Le finali di Champions League della storia della Juventus

Ecco, ci risiamo. La Juventus è di nuovo in finale di Champions League: la nona, per la precisione. Quante vittorie? Aspettando il match di Cardiff, lo score è di appena due coppe alzate al cielo: la tragica notte dell’Heysel e le stelle di Roma, infatti, rappresentano le uniche gioie in 44 anni di tentativi. Tanti, troppi.

E allora, in Galles, la banda di Allegri andrà per la storia. Per esaudire le promesse di un ritorno sul tetto d’Europa – che manca da ben 20 anni – ai propri tifosi. E per rispondere a qualche critica di troppo, ad una storia che per forza di cose dev’essere cambiata, riscritta.

Ah, qual è questa storia? Eccole qui, le otto ‘meraviglie’ bianconere. Allerta per i tifosi più passionali: c’è tanto da soffrire.

JUVENTUS – AJAX 0-1, 1973

Belgrado, Ajax, paura. Tre elementi che condizionarono totalmente la strada dei bianconeri. I Lancieri avevano eliminato il CSKA di Sofia, Bayern Monaco e Real Madrid. Ma soprattutto: c’era Cruijff, il giocatore più forte al mondo. Nonché, due volte campione nelle ultime due edizioni precedenti. Dunque, quarta finale in cinque anni per gli olandesi: no, non bastarono gli oltre trentamila italiani a Belgrado. Decide Rep, di testa, al quarto minuto di gioco: la Juve non seppe rispondere, mai. E Coppa all’Ajax.

AMBURGO – JUVENTUS 1-0, 1983

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Stadio Olimpico di Atene: non ci sono più le inglesi in finale, e questa è di per sé una notizia. Ma c’è Happel, sulla panchina dell’Amburgo: il primo ad arrivare in finale di Coppa Campioni sulla panchina di tre squadre diverse (Feyenoord, Bruges e appunto Amburgo). La finale è una sfida d’alta quota: si sfidano probabilmente le più forti al mondo. La Juve, però, ha molto più da perdere: dopo dieci anni di attesa, finalmente è tornata all’atto conclusivo della ‘Maledetta’.
C’è mezza squadra che ha vinto il Mondiale in Spagna, tutta in bianconero: ma la decide Felix Magath, con un tiro violentissimo da fuori area. Rossi e Platini non riescono a reagire: ancora una volta, la Juve deve arrendersi alle sue stesse incertezze.

LIVERPOOL – JUVENTUS 0-1, 1985

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Novanta minuti surreali, decisi da un rigore praticamente inesistente. Eccola, la prima vittoria bianconera: macchiata dalla tragedia dell’Heysel, ma conquistata in campo, in ogni caso. Una partita noiosa, con poche occasioni: tutto si chiude infatti con un penalty realizzato dal solito Platini. Ma i festeggiamenti, i sorrisi, la passione bianconera, dovettero far spazio al cordoglio dei trentanove tifosi volati via. La Juve ce l’aveva fatta, sì: ma molto, tutto, perse completamente senso.

AJAX – JUVENTUS 1-1, 1996

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Il 22 maggio del 1996, la Juve finalmente ebbe la rivincita tanto sperata. Non era più l’Ajax del Cigno con il numero 14, ma neanche una squadra da sottovalutare. E infatti, due ore dopo, il risultato è di 1-1: al vantaggio del 13′ con un diagonale di Ravanelli, risponde il solito Litmanen. I bianconeri provano a fare la partita, ma la porta sembra stregata.
Si decide dagli undici metri: Davids sbaglia, la Juventus no. Jugovic segna il rigore decisivo: dieci anni dopo, è pura gloria.

B.DORTMUND – JUVENTUS 3-1, 1997

Quella squadra? Un portento. Dopo la vittoria di Roma, Monaco di Baviera è il luogo perfetto per custodire il sogno di diventare la prima squadra in grado di bissare il tetto europeo. Davanti, il Dortmund di Paulo Sousa, svenduto in Germania per incompatibilità e incomprensioni.  Ecco: è Riedle a rovinare la festa, siglando in cinque minuti un doppio vantaggio mai ripreso. Ci aveva provato Del Piero con un sontuoso destro a giro, ma Ricken mette tutto a tacere. I sogni, talvolta, s’infrangono contro mura gialle.

JUVENTUS – REAL MADRID 0-1, 1998

Terza finale di fila, un sogno per tutti: ancor di più per i galacticos, che davanti si ritrovarono una Juve forse spenta, di sicuro non al meglio. No, non riuscirono a rivendicare l’annata precedente: e nonostante un Del Piero formato Pallone d’Oro (con 10 gol solo in Champions), fu Mijatovic a prendersi la scena. Settima ‘Copa’ per il Real, seconda delusione in due anni per i bianconeri.

JUVENTUS – MILAN 0-0, 2003

La prima, struggente, volta di un confronto tutto italiano in Champions League. Era il 28 maggio del 2003, all’Old Trafford di Manchester. L’edizione numero 48 vedeva protagoniste Milan e Juventus, in una finale dal sapore unico e inarrivabile. Soprattutto per i rossoneri: dopo lo 0-0 dei supplementari, per la settima volta si decise tutto ai rigori. Sheva e quello sguardo, chi può dimenticarlo? Sesta Champions per il Milan, a nove anni dall’ultima vittoria. La Juve dovrà ancora attendere…

JUVENTUS – BARCELLONA 1-3, 2015

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Ma no, neanche Berlino le sorriderà. Lo faranno invece Rakitic, Suarez e Neymar. Eppure qualche speranza era arrivata, e il gol di Morata aveva provato ad incorniciare tanti bei pensieri. Invece, nulla da fare: vince un Barcellona stellare, in grado di regalare a Luis Enrique un triplete ad inizio anno insperato. Anche quella Juventus raggiunse obiettivi impressionanti: per la prima volta, infatti, la squadra aveva riacquistato la dimensione europea che la storia del club meritava. Dopo l’annata in B, la Juve era finalmente tornata tra le grandi.

 

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