8 curiosità su Billy Costacurta, il difensore di tutti

‘Un giorno racconterete chi è stato Costacurta’. Ecco: Arrigo Sacchi, quando formulerà questa frase nel ’94, ha solo la percezione del presente, e un po’ quella del passato. Ma non sa ancora che la leggenda proseguirà, si farà enorme, sarà da esempio purissimo per i giovani centrali che s’approcceranno al calcio professionistico.

Il 24 aprile del ’66 nasce Ale, da tutti soprannominato Billy: vuoi per la pallacanestro, vuoi per i succhi di frutta, da quel soprannome non è mai scappato. Cresce nel Milan, dove sboccia, guadagnando trofei e rispetto internazionale. E dai rossoneri non scappa più, tranne una fugace esperienza al Monza, prima di diventare il giocatore ch’è stato.

Sì, lo dicono tutti: è uno dei migliori difensori di sempre. E poi fa impazzire gli allenatori: perché può giocare da libero e da centrale puro, può dominare per doti atletiche, ma anche nell’impostazione insegnava a tanti. Soltanto Leonardo Bonucci, tra i difensori di oggi, ricorda vagamente il suo senso della posizione e la prontezza in determinate fasi della gara. Un esempio? Era il maestro del fuorigioco: Sacchi ci sguazzava, con la sua intelligenza. In campo e fuori.
S’è capito, insomma: Billy non è stato solo un gran calciatore. Ma questa è un’altra storia. O meglio: una curiosità bella e buona. Una delle 8 che abbiamo in serbo per voi. Come scoprirle? Continuate a leggere…

#1 – FACCIO TUTTO IO

Dopo una vita passata a posizionarsi e a valutare fuorigioco, la nuova infornata di centrali tra Milan e Nazionale pare non gli dia scampo. Come la risolve? Spostandosi lui, con enorme umiltà. Non più centrale: ma terzino, uno di posizione e poca spinta. Esperimento riuscitissimo.

#2 – UNA LUNGA STORIA D’AMORE

Costacurta non è mai stato latin lover, forse un po’ sex symbol: ma sempre lontano dai riflettori, ha saputo condurre la sua vita tranquilla e serena. Dal 2004, un po’ di cose son cambiate: ha sposato in seconde nozze il 14 giugno la show-girl Martina Colombari, da cui nello stesso anno (2 ottobre 2004) ha avuto il figlio Achille. Pur con qualche difficoltà, riesce a stare lontano dai rotocalchi. Certo, è dura con una moglie così bella e famosa…

#3 – LODOVICO PRIMA DI LUI

Tre anni di differenza con Lodovico, anch’egli amante del calcio e del Milan. Tant’è che restano leggendarie le loro partite in cortile: Ale era il più grande, faceva di tutto pur di vincere. E dopo di lui, anche suo fratello s’accasò nelle giovanili del Milan. Con poco successo, purtroppo.

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#4 – UN PO’ DI RECORD

Costacurta è il calciatore di movimento più anziano ad aver disputato una gara in Serie A (superato dai portieri Marco Ballotta con 44 anni e 38 giorni, Alberto Fontana con 41 anni e 297 giorni, Francesco Antonioli con 41 anni e 243 giorni e Dino Zoff con 41 anni e 76 giorni). È anche il calciatore di movimento più vecchio mai sceso in campo in Champions League all’età di 40 anni e 213 giorni. Il record assoluto appartiene al portiere Marco Ballotta, che l’11 dicembre 2007 ha giocato la partita Real Madrid-Lazio a 43 anni e 253 giorni.

#5 – ANCHE IN PANCHINA

Un anno da collaboratore tecnico in rossonero, poi nell’ottobre del 2008 ecco la prima esperienza da allenatore: sostituisce Giuseppe Brucato alla guida del Mantova, in Serie B. L’esordio è amaro: contro il Rimini perde 1-0. E la stagione prosegue male. Lascerà la squadra dopo poco, dimettendosi il 9 febbraio 2009 dopo quattro vittorie, quattro pareggi e sei sconfitte, che avevano fatto scendere il Mantova ai margini della zona retrocessione.

#6 – L’ULTIMA DA EROE

L’ultima partita fu uno spettacolo di emozioni e di gol, sebbene terminata con una sonora sconfitta contro l’Udinese. Era il 19 maggio del 2007, a 41 anni Costacurta saluta San Siro. E lo fa segnando su rigore l’ultimo gol della carriera, il terzo in A dopo più di 15 anni dal secondo. Prima di uscire dal campo, inevitabile standing ovation. E inevitabile commozione.

#7 – QUEL SUCCO D’ARANCIA…

Non solo la storia della ‘Billy Milano’ – passione cestistica, nonché squadra da battere in quella pallacanestro italiana di metà anni 80 – a raccontare il suo soprannome. Lui, grande appassionato e vecchio giocatore di basket, ‘subì’ gli sfottò di compagni e ambiente anche per il succo di frutta, di cui era ghiotto. Incredibile.

#8 – LA DELUSIONE PIU’ GRANDE

Non lo racconta spesso, ma il giugno del 1990 fu duro da digerire. Dopo ottime stagioni in un Milan stellare, Vicini lo escluse dalla rosa che disputò i Mondiali in casa: andò Beppe Bergomi, al suo posto. Guarda un po’: oggi anche colleghi – ed amici – tra le fila di Sky.

 

 

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  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Wikipedia 
  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikipedia