Italia, il perché della maglia azzurra e la sua evoluzione negli anni

Il 6 Gennaio 1911, in quel di Milano, si giocava un match amichevole internazionale, Italia-Ungheria: la partita è degna di nota perché in quell’occasione fece il suo debutto la maglia azzurra della nazionale italiana, ma perché si scelse proprio quel colore?

Fino ad allora la nazionale aveva giocato in bianco, probabilmente per omaggiare la squadra più forte dell’epoca: la Pro Vercelli.

Il motivo della maglia azzurra e le prime maglie della nazionale

L’azzurro venne scelto in onore del colore dello stendardo della famiglia Reale dei Savoia, il cui stemma rosso con croce bianca era presente all’altezza del cuore. Durante il ventennio fascista, allo stemma Sabaudo vennero aggiunti corona e fascio littorio; nello stesso periodo la nostra nazionale utilizzò anche delle divise completamente nere.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il tricolore rimpiazza lo stemma sabaudo sulle maglie azzurre e vengono usate divise con la particolarità del colletto con i laccetti, poi sostituite dal girocollo.

Gli anni tra il 1950 e il 1970

Per i Mondiali del 1962 in Cile, la maglia a girocollo viene sostituita da una polo; invece, nei disastrosi mondiali del 1966, furono utilizzate due versioni della maglia azzurra: una con scollo a V e maniche corte, l’altra a girocollo con maniche lunghe. Negli anni successivi la maglia dell’Italia non presenterà particolarità di rilievo, anzi sarà molto spartana e minimalista.

Dagli anni ‘70 al mondiale di Spagna 1982

Dal 1974 si entra nell’era delle sponsorizzazioni tecniche: il primo fornitore ufficiale della nazionale italiana fu Adidas; le maglie però restano sostanzialmente invariate rispetto agli anni precedenti.

Nel 1979 subentra Le Coq Sportif e vede la luce la maglia che accompagnerà la nostra nazionale nel trionfo di Spagna 1982: il colletto diventa a polo e su di esso compaiono le rifiniture tricolori che saranno presenti anche sui bordi delle maniche. Dopo la vittoria del titolo iridato, ovviamente, vengono aggiunte le tre stelle nella parte alta dello scudetto.

Diadora, Nike, Kappa e l’evoluzione dal 1982 al 2003

Terminata la partnership con i francesi, nel 1985 Diadora diventa lo sponsor tecnico della nazionale italiana e un nuovo stemma rotondo sostituisce il tradizionale scudetto tricolore; le maglie, inoltre, cambiano nel colore con un azzurro più scuro che costituisce l’unica variazione di rilievo per il mondiale casalingo del 1990.

Nel 1992 arriva un’altra svolta: cambia, infatti, lo stemma della Federcalcio e della nazionale. Da tondo diventa una sorta di I stilizzata; la divisa azzurra si trasforma soprattutto nelle rifiniture tricolori di colletto e bordo-manica che da lineari diventano a triangolini.

Per i mondiali del 1994 la base della maglia resta la stessa, il tocco in più è dato dal tessuto nel quale è serigrafato il logo della Federcalcio.

Nel 1995 inizia il rapporto con Nike: l’azienda americana propone una prima maglia dall’inedito colletto bianco e, per la prima volta, si presenta l’oro nelle rifiniture.

Innovativa anche la maglia per gli Europei del 1996 in Inghilterra: le finiture diventano bianco e bronzo; un particolare che fece molto discutere fu la scritta ITALIA, sul retro della maglia, all’altezza del fondoschiena.

L’ultima maglia realizzata da Nike per la nazionale italiana è quella di Francia ’98 con l’unica particolarità di una linea bianca lungo i fianchi e sotto le maniche.

Nel 1999 il nuovo fornitore diventa l’italiana Kappa e per la prima volta nella storia viene permesso allo sponsor tecnico di apporre il proprio logo sulle maglie.

Il modello proposto per le qualificazioni all’Europeo del 2000 è in varie versioni: la maglia a maniche corte ha il colletto a V, quella a maniche lunghe è a girocollo (come nelle maglie del 1966).

Nel 2000 per l’Europeo in Belgio e Olanda e anche per i successivi Mondiali di Corea e Giappone del 2002 la divisa della nazionale è di una vestibilità molto aderente e la tonalità dell’azzurro diventa più chiara.

Puma, Germania 2006 e la maglia dell’Italia fino al 2010

Nel 2003 subentra la tedesca Puma, nel cui primo modello, proposto  per le qualificazioni agli Europei del 2004, compare, per la prima volta, lo stemma tricolore anche sui pantaloncini e sui calzettoni.

Per gli Europei del 2004 l’Italia è l’unica squadra Puma a ricevere un trattamento esclusivo, con un modello unico, ma estremamente semplice.

Nel 2006 arriva la maglia più discussa soprattutto per la presenza delle sfumature blu scuro ai lati del petto che davano il classico effetto a “macchia di sudore”. Proprio dal trionfale mondiale di Germania 2006, la nazionale inizia a utilizzare sempre più spesso l’abbinamento maglia, calzoncini e calzettoni azzurri.

Per Euro 2008 si torna alla semplicità: maglia tutta azzurra, con colletto a V e bordi color oro.

Nel 2009 per la Confederation Cup arriva una maglia celebrativa, dal colore ispirato alle maglie azzurre della nazionale degli anni 1934-1938, quando l’Italia raggiunge le prime grandi affermazioni (2 mondiali vinti inframezzati dall’oro olimpico). Le casacche sono di un azzurro più chiaro alle quali vengono abbinati calzoncini e calzettoni marroni.

Finita la fallimentare Confederation Cup del 2009, si torna alla maglia azzurra che la precedeva, fino a Sudafrica 2010 dove Puma riserva alla nazionale una maglia azzurra con delle linee ondulate bianche lungo le spalle; vestibilità aderente e trama della maglia che ricorda un’armatura.

maglie nazionale italiana

Le maglie più belle della nazionale italiana

Anni ’40 – Siamo dei nostalgici del calcio di un tempo, quando forse il gioco era meno tecnico, ma sicuramente più romantico e nella nostra top 5 non poteva certo mancare la “maglia gladiatoria”, quella con il colletto e i laccetti.

Spagna 1982 – Una maglia leggendaria: colletto a polo con rifiniture tricolori che compaiono anche sui bordi delle maniche per la divisa che ha accompagnato la vittoria del mondiale.

Italia 1990 – Rispetto al mondiale conquistato nel 1982, la maglia della competizione iridata giocata in casa cambia per il logo che diventa tondo e sostituisce il tradizionale scudetto con l’inserimento delle tre stelle dorate nella parte sinistra. Inoltre cambia anche il colore della maglia che diventa di un azzurro leggermente più scuro.

Germania 2006 – Nel fantastico mondiale tedesco, che vale la quarta stella per la nostra nazionale, arriva una maglia che a molti non è piaciuta soprattutto per la presenza delle sfumature blu scuro ai lati del torace. Lo scudetto è posizionato al centro e le tre stelle campeggiano ben distanziate come parte integrante dello stemma stesso. Tra l’altro i numeri e i nomi dei giocatori sono dorati, quasi una premonizione del trionfo della nostra nazionale.

Confederations Cup Sudafrica 2009 – Per la fallimentare spedizione del 2009 alla Confederations Cup in Sudafrica giunge una maglia celebrativa, dal colore azzurro pallido, ispirato alle prime maglie della nazionale, in particolare a quelle degli anni che vanno dal 1934 al 1938, periodo delle prime grandi vittorie dell’Italia.

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