I 10 giocatori più ‘cattivi’ della storia del calcio

Non è uno sport per signorine. Nossignore: si parla di calcio, e se ne parla in una veste diversa. Un po’ atipica, ma non per questo lontana dall’essenza dello sport più amato d’Italia. E dato che siamo in vena di classifiche, non poteva mancare quella sui giocatori più cattivi e sanzionati della storia.

Da Vinnie Jones a Roy Keane, storie di Premier ma non solo: da segnalare anche ‘O Animale’ Pasquale Bruno, oppure le entratacce di Paolo Montero. Aneddoti di un calcio diverso, non per questo meno divertente. Più genuino sicuro, senza però addentrarsi nella nostalgia. O magari sì, farlo anche e lasciarsi avvolgere dai giorni e dalle giocate di quegli anni. Infine, perché no, sorridere per una scarpata un po’ più ‘tacchettata’. Dei ricordi non si scarta nulla.

vinnie-jonesOggi è un attore, ma fino a qualche anno fa terrorizzava tutta la Premier League. Se avete qualche ricordo sfocato, provate a focalizzarlo su Gazza Gascoigne: Jones è colui che osò strizzargli le parti intime e farla franca. E’ stato espulso per 12 volte in tutta la sua carriera: peggio o meglio – punti di vista – ha fatto solo Roy Keane. Che ritroveremo più avanti, tranquilli…

 

GERARDO-BEDOYANella sua ultima intervista per una tv colombiana, Bedoya quasi implorava: “Vi prego, non mi ricordate solo per le mie espulsioni. Sono dispiaciuto”. Ecco: richiesta impossibile da accontentare. Del resto, El Gladiator, centrocampista dai modi bruschi dell’Indipendiente Santa Fe, ha raggiunto il picco di notorietà nel 2002 quando ha vinto nella specialissima classifica dei giocatori con più cartellini rossi del campionato colombiano: 41. Come? Sì, 41. Roba clamorosa. Come quella combo ‘gomitata+calcio al viso’ che gli costò 15 giornate di squalifica. E qualche punto di sutura per Jhonny Ramirez.

 

PABLO-ALFARO-Oh, di Alfaro in Spagna parlano tutti bene, nonostante questo difensore dai modi duri e mai amichevoli abbia collezionato ben 18 rossi in Liga e 9 in seconda divisione. Nessuno come lui nella terra iberica, ma nessuno come lui anche fuori dal campo. Dove oggi è uno stimato professionista, laureato in medicina con – ovviamente – specializzazione in medicina sportiva. Un altro ragazzo oltre il campo da gioco. E per fortuna…

 

THOMAS-GRAVESEN-Hai da fare a botte? Chiama il numero verde di Thomas Gravesen: arriva giusto per aiutarti. E senza chiedere compenso. Sia chiaro: qui si scherza. Ma con lui no, non si può: perché è l’uomo del record assoluto di espulsioni in Premier League, e ci tiene pure. Le ha ottenute con la maglia dell’Everton nei suoi migliori anni, collezionati come quei soprannomi che tanto gli davano un’aria distinta. “Mad Dog su tutti”, sì. Ma anche “Shrek” non era male. Una volta, Capello lo mise fuori rosa al Real Madrid perché fattore scatenante di una rissa in allenamento: Robinho ne subì le angherie. Oggi vaga per Las Vegas con la moglie.

 

PAOLO-MONTERO-El cabeza. Che testa davvero, Montero. Oltremodo riscaldata, come gli animi che andava a pizzicare. Ma Paolo è così: prendere o lasciare. E gli juventini prendevano, eccome. In Sudamerica era chiamato Terminator, in Italia semplicemente ‘El Pigna’. Nel senso che picchiava, picchiava duro. “Palla o gambe, entrambe mai”: basta a spiegarlo? Altrimenti son pronti i numeri: 21 cartellini rossi in Serie A, record indiscusso e probabilmente irraggiungibile.

