10 film sullo sport da vedere assolutamente

Un consiglio prima di leggere: iniziate a fare i popcorn, perché in questa lista c’è il film sulllo sport che fa per voi. Che siete sportivi, sì, ma anche amanti di una bella storia. Magari drammatica, con tratti comici. Oppure con l’adrenalina che solo una sfida sportiva sa regalare.

Tra questi dieci film c’è chi vi farà piangere, chi ridere, chi amare. E chi, soprattutto, credere ancora nei valori meravigliosi dello sport: il motivo principale e filo unico che lega queste pellicole. Meravigliose e pregne di significato, con nulla da invidiare a battaglie spaziali o soliti ‘mattoni’ sui problemi familiari.

Insomma, non siete ancora convinti? Ecco qualche anticipazione per ognuno dei dieci racconti cinematografici. Pronti a stupirvi: mi raccomando.

Il maledetto United

Sei calciofilo? Bene. Anzi: ottimo davvero. Amante del calcio inglese? Meglio ancora. “Il maledetto United (The Damned United)” è un film del 2009 scritto da Peter Morgan e diretto da Tom Hooper. E’ preso a sua volta da un romanzo, capolavoro di David Peace che ha raccontato i 44 giorni da allenatore del rimpianto Brian Clough sulla panchina del Leeds United, a quei tempi miglior team d’Inghilterra. Come, non conosci la storia di Clough? Rimedia all’istante. E’ qualcosa di particolare, bello, sorprendente. E come questo film, non saprà deluderti.

Moneyball

Alt: se non vi piace il baseball, questo film fa comunque al caso vostro. In ogni caso, potreste innamorarvi anche del gioco. E per chi vuole, c’è un Brad Pitt in notevolissima forma. Del resto, “come si fa a non essere romantici col baseball?”, si chiede il divo di Hollywood ad inizio pellicola. E no, non si può non esserlo.
Cose da sapere: il film è basato sull’omonimo libro di Michael Lewis, che tratta della pazzesca storia della squadra di Major League di Oakland. Gli Athletics avevano un geniale general manager, Billy Beane, che ha difatti rivoluzionato il modo di condurre un team di MLB. Il film è stato inoltre candidato in sei categorie dei Premi Oscar del 2012, tra cui miglior film, miglior attore e miglior attore non protagonista (Jonah Hill).

Ogni maledetta domenica

Oliver Stone e il football americano, Al Pacino e Tony D’Amato. Chi? Non scambiamo italoamericani: si tratta dell’allenatore dei Miami Sharks, definito retrò ma vincente. La squadra è la classica nave in profonda tempesta: serve una scossa. E dopo l’infortunio di Jack Rooney, toccherà a Willie Beaman mettersi l’intero team sulle spalle.

Invictus

Siamo in Sudafrica: è il periodo dell’apartheid, dell’incredibile storia di Nelson Mandela. Quest’ultimo è stato scarcerato dopo un lungo periodo di tempo ed è diventato presidente: il suo primo obiettivo è avvicinare la popolazione nera con i cosiddetti afrikaaner, parte bianca del Paese. Il giusto mezzo è lo sport, precisamente il rugby: Mandela dà mandato al capitano Pienaar di introdurre i giocatori di colore nella squadra, e di farli partecipare al mondiale organizzato in casa. Il resto è una storia bellissima.

Rush

Si corre. E si va fortissimo. Forte quanto Lauda o James Hunt, protagonisti di una rivalità sportiva senza precedenti nei furiosi anni Settanta. Sono i più talentuosi, i più pagati, i più forti: il britannico contro l’austriaco, il giovane insolente e donnaiolo contro il genio strategico e maniacale. I due si danno battaglia dalla Formula3 e crescono insieme gara dopo gara, fino a giocarsi un titolo mondiale al cardiopalma. Straconsigliato ai fan dei motori.

Borg vs McEnroe

Son storie di rivalità, da qui non si scappa. Ma son le più belle per mille e altri versi. Borg McEnroe, ad esempio, non sfugge a una legge non scritta del cinema: quella del perfetto agonismo. E la pellicola del 2017 diretta da Janus Metz è un piccolo capolavoro di giochi d’effetti e di ricordi. Sverrir Gudnason e Shia LaBeouf si calano perfettamente nei panni dei due giganti del tennis: Bjorn Borg e John McEnroe tornano a darsi battaglia, com’era già successo per ben quattordici volte tra il 1978 e il 1981. Risultato? Sette vittorie ciascuno.

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Febbre a 90′

Millenovecentonovantasette. Letto tutto d’un fiato, come quell’Arsenal meraviglioso che faceva il bello e il cattivo tempo della Premier League. Highbury è un tempio, Paul Ashworth è un tifoso sfegatato dei Gunners: Febbre a 90° è soltanto la storia di quanto il calcio possa animare la vita dei tifosi. E di quanto possa occupare uno spazio apparentemente assurdo. In Inghilterra la chiamano ‘Fever Pitch’, che è il titolo del romanzo da cui prende ispirazione il film, un gran racconto di Nick Hornby. Chiaramente siamo a Londra. E chiaramente, la ‘fever’ dura una vita intera.

Fuga per la vittoria

Seconda Guerra Mondiale. I nazisti hanno intenzione di organizzare una partita tra i prigionieri di un campo di concentramento contro la selezione dei militari tedeschi. La sfida avrebbe fini propagandistici: ma i detenuti non hanno intenzione di sottomettersi. Tutto ciò finché non scoprono del talento tra le proprie fila, oltre a quell’idea ingegnosa del capitano Robert Hatch, canadese e stratega: sfruttare il match per andar tutti via di lì. Ah, nel cast c’è un tale Pelé. Vi dice qualcosa?

Million dollar baby

Chiariamo: non troverete Rocky in questa lista perché ne merita una a parte. Ma troverete Maggie, ragazza determinata che s’innamora perdutamente della boxe aiutata dal suo rude allenatore Frankie Dunn, interpretato da Cint Eastwood. Frankie gestisce una piccola palestra ed è deluso dopo l’abbandono del suo miglior atleta: Maggie, però, gli riconsegna la voglia di allenare.
Oscar per miglior film, miglior regia, miglior attrice protagonista e miglior attore non protagonista.

He got game

Spike Lee no, non poteva mancare: magari anche con il cappellino degli Yankees dietro il cubo di regia. In ogni caso, il suo è un piccolo capolavoro: con Denzel Washington nei panni di un assassino, la storia vede quest’ultimo protagonista di una pellicola d’intensa bellezza. Il direttore del carcere gli offre una via di fuga: se convincerà il figlio Jesus – interpretato dal grande Ray Allen, campione NBA – ad accettare l’ingaggio presso il college di New York, il galeotto riceverà in cambio uno sconto sulla pena.

 

 

 

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