I 10 tradimenti sportivi più famosi di sempre

La riconoscenza è una parte strana, contorta, spesso sopravvalutata nel mondo dello sport. È che in un universo dominato dai milioni, il cuore talvolta fa per allontanarsi e guardare da un punto fisso, ma lontano. Di cosa parliamo? Dei tradimenti, di tipo sportivo sì, però sempre tradimenti. E nella settimana del doppio Higuain nella ‘sua’ Napoli, l’argomento non può lasciare indifferenti gli appassionati.

Ne abbiamo selezionati 10, fuggitivi e ingrati, ancora oggi ricordati per gli accordi milionari e la gloria eterna rifiutata. Ah, chiaro: c’è chi ci è andato a guadagnare poi in tutto. Vedi Babe Ruth, vedi Lewandowski. E vedi pure Ibra. Insomma, sicuri fosse soltanto una questione economica?

#1 – Kevin Durant: da Oklahoma ai GSWarriors

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Oklahoma si sfregava le mani: tutto quel talento, più quello di Westbrook, più gregari pazzeschi a supporto. Un paio d’annate niente male, sogni sfiorati e quindi infranti: KD ha allora deciso di abbandonare tutti per certezze e soldi. Va ai Warriors, nel 2016. Ovviamente, i tifosi dei Thunders l’hanno presa con filosofia: falò con le jerseys e tanto folklore consumatosi per le strade nei pressi della Chesapeake Energy Arena.

#2 – Zlatan Ibrahimovic: dalla Juventus all’Inter

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Gli juventini non l’hanno mai perdonato. Sì, perché quella era un’estate travagliata, tra Calciopoli e l’incertezza del futuro. E invece, Zlatan non se lo fece ripetere due volte: arriva l’Inter e lui accetta. Il 10 agosto 2006, in seguito ai primi giudizi dello scandalo che coinvolse il calcio italiano, lo svedese approda in nerazzurro per ‘soli’ 25 milioni d’euro. La risposta bianconera? Avevano bisogno di liquidità, e Moratti fece prima di tutti.

#3 – LeBron James: dai Cavaliers agli Heat

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‘The decision’. Che è una roba che ancora oggi non esiste: perché nella storia della comunicazione, mai a nessuno era venuta l’idea di annunciare il proprio futuro in diretta tv. Lo fa LeBron, mai banale. E anche un po’ sfortunato: perché con il passaggio a Miami, perderà tutto l’affetto e l’amore degli americani. Certo, vincerà con gli Heat. Ma non sarà lo stesso.

#4 – Valentino Rossi: dalla Honda alla Yamaha

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La Honda gli dà tutto, ma la Yamaha gli darà la gloria. Col senno di poi, grande intuizione del Valentino nazionale: che passa da una casa giapponese all’altra per accaparrarsi l’ennesimo titolo mondiale. È il 2004 e il contratto recita 15 milioni netti a stagione: ah, come se non bastasse, metà della sua scuderia lo segue. Deve seguirlo. Vale l’ha chiesto nel contratto…

#5 – Babe Ruth: dai Boston Red Sox ai New York Yankees

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Altri tempi. E altri idoli. Babe Ruth era il fuoriclasse del baseball degli anni 20, e Boston era la piazza ideale per vincere e convincere. Lo stesso formidabile battitore era la principale fonte di sostentamento dei Sox: nonostante questo, il proprietario Harry Frazee aveva pagato salari alti in anni di guerra. Ma dopo il 1919, il fallimento arrivò senza pietà. Il boss dei Red Sox fu costretto a vendere i migliori giocatori ai rivali degli Yankees, fino a quel momento solo una squadra di seconda divisione. Fino all’arrivo di Ruth, sì.

#6 – Pat Riley: dagli Knicks ai Miami Heat

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Il professor Riley. E il suo gioco. Sì, perché coach Riley, da immensa figura storica del basket NBA, aveva un suo credo ed una sua coerenza. Tutto svanito dopo i sanguinosi anni ’90 tra Miami e New York. Ecco: in quel periodo, lasciare la Grande Mela per gli Heat non era il massimo della galanteria. Ancor meno per uno come lui.

#7 – Gonzalo Higuain: dal Napoli alla Juventus

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Novanta milioni di buoni motivi. Sia per il Napoli, sia per Gonzalo Higuain. Che alla Juve è andato per vincere qualcosa d’importante, mentre gli azzurri proseguono la loro marcia d’avvicinamento alle grandi d’Europa. Insomma: scelta saggia, dal punto di vista del Pipita. Ma non semplice, e ancor meno digeribile per la piazza napoletana. A quanto pare, facile da smaltire per Higuain: 4 gol in 4 partite contro la squadra di Sarri.

#8 – Luis Figo: dal Barcellona al Real Madrid

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Senza paura, e con tutto il coraggio che vuoi. Perché ce ne vuole per mettersi contro i catalani, profondamente innamorati dell’estro e della magia dell’ex numero 10 Luis Figo. Il quale, di tutta risposta, prende e va al Real Madrid. La prima accoglienza? Fu un lancio di una testa di maiale. Era il ritorno al Camp Nou: Figo non l’ha più scordato.

#9 – Robert Lewandowski: dal Borussia Dortmund al Bayern Monaco

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Un bel tradimento, questo. Soprattutto in quegli anni, quando il Dortmund dominava ma allo stesso tempo subiva lo strapotere del Bayern. Il sistema, con Lewandowski, si poteva anche combattere: ma senza era un’altra storia. Figurarsi quando Rumenigge, il 4 gennaio del 2014, annuncia il passaggio dell’attaccante polacco proprio in Baviera. Una sentenza per il futuro. A favore dei rossi di Germania, chiaro.

#10 – Michael Schumacher: dalla Ferrari alla Mercedes

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Fa male pensare oggi a Schumi. Fa male perché vorremmo vederlo ancora correre. Eppure, c’è stato un periodo in cui il tedesco fu bersagliato e martoriato dalle critiche: fu quando lasciò Maranello, apparentemente per sempre, salvo poi ripresentarsi alla guida della Mercedes appena un anno dopo. No, i ferraristi non poterono tollerarlo: troppo, il dolore.

 

 

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