Le 6 finali di Champions League più belle della storia

Era il 1954. Nasce da allora la più grande ossessione di ogni presidente di calcio. Nasce da quell’anno, esattamente dalla Francia, dove Gabreil Hanot, direttore del celebre quotidiano sportivo “L’Equipe”, lanciava proprio sul suo giornale una domanda che perseguitò un gran numero di tifosi per molto tempo: chi è la più forte squadra europea?

Nel 1954 vi erano soltanto due squadre che potevano contendersi quel titolo, fino ad allora astratto. Gli spagnoli gareggiavano senza paura, sicuri della vittoria perché potevano “schierare” un Real Madrid stellare, paragonabile solo ai futuri “Galacticos”. Ma, nonostante l’assoluto fuoriclasse che Alfredo Di Stefano rappresentava, vi era un’altra filosofia di calcio che si insegnava all’ombra del Duomo. I rossoneri di Milano, forti del trio delle meraviglie “Gre-No-Li” (Gren,Nordhal e Liedholm) , rappresentavano la minaccia tricolore alle insidie castigliane. Insidie che però ebbero la meglio, incanalando una serie di successi spaventosi che portarono solo mani spagnole ad alzare la coppa dalle grandi orecchie.

Per ben cinque edizioni, fu un totale dominio spagnolo. Dal 1960 in poi, Italia, Portogallo ed Inghilterra, con brevi accenni olandesi, arrivarono a contendersi il titolo europeo più importante. Dopo oltre sessanta Champions, dopo centinaia di squadre, dopo migliaia di giocatori, dopo milioni di tifosi, il nostro calcio, il calcio italiano, è tornato a dire la sua grazie alle gesta di Milan e Inter prima e della Juventus poi. Ecco, per i tifosi bianconeri giusto un appello: questo pezzo è altamente sconsigliato per il vostro cuore.

 

2005, Liverpool – Milan: 3-2

2005, è la partita probabilmente del secolo, è Liverpool-Milan. Ad Istanbul si gioca una partita incredibile, che diventa una storia da raccontare, probabilmente un film solo da sceneggiare. I rossoneri sono in vantaggio, subito ha messo il suo zampino quel Paolo Maldini che ormai s’avvia verso la fase finale della sua carriera. Ha poi fatto doppietta Hernan Cresp, è chiusa. Apparentemente, però. Perché poi il Liverpool di Benitez si sveglia: rientra in modo diverso, ed è fortunata con il gol di Gerrard. Dunque, Smicer e pareggio di Xabi Alonso dopo la parata di Dida dal dischetto. Nel finale, Sheva va ad un passo dal gol vittoria: Dudek è miracoloso e la manda ai rigori. Ma il fato ha già deciso: non può non vincere la squadra in rosso.

 

2014, Real Madrid – Atletico Madrid: 4-1

real-atleticoStadio Da Luz di Lisbona. No, neanche un po’ distante da Madrid. E la sorte vuole che lì si giochi il derbi de la ciudad, della capitale spagnola. Il Real? Stavolta per nulla favorito: l’Atleti aveva appena vinto la Liga, e cuore e carattere indicavano nei colchoneros la squadra da battere. Il risultato, poi, sembrava anche questo già scritto: dopo il gol di Godin, i blancos pareggiano al minuto 92. E’ finita lì, perché gli uomini di Simeone non si riprenderanno più: lo stacco di Sergio Ramos chiude i sogni di gloria dei biancorossi, definitivamente crollati ai supplementari. Colpa di Bale, poi Marcelo, infine Cristiano Ronaldo. Era la decima, c’era Carletto Ancelotti sulla panchina dei più forti del mondo.

 

2010, Inter – Bayern Monaco: 2-0

inter-bayernQui agli interisti scapperà la lacrimuccia: al Santiago Bernabeu, i nerazzurri tornano in finale ben 45 anni dopo. E l’Inter vince, eccome se vince. Lo fa contro il Bayern Monaco, probabilmente nella versione peggiore tra le migliori. Tant’è: onore al club allora di Moratti, e onore soprattutto per il Triplete. Serie A, Coppa Italia e Champions League: nessuno come loro in Italia. Pazzeschi loro e pazzesca quella doppietta di Diego Milito.

