Chi è Salcedo Mora, il nuovo e giovanissimo centravanti dell’Inter

La fame c’è. Si vede nel volto, nella voglia, nella grinta. La fame c’è e c’è anche il talento, giusto per gradire. Di chi stiamo parlando? Di Salcedo Mora, quindicenne sudamericano che a breve compirà 17 anni. Segni particolari: è già il centravanti dell’Inter.

E sì, avete capito bene: neanche maggiorenne e già i nerazzurri hanno speso un patrimonio per lui. Insieme al compagno di squadra Pellegri, sempre dal Genoa, la squadra del neo tecnico Spalletti ha dovuto sborsare una cifra pari a 60 milioni di euro, tra bonus e parte fissa. Valutazioni da top player: ma non esagerate, perché il ragazzo vale.

Il nuovo acquisto dell’Inter ha una faccia pulita, ma vogliosa. È stato definito esattamente com’è: un attaccante di classico stampo sudamericano, sebbene con caratteristiche tipicamente italiane. Pardon: genovesi. Perché poi Mora avrà pure un nome esotico, ma la scorza resta dura, di Genova: lì nasce Eddy, lo fa da genitori colombiani emigrati nel Bel Paese.

E cresce, col rossoblù cucito come seconda pelle. Tra Perin, Mandragora, Sturaro. In uno dei settori giovanili più floridi che esistano in Italia. Chiaro: lui ci mette del suo, perché poi senza talento non c’è insegnamento che tenga. E allora da sognatore diventa bambino prodigio, a stretto contatto con Pellegri e una selezione – quella dei 2001 – che già vede uomini pronti al grande salto.

Alt: con calma. Ogni step, per Salcedo, sarà ben valutato e ben indirizzato. È che lui ha questa qualità impressionante: ma è soprattutto la sua storia a farne un ‘mito’.
Salcedo arriva al Genoa all’età di 10 anni: è il 2011, gioca attaccante nella Polisportiva Merlino 8 Marzo, società dilettantistica di Sestri Ponente. Fa la punta centrale, con elasticità e talento: svaria sul tutto il fronte offensivo e nei ruoli d’attacco. Può far tutto: dalla prima alla seconda punta, quindi l’esterno offensivo. Soprattutto per queste doti, l’Inter ha deciso di puntare fortissimo su di lui.

Ha disciplina, fantasia, freschezza. Come Pellegri, presto esordirà in Serie A: con quale maglia? Chissà.

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CARATTERISTICHE

È molto più semplice parlare delle mancanze, anziché delle ‘forze’ di Salcedo. Non foss’altro per la naturale disposizione al calcio di cui si fa bandiera. Ecco: ma se proprio vogliamo trovare un difetto, questa diventa solo una ‘sistemazione’ fisica ancora da mettere a posto. Poca presenza corporea, un po’ di potenza ancora da carburare. E soprattutto: ci vuole testa e lucidità in ogni situazione.

Normale: il temperamento è quello del classico attaccante sudamericano. Ma in Italia la mentalità può fare tutta la differenza di questo mondo. Glielo dicevano già nella Scuola Calcio Genoa Barabino&Partners: bisogna crescere a passo lento, ma spedito. Soprattutto nelle scelte. Perché il talento resta, non importa quanto lo si possa sciupare: i colpi non vanno mai via.

Dunque, follia dell’Inter o talento solo da gustare? Facile propendere per la prima opzione, ma c’è da rassicurare sul talento di Salcedo – su quello di Pellegri, ancor meno da obiettare -. Il ragazzo ha gamba e senso del gol, estro e soprattutto duttilità. Può e deve trovare una collocazione: ma c’è tempo. Per maturare e diventare un campioncino. Questo nuovo corso nerazzurro, in fondo, può partire proprio dal suo genio.

Il peso dei milioni potrà toccarlo, ma non scalfirne le doti: Salcedo è il bomber moderno anche per la quantità di pressioni che ha già dovuto combattere. Il riscatto sociale c’entra relativamente, è più una questione di ‘sogni’ e aspettative che fanno a gara di creazione di pensieri. Una delusione enorme, quella semifinale scudetto persa contro il Milan di Maldini jr: ma anche lì, Salcedo ha pianto e si è rialzato. Come un uomo. Come s’aspetta l’Inter. Come deve fare un campione.

E allora, in bocca al lupo per la nuova esperienza: il volto è quello giusto.

 

 

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  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Flickr da Oscar