In corsa per lo scudetto

Era da un po’ che in Serie A, almeno per quanto riguarda la lotta scudetto, non ci divertivamo così tanto: merito della Juventus che ha smesso di fare la lepre, a causa dell’inizio peggiore che la storia bianconera ricordi, ma merito anche delle contendenti che, grazie alla bravura dei singoli più una buona dose di fortuna (leggi Inter) ed un gioco corale votato all’attacco (leggi Napoli e Fiorentina), sono riuscite a fare di questo campionato uno dei più appassionanti d’ Europa.

E la Roma? Delle cinque squadre in quattro punti, situazione mai verificatasi a questo punto della stagione nell’era dei tre punti a vittoria, è la più indecifrabile: un ottimo inizio ed un gioco che sembrava essere tornato quello della prima parte del 13/14 avevano fatto ben sperare, ma con gli infortuni di Gervinho e Salah la magia è sembrata svanire. Nonostante la discontinuità però, fra le cinque “sorelle” è la squadra che tira con maggiore precisione in porta (il 48% dei tiri finisce infatti nello specchio) ed è quella che segna di più su palla inattiva, statistiche che portano l’attacco giallorosso ad essere il secondo del campionato; ma c’è da dire che è la più attardata, anche se i punti di stacco sono solo 4: urge ritrovare la vena realizzativa di Dzeko e variazioni tattiche ad un gioco che ormai gli avversari sembrano conoscere a menadito, per non incappare in un ritardo ancora maggiore.

La Juventus ha ormai recuperato il terreno perso portandosi a tre punti dalla vetta, merito del recente filotto di vittorie consecutive, ben sette, e della coppia titolare d’attacco ritrovata: Dybala e Mandzukic infatti ne sono diventati i trascinatori a suon di gol, mentre l’ormai consolidata solidità difensiva fa il resto assieme anche all’ottimo filtro del centrocampo, prova ne sono il 48.44% dei duelli totali vinti, testimonianza che la presenza bianconera in campo si fa sentire in tutte le zone. Fra tutte le contendenti a gennaio la Juventus è quella ad avere il calendario più semplice, ma i problemi avuti all’andata contro le squadre che andrà ad affrontare impongono comunque cautela, la prova del nove sarà lo scontro diretto con la Roma del 24 gennaio, che ci dirà molto sulle reali ambizioni di entrambe le squadre.

Le due seconde, Napoli e Fiorentina, hanno molto di più in comune che non la semplice posizione in classifica: come dicevamo all’inizio infatti la loro principale caratteristica è un gioco corale e votato all’attacco e nelle statistiche che fanno da cartina tornasole per questo modo di interpretare il calcio sono in testa: i partenopei creano più di qualsiasi altra squadra, oltre 13 occasioni a partita, e sono primi anche per i tiri totali effettuati, segno che oltre a proporre gioco, riescono poi effettivamente ad arrivare alla conclusione. La Viola invece ha un possesso palla medio per match che sfonda il muro del 60% con un numero di passaggi completati che si aggira sull’87%; a queste statistiche, che potrebbero sembrare fine a se stesse, bisogna però aggiungere la concretezza: con 33 gol infatti la Fiorentina è la squadra che ha segnato di più in Serie A, aiutata anche da Kalinic che di questi ne ha timbrati ben 10. Quantità e qualità per entrambe.

Arriviamo ad analizzare la capolista e partiamo subito rischiando l’accusa di blasfemia da parte dei tifosi nerazzurri, ma anche dei loro rivali sportivi che stiamo per mettere in mezzo: questa Inter, per compattezza difensiva, ci ricorda molto la Juventus degli anni passati. Soltanto 11 gol subiti, miglior difesa di tutto il campionato, così come 11 sono le cleen sheets, partite senza subire reti, da parte dell’Inter con una media per match di oltre 13 tackles vinti a partita. Una solidità difensiva che inizia si con Handanovic, super in questo inizio di stagione, ma che continua in mezzo al campo con dei frangiflutti del calibro Miranda, Murillo e Medel, i tre ruba palloni per eccellenza della squadra di Mancini. A questo aggiungiamoci che i nerazzurri hanno vinto diverse partite col minimo scarto non brillando per niente e che ultimamente si sta cominciando a sbloccare Icardi, 7 reti totali e gol in due gare consecutive per la prima volta in questa stagione, per avere un quadro completo sul come i nerazzurri sono in testa dopo 17 giornate.

Un campionato bellissimo dunque, dove quattro protagoniste su cinque si sono alternate in testa e l’unica a non esserci ancora stata, la Juventus, ha compiuto una rimonta notevole: spazio adesso al mese di gennaio che ci saprà dire tanto sulle ambizioni di tutte, un arbitro della contesa potrebbe essere il Milan, grande esclusa dal quintetto in lotta per lo scudetto, che affronterà ben tre squadre (Roma, Fiorentina ed Inter), mentre l’altro giudice sarà sicuramente il richiamo di preparazione che tutti dovranno fare, visto che, tranne l’Inter molto avvantaggiata in questo, a febbraio dovranno scendere in campo anche per le coppe europee.