Gilles Villeneuve aveva più talento di tutti

“Credo che Gilles fosse un pilota perfetto. Era quello che tra noi aveva più talento. Era veloce con qualsiasi macchina, non guidava per i punti ma per vincere gare. Era il migliore, e il più veloce, pilota al mondo”. Parola e musica di Niki Lauda, che in quegli anni era il campione, non solo suo amico.

Parliamo di Gilles Villeneuve, promessa della Formula Uno che raggiunge la vetta per poi schiantarsi al suolo. E pensare che Enzo Ferrari non era poi così entusiasta dei suoi test, delle vetture danneggiate: quando arrivò a Maranello nel 1977, dopo una breve parentesi in McLaren, quel giovane pilota impressionava soprattutto per personalità. Alcuni sostenevano che ricordasse Dino, il figlio dell’Ingegnere andato via troppo presto; altri invece combattevano sul talento indiscutibile del canadese: dai kart alle formule minori, Gilles non aveva paura di andare oltre i propri limiti.

Spingeva la macchina, dava il massimo, amava le corse più della sua stessa vita. Affrontava curva e chicane oltre il consentito: spesso trionfando, spesso cadendo. Rialzandosi anche, però. Quando poteva, almeno.

Non ha mai vinto un Mondiale: questo un po’ stona. Soprattutto considerati i tre giri corsi il 1° luglio del 1979 a Digione, in Francia, dove divenne leggenda. Sorpassi e occhiatacce a 200 all’ora contro René Arnoux, scuderia Reanult: secondo posto in ballo. Passaggio a destra, controsorpasso a sinistra: alla ‘Nuvolari’ ruota contro ruota. Gilles ce la fa: supera il francese e guadagna la seconda posizione sul podio alle spalle di Jabouille, terminando quella stagione in quarta posizione.

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Negli anni 1980, ’81 e ’82 soffre i problemi della rossa, e poi lo strapotere della Williams, campione di tutto con la Brabham. Finché non arriva l’8 maggio: oggi segnata in rosso sul calendario F1, come un memento ed un rimpianto enorme dell’intero circuito.

Come sempre, anche quel giorno c’erano premesse e promesse: Zolder poteva dargli tutto, o almeno la vittoria. Sarebbe stata la prima.

Villeneuve ha appena concluso il giro di prova, ma decide di rimanere in pista: i tempi non sono ottimi, vuole dare il massimo. A sette minuti dal termine delle ‘libere’, la sua Ferrari urta la March di Hochen Mass, volando in uno scontro violentissimo. Gilles sbalza fuori dalla monoposto: è a terra, ai lati della pista. Cerca di muoversi: non ci riuscirà più, a causa delle gravissime ferite e dei multipli traumi alla colonna vertebrale. “Tra i miei grandi dolori, vedo anche Gilles Villeneuve – annuncerà Enzo Ferrari -. Gli volevo bene”.

L’aveva scelto, coccolato e riconfermato. Andò via uno di famiglia: il più talentuoso di tutti. Un sogno enorme rimasto mestamente incompiuto.

 

 

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  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Flickr da ph-stop
  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da Gilberto Benni