Le 10 vittorie più belle targate Michael Schumacher

Michael Schumacher oggi è un immaginario che lentamente si spegne sotto i colpi della vita. E poi un ricordo perenne della tua infanzia, coi dati quasi messi a casaccio per non pensarci su, per non farlo troppo. E allora in quel 3 gennaio del 1969, ad Hurth in Germania, nasce uno dei migliori piloti della storia. Di sicuro un mito arrivabile per pochi, di certo il più vincente campione della Formula1 e tra i più grandi sportivi di sempre.

Michael cresce e corre, corre e cresce. La velocità diventa la sua vita sin da piccolo, quando mostra già il suo talento sui go-kart: un predestinato, ecco. Del resto lo sono sempre i più grandi. E dalle promesse passerà successivamente i fatti: prima nel 1994 con la Benetton, quindi ancora con Briatore nell’anno successivo. A cavallo dei due secoli arriva il passaggio in Ferrari e la conseguenza naturale di talento e auto pazzesca. Saranno cinque, i titoli in Rosso. Pure consecutivi.

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Il dominio gli porta inevitabilmente un numero di record impressionante. Diventa ad esempio il primatista sulle pole position (battuto quest’anno da Lewis Hamilton), o anche il migliore per numero di punti accumulati. Insomma un mito e ben conscio di esserlo anche quando guidava. Anche per questo decise di uscire dai giochi nel 2006, anche per questo decise poi di tornare. A 41 anni per altri 3 mondiali in Mercedes: ma la passione va sempre assecondata.

Come quella per gli sci, come quella che gli poteva costare ancor più caro. Sì, perché oggi Michael non è più il solito Schumi. Dopo quell’incidente in Svizzera, ormai quattro anni fa, le sue condizioni migliorano a poco a poco, senza mai sterzare davvero. Cosa resta? Il ricordo delle sue vittorie. Delle più belle, proprio come queste dieci che abbiamo selezionato.

BELGIO, 1992schumacher-1992

Dopo il debutto con la Jordan, Schumacher approda finalmente su una monoposto che gli dà le giuste : è quella della Benetton. In Belgio, sulla pista che viene considerata l’Università della F1, il tedesco percorre i saliscendi e le curve. E lo fa con una destrezza che spiazza anche Nigel Mansell, l’unico in grado di competere davvero con la sua giornata benedetta. A causa di un problema allo scarico, però, Mansell va fuori e Schumi ha vita facile: ma per Michael sarà il primo segnale di un rapporto molto duraturo. Quello con il destino.

SAN MARINO, 1994schumacher-1994

Era il weekend nero, quello per eccellenza. Quello dell’addio a Senna di domenica, di Roland Ratzenberger nel sabato precedente. Schumacher aveva un punteggio pieno: 2 vittorie su altrettanti GP. A San Marino era favorito, doveva dare l’ennesima prova di forza. La corsa? Nessuno la ricorda per quanto accadde, ma vinse Michael. Che così spiana la strada verso il primo titolo in carriera.

SPAGNA, 1996schumacher-1996

Era la prima in Rosso: Schumi però è accolto dallo scetticismo, nonostante le due vittorie in un Mondiale che ormai parla solo la sua lingua. Eppure Michael deve scrollarsi di dosso un po’ di paura. Come? Al solito: vincendo. A Barcellona porta allora la sua Ferrari alla vittoria sotto una pioggia pazzesca, con quella F310 che poi tornerà a maledire quando il sole sarà alto in cielo. Gli avversari frenavano, lui andava spedito per la sua strada. Pazzesco.

MONACO, 1997schumacher-1997

Altro giro, altra pioggia. Un anno dopo la Ferrari continua a dare il meglio di sé con le gomme da bagnato: stavolta a Monaco, con Jacques Villenueve che contende a Schumi i dieci punti di quella gara. Alla fine? Un guasto per il canadese, problemi al cambio. Il ferrarista supera tutti e passa al comando della gara e della classifica. Ma non finirà proprio perfettamente…

ITALIA, 1998

Monza è un’emozione diversa, più intesa. Correre lì per un pilota della Ferrari è l’essenza della F1. Michael sapeva, ma non immaginava quanto alti sarebbero stati i decibel per una sua vittoria. Mika Hakkinen è sempre lì, sempre a dar fastidio. È il 46esimo giro e s’arriva alla staccata della Roggia: il finlandese non ha più freni. Testacoda e Schumacher gli passa di fianco. Vincendo.

GIAPPONE, 2000

Campione del mondo, finalmente. Il sogno di tutti i ferraristi s’avvera nella gara di Suzuka, una delle più belle perché decisiva come poche. Eppure la Ferrari non riesce a vincere da un paio di GP, son due anni senza dominio in Giappone. La McLaren ha in testa di fare lo scherzetto all’ultimo: poi però arriva Schumacher. Che vince la gara e conquista il terzo mondiale della sua carriera. L’inno di Mameli risuona fortissimo, l’orgoglio è smisurato. E Schumi mima le note che lo accompagneranno a Suzuka per i successivi cinque anni.

SPAGNA, 2001

Mika Hakkinen si conferma osso duro, ma Michael prova a lasciargli le briciole del suo mondo. Dopo i titoli del ’98 e del ’99, il finlandese prepara in Spagna il famoso ‘passaggio di consegne’. Dopo la vittoria attesa 21 anni da parte dei ferraristi, Schumacher è ormai a tutti gli effetti tra i più grandi. Eppure c’è bisogno di un ultimo rito. Ecco: ultimi giri nel GP di Spagna del 2001, Hakkinen a poche curve dalla bandiera a scacchi deve ritirarsi perché tradito dal motore. La sua McLaren l’ha abbandonato. Schumi vince, e il destino gli dà il benvenuto fra i migliori.

FRANCIA, 2004

Si può vincere con quattro stop? Certo che si può. La Red Bull riusciva a farlo e un po’ s’allarmavano, ma la Ferrari non è stata da meno. Ancor più se con Schumacher c’era quella F2004 che ancora oggi a Maranello ricordano con il luccichio agli occhi. Ross Brawn cambia infatti strategia e richiama Schumi per ben quattro volte: una mossa che passerà alla storia. E che risulterà vincente.

USA, 2005

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Bisogna star attenti quando si parla di questa gara. E non solo perché resta l’unica vittoria in uno dei campionati più brutti della storia del pilota e della Ferrari. Negli Usa ci sono solo sei vetture gommate Bridgestone, solo sei ad affrontare la gara. Perché? Perché la Michelin dà forfait, le monoposto che si servono della casa francese percorrono solo il giro di formazione per motivi di sicurezza. La Rossa ha la strada spianata, Schumacher pure. Ma è surreale.

CINA, 2006

Dopo non ce ne saranno più. Finisce in Cina l’era Schumacher, con l’ultima vittoria in F1 ottenuta su Fernando Alonso, quantomeno in grado di fermarlo per un po’. Il tedesco sfrutta nuovamente il bagnato: parte sesto, ma subito va alla rincorsa di tutti, Fisichella in primis. Sorpasso di cattiveria sull’italiano e gas a martello: lo spagnolo sempre dietro. Ultima, bellissima e grandissima vittoria. Grazie Schumi, davvero.

 

 

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  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Wikimedia da Morio
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