Quando l’Inter retrocesse in serie B

Mai stati in B. Questa scritta campeggia quasi sempre sugli striscioni delle partite casalinghe dell’Inter, la società nerazzurra si fregia continuamente di questo record, che condivide con poche altre squadre in Europa.

In occasione poi delle partite più sentite, contro Juve e Milan, i tifosi interisti non mancano di ricordare agli avversari l’onta della retrocessione, subita per due volte dai cugini rossoneri e nel caos post calciopoli dai bianconeri.
Ma la polemica ciclicamente ritorna, perché una leggenda vuole che l’Inter sia in realtà retrocessa quasi cent’anni fa, dando un appiglio ai tifosi milanisti e juventini nella polemica infinita.
Ma è davvero accaduto?

La stagione della retrocessione

Siamo nella stagione 1921-1922. L’epoca per il calcio italiano è ancora praticamente arcaica, lo sport nazionale è il ciclismo ed il calcio inizia la sua scalata nelle preferenze degli sportivi italiani.
Il campionato di calcio non è come lo conosciamo oggi, niente girone unico, ma una serie di gironi divisi in nord centro e sud, anche per evitare spostamenti troppo lunghi all’epoca praticamente impossibili.
Comunque in quella stagione ai nastri di partenza della massima serie si registrano la bellezza di 105 formazioni. Decisamente troppe per organizzare un torneo.
In un clima di totale confusione si consuma lo scisma nel calcio Italia, e vengono indetti 2 differenti campionati di serie A, quello della FIGC, e quello della neonata CCI (confederazione calcistica italiana)
L’Inter partecipa al campionato CCI quello da composto da 58 squadre e che vedrà prevalere la Pro Vercelli, assoluta dominatrice della scena calcistica nazionale dell’epoca.

Mai stati in B?inter-titolo

La stagione interista in quel 21/22 è assolutamente disastrosa. Nonostante la squadra fosse quasi la stessa laureatasi campione d’Italia appena due stagioni prima, i nerazzurri inanellano una serie sconcertante di prestazioni scadenti e il saldo di fine stagione sarà impietoso.
Appena 11 punti in 22 partite, la miseria di 29 gol fatti contro i 66 subiti, decretano l’ultimo posto dei nerazzurri. Regolamento alla mano la retrocessione in serie B è inevitabile. Si, però si tratta del regolamento della FIGC, e quindi cosa accade nei campionati CCI?
Inizia quindi un balletto snervante che si protrae per mesi, dove vengo letti, riscritti e reinterpretati i regolamenti, e dove si cerca la soluzione migliore. Nella foga del tifo calcistico odierno, passa la versione che la cosa fosse studiata ad hoc per salvare l’Inter, e si dimentica di dire che invece la questione riguardava anche altre squadre nella stessa situazione.
Si giunge alla fine ad una soluzione che possa accontentare tutti, dopo la bellezza di tre mesi dal termine della stagione.

Playoff ante litteram

La soluzione trovata prevede il ricongiungimento dei due campionati, con il ritorno dei secessionisti CCI all’interno della FIGC.
Per fare questo viene stipulato il cosiddetto “compromesso Colombo“, dal nome dell’allora direttore della gazzetta dello sport, Emilio Colombo, che ridisegna il campionato in questo modo: torneo a 36 squadre, di cui 12 provenienti dalla CCI, 12 dalla FIGC 6 scelte per meriti sportivi e le ultime 6 uscenti dagli spareggi per partecipare al massimo campionato da svolgersi tra le ultime dei campionati appena conclusi.
Quindi Inter salvata dalla retrocessione per meriti sportivi? Assolutamente no!
All’epoca la squadra nerazzurra non era ancora una delle grandi del calcio Italiano, e quindi dovette passare per la tagliola dei playoff per raggiungere, o per meglio dire restare, nel campionato di massima divisione. Il percorso prevedeva due spareggi, che però saranno tutt’altro che difficili per la formazione interista.

La salvezza dell’Inter

Il primo dei due match per restare in massima divisione è un derby contro lo Sport Italia Milano. La partita non si disputerà mai, in quanto gli avversari dei nerazzurri sono falliti e si sono sciolti come società nei 3 mesi di marasma istituzionale per arrivare alla soluzione dei playoff.
Quindi la prima vittoria è a tavolino.
Rimane l’ultima sfida per mantenere il posto in serie A e vede di fronte all’Inter la Libertas Firenze.
Anche qui la gara non sarà certamente tra le più complicate in quanto la formazione toscana sta, proprio in quei giorni, perfezionando la fusione con la Fiorentina.
La partita d’andata all’arena civica di Milano, vede i fiorentini stentare a mettere addirittura 11 uomini in campo, l’Inter ha quindi gioco facile e prevale con un netto 3-0.
Il ritorno a Firenze assume quindi i contorni della formalità, e gli orgogliosi padroni di casa impongono il pareggio per 1-1 alla formazione nerazzurra, che comunque grazie a quel risultato si garantisce la permanenza nella massima serie nazionale.

Non è certo una delle salvezze più clamorose della storia, nemmeno tanto onorevole se vogliamo, ma pur sempre di salvezza si tratta.

Da lì a pochi anni il calcio Italiano entrerà nell’epoca del girone unico nazionale, con la stagione 1929-1930 a rappresentare la prima della serie A per come la conosciamo a tutt’oggi.
Quel primo campionato verrà curiosamente vinto proprio dall’Inter, che dopo il grande spavento rischierà la B solo una volta, in tempi molto recenti nell’annata 93-94, dove si salverà solamente all’ultima giornata, in una stagione impreziosita però dal trionfo in coppa Uefa.
Resta questa piccola macchia, di una retrocessione avvenuta davvero sul campo, ma mai concretizzata per una sorta di ristrutturazione dei campionati in corso d’opera.
Si può dire che l’Inter sia realmente retrocessa, ma allo stesso è anche giusto affermare che l’Inter non sia mai stata in B
Come spesso accade nel tifo, è questione di punti di vista.

 

 

Tutte le foto utilizzate sono con licenza Creative Commons