Gnabry, il talento tedesco fresco campione d’Europa

L’ha vinto da solo, praticamente. Sì, l’Europeo Under 21, andato alla Germania, ha un nome e cognome: Serge Gnabry. Sconosciuto? Non proprio. Vi diamo innanzitutto una data: 11 novembre del 2016, giorno in cui il calcio europeo ha scoperto la sua immensa qualità.

San Marino-Germania, gara valida per le qualificazioni ai Mondiali del 2018. Ecco: lui ci sarà. Quasi sicuramente, lui andrà. Ma quella è la solita partita senza storia, stravinta dai tedeschi per 8-0. Eppure, nessuno l’ha più dimenticata: ‘colpa’ di Gnabry, al meraviglioso debutto tra i grandi.

Serge s’era fatto già vedere con la maglia dell’Arsenal, appena un paio di anni prima: appena 18enne segnò un gol importante in Premier League. E fu anche tra le fila dei Gunners nei gironi di Champions. Alle Olimpiadi di Rio, poi, concluse con il titolo di capocannoniere della competizione: al collo, una medaglia d’argento. Dovettero abbandonare il sogno olimpico causa Brasile.
Ma è l’11 novembre del 2016. E il classe 1995, al suo debutto, realizza addirittura una tripletta.

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Son passati mesi, e Serge ha chiuso la sua stagione con la maglia del Werder Brema. Totale? 11 gol, 27 presenze. E l’ingresso nel calcio che conta certificato dalle sue prestazioni. Ora ci prova il Bayern Monaco, che ce l’ha anche fatta: Gnabry è passato ai campioni di Germania per soli 8 milioni di euro. Il Werder, a suo tempo, l’aveva pagato 5 dall’Arsenal, che a sua volta l’aveva strappato allo Stoccarda per 100mila euro. Città in cui era nato e cresciuto.

Chissà quanto vale ora, Gnabry. Dopo un titolo su cui ha scritto a caratteri cubitali la sua firma. Chissà quanto si sta sfregando le mani ancora una volta Carlo Ancelotti…

CARATTERISTICHE

Gnabry è un attaccante esterno, rapido, brevilineo, tecnico e concreto. Con i bavaresi, occhio al posto di Douglas Costa: potrebbe occuparlo lui. Sì, perché Serge predilige partire da sinistra, per accentrarsi e liberare il destro. Forte, fortissimo nel gioco nello spazio, qualcosina invece da maturare ancora nello stretto, nonostante una spiccata capacità di dialogo coi compagni offensivi. Può inoltre fare la seconda punta o l’attaccante centrale, con caratteristiche dinamiche e non proprio da nove puro.

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Come evidente dai gol siglati con la Germania U21, è molto abile anche nei movimenti senza palla. Altra skill nel sangue: è in grado di partire alle spalle dell’ultimo difensore e beffare la line del fuorigioco avversario. No, non è affatto male: è il sette del futuro. Ma anche il nove, il dieci, l’undici. È tutto e può far tutto, ma senza la presunzione del solista: è uno da squadra, Serge. Perché sa stare con i compagni e sa stare soprattutto al proprio posto.

Cosa manca per il salto di qualità? Una ‘messa a punto’ tattica, e forse dimenticare qualche finezza di troppo per ambire alla concretezza tutta tedesca. Low, da questo punto di vista, confida tanto in Ancelotti: un tecnico che ha saputo disciplinare giocatori come Robben e Ribery, trentenni già un po’ stagionati.
Di classe ne ha da vendere, di carisma pure: serve un ultimo sforzo, poi si potrà affacciare da protagonista nelle notti che contano.

Una notte, la Germania, l’ha già conquistata sotto il cielo di Cracovia. E dopo l’ennesima generazione di talenti che si ritrova, è pronta ad investire Gnabry del titolo di ‘stella del futuro’.

 

 

Tutte le foto utilizzate sono con licenza Creative Commons

  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Flickr da joshjdss
  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da Kieran Clarke
  2. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da Kieran Clarke