Le 8 frasi celebri di Vujadin Boskov

Prendete un teorico del pallone, aggiungetegli una moglie intellettuale ed una profonda passione per gli studi di storia, geografia e politica. Mescolate bene il tutto e aspettate il risultato finale. Cosa otterrete? Il comunicatore più ironico e tagliente di tutta la storia del calcio italiano.

Vujadin Boskov è stato questo, oltre ad esser stato un allenatore dal talento immenso. Young Boys, Vojvodina e Jugoslavia per iniziare. Poi Saragozza, Real Madrid e Sampdoria per diventare leggenda. Qualche anno tra Roma e Napoli, quindi ancora in blucerchiato: il suo più grande amore. E il suo più grande rimpianto: perché quella Champions, sfiorata nel ’92 contro il Barcellona, lascerà un amaro in bocca che non avrà eguali.

Come le sue frasi celebri, del resto. E per voi ne abbiamo selezionate 10, le più importanti, significative e… divertenti!

 

“No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area”.

La sua Samp è troppo schiacciata all’indietro, e l’Inter ne approfitta. Come rispondere ad Amedeo Goria in conferenza? Così. Senza peli sulla lingua.

 

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“Rigore è quando arbitro fischia”

In conferenza una fragorosa risata accompagnò la citazione più famosa dello zio ‘Vuja’: a chi si lamentava degli errori arbitrali, lui rispose con il sorriso.

 

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“Se io slego mio cane, lui gioca meglio di Perdomo”

Derby di Genova, l’avversario era proprio Perdomo. Per stuzzicarlo e riprenderlo, Boskov non gliele manda a dire. La reazione del giocatore? Non così carina.

 

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[3]
“Loro come noi, due gambe e undici giocatori in campo. Più di noi hanno solo le Fiat”

Juve imbattibile? Non per Boskov: che non teme i bianconeri, neanche per un istante. Col senno di poi, avrebbe fatto meglio a ‘difendersi’ un po’ di più…

“Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma anche compagni”

Napoli. Annata un po’ così: come le finte di Benny Carbone. Che nel post partita si vede sbeffeggiare anche dal suo allenatore: esilarante!

“Se mettessi in fila tutte le panchine che ho occupato, potrei camminare chilometri senza toccare terra.”

E in effetti, sono addirittura sedici le avventure per Vujadin Boskov. Il grande amore? La Samp. Con la sua Jugoslavia, ovvio…

Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0″

Dura sconfitta? Non importa: il bicchiere va visto sempre mezzo pieno. E infatti, il maestro Vujadin sa come rispondere alle critiche.

Io penso che tua testa buona solo per tenere cappello”

Altra storia, sempre napoletana. Ad un giornalista che pronosticava la retrocessione degli azzurri, Boskov rispose così. Senza paura.

 

 

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  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Gahetna da NL-HaNA, ANEFO
  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Gahetna da Peters, Hans / Anefo
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