Juan Marcos Foyth, il difensore del futuro

Il ‘Clarin’ gli ha dedicato una prima pagina. E il Clarin, per chi non lo sapesse, è il principale quotidiano sportivo in Argentina. Ecco, benvenuti nel mondo di Juan Marcos Foyth: difensore centrale, classe 1998, già stracolmo di presenze nelle nazionali albicelestes. E chiaro: anche di ammiratori.

Il motivo? Non se ne trovano più, di centrali così. Perché Juan è un difensore atipico: sa impostare, pure bene. Piedi da centrocampista, visione di gioco da quasi mezzapunta e… tempo d’intervento sublime. Un ‘Bonucci bis’, sì. E siamo sicuri che né il bianconero, né il giovane ragazzo potrebbero mai offendersi.

LA STORIA

L’Estudiantes se lo coccola, e presto ne ha fatto il suo encomiabile tesoro: del resto, lì l’han visto crescere. Foyth è difatti proprietà del club da quando aveva 11 anni, ossia dal 2009. Un’intuizione di un talent scout avallata da Juan Sebastian Veron in persona, pare. È che il talento riconosce sempre il talento.

Ah, all’epoca era anche un ottimo trequartista. Forte, bravo nello stretto,  e dalle doti spiccatamente offensive. Convertirlo in un centrale moderno non è stata dunque impresa semplice: è che quel cruccio, quel vizio da diez ogni tanto gli torna. Nonostante sia praticamente da quando aveva 14 anni che ‘davanti alla porta’ si è trasformato in ‘davanti al portiere’.

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La notorietà? Arriva nell’inverno del 2017, quando prende parte al torneo sudamericano under20. Una fucina di talenti, quella. Dove Foyth spicca per capacità caratteriali ed indiscutibilmente tecniche. Un esempio: il loco Bielsa se n’è innamorato, lo voleva al Lille. Niente da fare: s’ha ancora da crescere, e in patria.

Con il quarto posto dell’Albiceleste, la prima squadra ha finalmente puntato su di lui: il debutto è allora arrivato il 19 marzo, nella vittoria contro il patronato. 90 minuti, per Foyth. Tutte d’un fiato e con attenzione. Dopo di queste, altre 5 presenze. Con calma, il ragazzo si farà.

CARATTERISTICHE

Ribadirlo non può che rafforzare il concetto: non esistono difensori come lui. O meglio, ce ne sono davvero pochi, ma non di così forti. Marcos non è l’ultimo baluardo, ma il primo uomo per far ripartire l’azione velocemente, per il lancio della salvezza, per il passaggio tra le linee quando a centrocampo c’è troppa ressa. Sa dribblare, sa farlo anche quando vanno di pressing, senza mollare un colpo. Chiaramente: con queste doti, potrebbe fare anche il regista. Si perderebbe solo l’occasione di gustarsi i suoi tempi d’intervento e l’enorme intelligenza nell’uno contro uno.

È un ‘anticipatore’, poi: è il suo marchi di fabbrica. E dall’alto del suo 1.85, sa appartenergli anche il gioco aereo. Insomma, completo. O quasi: perché caratterialmente, qualcosa andrebbe rivisto. Troppi cartellini ed infinita garra: tipico argentino, non per forza un difetto.

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Ecco: limitasse quelle proteste di troppo, probabilmente Inter e Roma affonderebbero già il colpo. Sì, perché Juan pare sia in volo per l’Italia. Non dalla prossima stagione (in cui vuole confermarsi caposaldo della difesa del Leon), ma dal 2018. E in bocca al lupo, ragazzo…

 

Tutte le foto utilizzate sono con licenza Creative Commons

  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Flickr da William Brawley