Caligara, la Juve nel destino: ecco il futuro dei bianconeri

I gioielli son fatti per brillare. E da lì non c’è scampo. Uno di questi è sicuramente Fabrizio Caligara. Che è giovane, che è forte. E che è un centrocampista, uno dei migliori della Primavera dell’ormai ex Fabio Grosso (passato al Bari, tra i grandi). È un classe 2000, proprio come Kean: ma la luce dei riflettori non l’ha ancora colto del tutto. Questione di tempo.

La Juve gli ha fatto siglare il primo contratto da protagonista: quella giornata, Fabrizio, non la dimenticherà mai. C’era Luca Ariatti, l’agente: era seduto al tavolo con Marotta, mentre Caligara si guardava attorno. Infinita, quella bacheca. E lui, piccolo piccolo, con una penna in mano disegnava il suo futuro. Chissà se davvero poi legato ai colori amati una vita.

Ecco, perché la Juve è un sogno, per il ragazzo nato a Borgomanero ma cresciuto ad Arona. Un sogno che nasce… dall’Inter! Sì, avete capito bene: dopo aver mosso i primi passi della sua carriera in squadre locali, è il 2009 l’anno della svolta. Lo chiamano i nerazzurri, pronti ad investire e ad affidargli un ruolo importante nel centrocampo interista. Tre anni lunghi, belli, intensi. Nei quali impara tanto: soprattutto a respirare l’aria di un ambiente importante, grande e vincente.

Nel settembre del 2012, Caligara è ad un bivio: la Pro Vercelli lo fa visionare e gli offre un posto in squadra. Con quella maglia girerà mezza Italia e soprattutto il Piemonte intero: finché un giorno arriva il match con la Juve. Mister Grabbi lo vede, se ne innamora: stavolta la sua vita può cambiare per sempre.

Passano solo pochi mesi dall’arrivo a Vercelli, ma è subito Torino il suo destino: nel gennaio successivo, Caligara entra a far parte dei giovanissimi, poi degli allievi (sotto età): alla fine, il centrocampo diventa il suo regno. E il bianconero, la sua pelle.

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CARATTERISTICHE

Sì, ma com’è Caligara? È mancino naturale, forte, bravo nelle intenzioni di gioco. Che sa alzare la testa quando il pallone scotta, anche col piede debole. Il fisico c’è: e questa è di per sé una notizia. Longilineo e duro nei contrasti, e poi quanto corre.

È infatti uno di quei centrocampisti dinamici, sempre votati all’attacco, con la palla che non si schioda mai dai piedi. Inoltre, ecco tanta garra. Mai scontata. Dunque, inclinazione al pressing, ma anche al gioco di prima: c’è tanta intuizione nel suo sinistro, oltre all’astuzia che non manca mai. Ah, un’altra buona notizia: calcia i piazzati, pure bene. Ed è pericoloso anche dal limite dell’area.

Insomma, il talento cresce. E Caligara s’appresta a diventare il prossimo prodotto sfornato dall’immenso panorama giovanile della Juventus. Del resto, è arrivata anche la benedizione di Max Allegri. A chi gli chiedeva di Kean, il livornese ha infatti risposto: “C’è un altro 2000 che ha qualità”. Indovina chi?

 

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