Ayrton Senna: un mito senza tempo che ha reso orgogliosa una nazione intera.

I ricchi non possono vivere in un’isola circondata da un oceano di povertà: tutti noi respiriamo la stessa aria e tutti devono essere in grado di avere una possibilità“.

Quel che Ayrton Senna è stato in grado di fare nella sua carriera non si limita solamente ai tre titoli mondiali o al record di pole position prima dell’avvento di Michael Schumacher. Senna è stato in grado di regalare gioia e speranza a un paese intero. Il suo Brasile.

Uno sconfinato pezzo di terra popolato da milioni e milioni di persone che vivevano in condizioni a dir poco precarie dove la violenza, come diceva lui stesso, era soltanto una brutale conseguenza della povertà dilagante.

[Foto: 1]

Laddove tanti suoi connazionali in passato avevano cercato di nascondere le proprie origini, Ayrton sventolava con orgoglio la bandiera della sua nazione ad ogni vittoria. Perché tale era il suo attaccamento alla gente, tale era l’empatia che era riuscito a creare con loro, che niente e nessuno avrebbe potuto impedirlgielo.

Senna è stato un mito dentro e fuori dall’abitacolo e un po’ tutti quelli con almeno una trentina di primavere alle spalle, appassionati o meno di corse automobilistiche, hanno avuto un sussulto quell’infausto 1 maggio 1994, giorno in cui il campione ci ha lasciati nel corso del Gran Premio di San Marino.

[Foto: 2]

A sole 24 ore dalla scomparsa di Roland Ratzenberger, tradito dalla sua vettura prima della curva Tosa, Senna perse la vita in un tragico incidente alla curva del Tamburello, lasciando un vuoto incolmabile a chiunque avesse avuto modo di sentire il suo nome.

In un modo o nell’altro l’acerrima lotta contro ‘il professore’, Alain Prost, andava al di là della pura competizione. Era quasi uno scontro tra buoni e cattivi, specialmente dopo le vicissitudini occorse a Suzuka nel 1989, ultima gara del campionato nella quale i due si giocavano il titolo mondiale.

In quell’occasione Senna riuscì, in una delle sue numerose imprese sportive, a riacciuffare la vittoria dopo la collisione con Prost, ripartendo con l’alettone anteriore rotto grazie alla spinta dei meccanici a brodo pista, per poi subire un’ingiusta squalifica a causa del taglio della chicane nel punto dell’ incidente.

Nonostante la controversa decisione della direzione gara, che in passato aveva attuato un metro differente in casi analoghi, il mondiale venne assegnato a Prost, il quale, suo malgrado, dovette accettare il ruolo di antagonista, sia in pista che nell’immaginario comune degli appassionati.

Senna è un pazzo” riferiva Alain di lui “Pensa di poter fare qualsiasi cosa in pista grazie all’aiuto di Dio, ma non si rende conto di essere un pericolo per gli altri.” La verità però era che Ayrton Senna, negli anni tra il 1987 e il 1993, incarnava il prototipo del pilota perfetto, sempre in grado di spingere la sua vettura oltre i limiti imposti dalla meccanica e, talvolta, dalla fisica.

[Foto: 3]

Memorabile il successo a Interlagos nel 1991, in Brasile, la pista di casa nella quale non era mai riuscito a vincere. Sebbene i pronostici fossero tutti a suo favore la rottura del cambio a gara in corso lo costrinse a terminare il gran premio avendo a disposizione soltanto la sesta marcia. Con una caparbietà d’altri tempi e uno sforzo fisico sovrumano Senna riuscì a compiere l’impresa per poi svenire subito dopo aver tagliato il traguardo, visibilmente provato dalla tensione psicologica e dagli spasmi muscolari.

[Foto: 4]

Ecco perché il 1 maggio del 1994 è stato uno dei giorni più tristi dello sport mondiale: ad andarsene non era solo quel bravo ragazzo con la stoffa del campione, ma il sogno e la speranza di milioni di persone che grazie alle sue imprese aveva trovato una ragione per guardare al futuro con allegria. Grazie ancora, Ayrton.

 

Tutte le foto utilizzate sono con licenza Creative Commons

[Foto: 1] – Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da StuSeeger

[Foto: 2] – Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr

[Foto: 4] – Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da kemeko1971