 

1997, Liverpool – Milan: 3-2

borussia-juventusLa Juve aveva appena vinto la Champions di Roma, solo un anno prima. Dopo 365 giorni, ancora Lippi è lì a giocarsi la Coppa dei Campioni: dall’altra parte c’è il Borussia Dortmund di Paulo Sousa, troppo facilmente scaricato dagli stessi bianconeri. Con lui, anche Kohler, Julio Cesar, Moller e Reuter: tutti grandi e non rimpianti ex. Almeno fino a quel momento. Dopo l’Amburgo, in ogni caso, torna una tedesca sul cammino della Juventus: quindici anni prima, infatti, Maagath aveva purgato i bianconeri. E quindici anni dopo, la finale in Germania sembra una vera passeggiata: solo che nel primo tempo Riedle è letale. Un palo di Zidane, poi. E un gol annullato a Vieri. Insomma: gli auspici non sono i migliori, tutt’altro. Un tacco di Del Piero però ridà fiducia, prima del definitivo 3-1 di Ricken. Giù i lacrimoni per gli uomini di Marcello Lippi.

 

2003, Milan – Juventus: 3-2

milan-juventus-1La prima finale tutta italiana della Coppa dei Campioni, e non poteva non essere tra Juve e Milan, club con più storia europea alle spalle. C’è Sheva e c’è l’ex Ancelotti da una parte, oltre all’amato Pippo Inzaghi, mai dimenticato dai bianconeri; dall’altra spiccava ancora una volta Alex Del Piero, oltre a David Trezeguet e una mediana clamorosamente forte. La Juve aveva faticato anche solo a qualificarsi, nel girone dietro lo United aveva infatti fatto gli stessi punti di Deportivo e Basilea, lasciati alle spalle per una questione di differenza reti. Il Milan, dal canto suo, era partito fortissimo: fuori tutte le migliori, anche l’Inter in semifinale in un doppio derby incredibile. Juve che batte il Real Madrid dei Galacticos, poi. Insomma, è grande sfida: ma vince la tattica. 0-0 al novantesimo, complice una gran parata di Buffon su Pippo Inzaghi. Ai rigori, Trezeguet, Zalayeta e Montero sbagliano: Sheva no, non lo fa. E vincono i rossoneri.

 

1993, Marsiglia – Milan: 1-0

Altro giro, altra impresa rossonera. Del resto, la Champions è roba loro come lo è del Real Madrid. Stavolta col Marsiglia, dopo che nei quarti di finale del 1991, i rossoneri erano usciti sconfitti e poi squalificati per un anno. Il match di ritorno, a Marsiglia, fu sospeso al minuto 87 sul risultato di 1-0 per il Marsiglia: si era spento uno dei riflettori dello stadio e il Milan uscì dalla gara, protestando. Per questo, i milanisti vennero squalificati dalle competizioni europee, oltre alla ‘punizione’ che portò alla sconfitta per 3-0 a tavolino.
In ogni caso, le squadre arrivarono in finale ed entrambe lo fanno da imbattute: i milanesi, ovviamente, sono i favoriti.

La partita si disputa all’Olympiastadion, ma non è bella. Anzi. Il Milan non ha in campo Gullit e Papin, ci sono Van Basten e Donadoni non in perfetta forta. Massaro e Lentini, poi, sembrano in una serata no, con quest’ultimo che se ne divora due clamorosi. Pian piano, il Marsiglia esce e passa in vantaggio: segna Boli su calcio d’angolo di Abedi Pelé. Nella ripresa, i rossoneri paiono aver accusato il colpo: non reagiscono. Vincono i francesi, con tutte le ombre del caso…

 

 

 

Tutte le foto utilizzate sono con licenza Creative Commons