di profonda ‘risurrezione’ del calcio. In quell’anno, infatti, la guerra s’era appena incamminata sul viale del tramonto. E quella Dinamo rappresentava l’ultimo brandello di serenità, di ritorno alla normalità, di comunione con un mondo sovietico sempre più distaccato dal resto del mondo.

La Dinamo era una speranza, ma non era la stessa di sempre: nel senso che non era materialmente la stessa squadra di cui si conosceva storia e rosa. Alla delegazione, vennero difatti aggiunti i migliori elementi dell’intero campionato sovietico. Una sorta di dream team, pronto a scontrarsi contro i padroni di casa e un’onda immensa di persone. Sui russi, però, un po’ di diffidenza resiste: qualcuno ipotizza ci siano delle bombe, nelle loro borse. E no, è solo cibo. Ma è la dura realtà del post guerra: le difficoltà per ospitarli furono immense, e a pranzo e cena soltanto nell’ambasciata sovietica in Inghilterra.

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In tre giorni nel Regno Unito, i moscoviti rifilano 3 gol al Chelsea, salvo poi farsi rimontare; la seconda, in Galles, va decisamente meglio: 10 gol al Cardiff. Resta l’Arsenal, nel mini tour: partita organizzata su espressa richiesta dei sovietici.
I Gunners, in quegli anni, è tutto: leggenda, esempio, squadra d’infinita bellezza e tremendo cinismo. E siamo a White Hart Lane, dicevamo, nel quartiere ebraico di Londra: nebbia fitta e Latyshev col fischietto in bocca – altra richiesta insindacabile dei russi – attendono di fare la storia. È che nessuno, davanti a queste condizioni atmosferiche,vuole tirarsi indietro: si gioca, si deve giocare.

Quel che ne consegue diventerà poi leggenda: la Dinamo Mosca, ad esempio, effettua una sostituzione e lascia in campo il giocatore apparentemente sostituto. La storia si ripete per ben 3 volte, con 15 giocatori ospiti in campo contemporaneamente.
L’Arsenal? Risponde. A suo modo. Così come gli avversari, i Gunners rispondono lasciando in campo un giocatore appena espulso. E il portiere sbatte pure contro uno dei pali. No, non si vede nulla: neanche lo spettatore che sostituisce un infortunato in casa Arsenal.

Il match è pazzesco, ancora oggi c’è chi parla di una partita diversa, chi alimenta le storie e chi, invece, cerca di affrontarla con razionalità. Impossibile: l’unica certezza di questa leggendaria Arsena-Dinamo è che non esistono certezze. Il risultato finale, a quanto pare, fu 3-4. Gli ospiti vinsero: in 15, in effetti, avrebbero fatto fatica a non riuscirci…

 

 

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