TERRY-BUTCHER-Ipswich Town e Rangers di Glasgow: andate nei pub circostanti gli stadi e chiedete del macellaio. Terry Butcher non era tecnico, era cattivo: tanto bastava. Nel settembre del 1989, la sua Inghilterra affrontava la Svezia per approdare ad Italia ’90: il difensore si becca un taglio sulla parte superiore della fronte. Perde sangue, tanto sangue: ma non vuole saperne di uscire. Anzi, continua a colpire il pallone di testa per respingere l’offensiva degli svedesi. Il risultato è una scena degna di un film dell’orrore. Ah, una volta prese una multa salatissima per aver aizzato i tifosi nel derby di Glasgow: vicenda incredibile.

 

Ancora nelle orecchie la definizione di Barton fatta da Massimo Marianella in telecronaca: “E’ un galeotto, un criminale”. Ci siamo, eh. Ci siamo davvero. Perché Barton è stato davvero dentro, e per ben due volte e pure per lo stesso reato: rissa aggravata. Non si contano le volte in cui ha sbeffeggiato gli avversari, le volte in cui ha fatto a botte con gli stessi compagni. Una volta s’è preso 12 giornate di squalifica per aver colpito Tevez, Aguero e Kompany. C’era anche Balotelli, allontanato prontamente prima dell’inevitabile fine.

 

ROY-KEANE-Qui c’è del talento. Non solo nel darle, ma anche nel giocare. Roy Keane era un gran campione: un centrocampista così forte da far invidia a tutti gli allenatori. Cartellini a parte. Ma a Sir Alex andava bene così: parlava di carisma, di elementi essenziali per un calciatore di Premier. Essenzialmente, quella di Keane era una vena che di tanto in tanto gli tradiva la vista. E che non gli ha privato fama e gran carriera: ha giocato per ben 13 anni nei Red Devils vincendo anche la Champions League. Solo che una volta, contro il Leeds, Haaland gli rompe i legamenti e subito dopo lo intima di rialzarsi. Solo che una volta, quattro anni dopo, Keane si ritrova contro Haaland e gli fa fuori il ginocchio, annientando la carriera del norvegese. Sì, l’aveva fatto apposta.

 

PASQUALE-BRUNO-Benvenuti nella storia de ‘O Animale’. Pasquale Bruno nasce a Lecce, è uno stopper e fa male. Che è proprio il suo segno distintivo. Ha giocato per sedici anni in Italia collezionando caviglie e cartellini, ma l’attimo più esaltante è stato a Firenze: dopo esser stato idolo dei tifosi del Torino nei tre anni di militanza granata, Bruno approda alla Fiorentina e alimenta il suo ‘odio’ nei confronti della Juve. A tal punto da scagliarsi per novanta minuti contro Roberto Baggio, facendogli perdere la testa e provocando il rosso per entrambi. Impresa epica, quasi quanto quel derby col Toro: dopo soli quindici minuti, subito sotto la doccia. Problema fisico? Macché, s’era fatto espellere per la seconda entrataccia in cinque minuti.

 

ROBIN-FRIDAY-Su Robin Friday le storie si sprecano. Va detto innanzitutto che si tratta di un ragazzo particolare, ma talentuosissimo con un pallone al piede. A quattordicini anni inizia però a mostrare il suo carattere, che gli costano un contratto già firmato col Chelsea. Poi la droga, il lavoro come stuccatore, il furto di un auto e di conseguenza il carcere. Diventerà un calciatore proprio lì, tra le quattro mura della redenzione. Perché è tra i più cattivi? Chiedetelo a France Football, che l’ha inserito al primo posto della classifica dei meno leali del mondo del calcio. Del resto, Robin fu colpevole solo di aver segnato anche da ubriaco, d’aver baciato un poliziotto in bocca a bordo campo, d’aver ballato nudo in un pub e dopo una doppietta d’aver strizzato le parti intime a Bobby Moore, il capitano dell’Inghilterra che vinse i Mondiali nel ‘66. Ah, mandò pure a quel paese il portiere avversario e quel gesto fu immortalato sulla copertina di un disco…

 

 

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