La favola dell’Atalanta: retrocessa ma ai vertici dell’Europa!

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Chi potrebbe mai pensare che nella stessa stagione una squadra di Serie A possa, allo stesso tempo, qualificarsi per una competizione europea e retrocedere in cadetteria?

Impossibile, o quasi, perché ci è riuscita l’Atalanta: era la stagione 1986/1987 e la Dea, allenata da Sonetti, chiuse il campionato al penultimo posto retrocedendo, dunque, in Serie B.

I nerazzurri di Bergamo, però, fecero strada in Coppa Italia, arrivando alla finale contro il Napoli di Maradona che si era appena laureato Campione d’Italia: quindi, qualunque fosse stato il risultato della finale, l’Atalanta avrebbe rappresentato l’Italia nella Coppa delle Coppe dell’anno successivo.

La “Dea”, con Mondonico come nuovo allenatore, si apprestò così ad affrontare questa stagione anomala, in Europa, ma anche in serie B.

Nei sedicesimi di Coppa delle Coppe l’Atalanta pescò i gallesi del Merthyr Tydfil, squadra di terza serie. L’andata finisce con una sconfitta in Galles per 2-1, poi rimediata al ritorno con la vittoria in casa per 2-0.

Agli ottavi l’urna fu ancora benevola per i nerazzurri: vennero sorteggiati i greci dell’Ofi Creta: ancora una sconfitta all’andata fuori casa, per 1-0, e di nuovo vittoria al ritorno a Bergamo per 2-0.

L’Atalanta giunse ai quarti di Coppa delle Coppe e l’avversario fu lo Sporting Lisbona. All’andata una fantastica prova dello svedese Stromberg, autore di un rigore procurato, trasformato poi da Nicolini, e di un assist per Cantarutti, permise alla Dea di vincere per 2 a 0.

 

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Nella partita di ritorno l’Atalanta oppose una strenua resistenza che capitolò solo al minuto 66 quando Houtman portò in vantaggio lo Sporting Lisbona; l’assedio dei portoghesi si fece sempre più incessante, ma, si sa, nel calcio quando ti spingi troppo in avanti lasci delle praterie dietro e, infatti, ne approfittò Cantarutti che si presentò solo davanti al portiere, lo saltò e depositò in rete.

Pareggio e semifinale per gli orobici che si trovarono ad affrontare il Mechelen, squadra-rivelazione belga che vantava tra i pali Michel Preud’homme: la gara d’andata, giocata in Belgio, iniziò con il vantaggio dell’Atalanta grazie a Stromberg, ma il Mechelen riuscì a ribaltare il risultato e vinse la gara per 2-1.

Il ritorno a Bergamo fu la madre di tutte le gare per l’Atalanta; lo stadio “Atleti Azzurri d’Italia” era gremito in ogni ordine di posto e i tanti tifosi corsi a sostenere la propria squadra videro per un attimo la Dea in finale, quando Garlini portò gli orobici in vantaggio. Nel secondo tempo però i belgi ribaltarono ancora una volta il risultato, vincendo anche questa volta per 1-2.

La grande prestazione sfoggiata dall’Atalanta nella stagione 1987/1988 divenne un record che è tuttora imbattuto: la Dea è infatti l’unica squadra che, pur militando in Serie B, è riuscita a giungere in una semifinale di una coppa europea.

Una storia fantastica e romantica che ci riporta indietro, al tempo del calcio meno tecnico, ma rude e maschio che, però, poteva anche regalare emozioni e favole come questa: dalla Serie B ai vertici dell’Europa.

 

 

 

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  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Wikipedia 
  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikipedia