Lucas Martinez Quarta è il nuovo talento del River Plate

Giusto un’infarinatura generale: vi ricordate gli ultimi centrali difensivi dell’Argentina? Ecco, così, al volo: verrebbe Walter Samuel. Ma anche lo stesso Daniel Passarella, con alterne fortune Heinze. E poi, tra le ultime generazioni, Javier Mascherano. Insomma, grandi nomi: ma pochi quantitativamente. Bene: la storia dell’albiceleste sta forse cambiando. Grazie a Lucas Martinez Quarta, in primis. Il quale, con Mammana, non potrà far altro che bene.

Tradizione e innovazione: sta cambiando tutto, nel calcio. Soprattutto il ruolo del centrale difensivo. Meno mastino, più uomo da impostazione. Tradizione che dunque potrebbe rinnovarsi, però in maniera diversa: perché si sa, le generazioni cambiano. E sebbene la stoffa argentina sia quella di sempre, c’è modo e modo di formare campioni. Con la crescita esponenziale dei vari Dybala e Icardi, poi, a Buenos Aires potrebbero tranquillamente preparare feste e festicciole per i prossimi vent’anni.

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Dunque, garra: ma non solo. Perché è una generazione, questa, che ha ancora tanto da lavorare dal punto di vista tattico. Un esempio è Federico Fazio, finalmente esploso con la maglia giallorossa della Roma dopo tentennamenti al Tottenham; ma lo stesso Musacchio, ora arrivato al Milan, può e deve crescere. Assieme ai più esperti Otamendi e – si fa per dire, data la giovane età – Funes Mori dell’Everton.

Ecco: Quarta ha preso proprio il posto di Mori al River Plate. Un cambio da non sottovalutare: la nuova generazione sta letteralmente sovrastando tutto il resto, perché le basi ci sono. E il talento pure. Casi emblematici sono quelli di Julian Illanés della Fiorentina, o anche lo stesso Mammana del Lione. Di Foyth vi abbiamo già parlato, poi. Ma è Quarta, classe 1996, ad occupare un posto tra i top del suo ruolo.

Lucas nasce a Buenos Aires, soltanto 21 anni fa. Eppure quest’anno, tra Copa Libertadores e Primera Division, ha già totalizzato 20 presenze, 2 gol e 1 assist. Insostituibile, Gallardo non rinuncia a lui, non lo fa nemmeno sotto tortura (mediatica). Anche perché con Maidana, in fondo, si parla già di coppa affiatata.
Precoce, sì. Pure fuori dal campo: Lucas ha già un piccolo Quarta, l’ha chiamato Bautista. Dunque, già responsabilizzato dalla vita. E senza paura: del resto, El Monumentàl è una delle scuole più formative del mondo.

Mai quanto certi barriosi della capitale argentina, chiaro. È lì che Quarta inizia a muovere i primi passi, tra le strade: tra sogno e divertimento, tra passione e aspettative. La chiamata del River è stata una conseguenza del suo lavoro. E il soprannome, conseguenza invece del suo arrivo lì, tra le ‘galline’ rojiblancos. Come lo chiamano? El ‘Chino’, come Recoba: colpa dei tratti somatici. E pure della sua storia. Il centrale inizia infatti al Club General Irquiza, salvo quindi proseguire col Club Social Argentino del Sud di Mar del Plata e con il Club Atletico Kimberley, attualmente militante nel Torneo Federal B (la quarta divisione). Gli scout del River Plate lo tengono sotto controllo in una serie di tornei giovanili disputati con la maglia del Dragon, e lo portano nella propria cantera all’età di 16 anni.

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Da qui, l’incontro con l’allenatore Jorge Gordillo, tecnico importante per la sua crescita, oltre ad essere stato un vero esempio per il giocatore quando vestiva le maglie di River e Indipendiente: è lui ad affinare le sue capacità, sia tecniche che tattiche. Naturali. La prima convocazione in prima squadra arriva nel maggio del 2015, in occasione di R.Plate-Racing de Avellaneda. Per l’esordio occorrerà aspettare ancora un po’: novembre 2016, al Bielsa, contro il Newell’s. Da quel momento, partite e vittorie: e pure tanto mercato. La Roma ci prova, Monchi ha già parlato con la dirigenza argentina. Stessa storia per il Tottenham di Pochettino…

CARATTERISTICHE 

Quarta è un centrale già forte fisicamente, che può giocare anche come mediano davanti alla difesa. La sua preferenza? Centro-destra, magari in una difesa a 4: con Maidana si trova alla perfezione, ad esempio.

L’idolo è invece Sergio Ramos: anche lì va sul sicuro. Anche perché poi Quarta è forte di testa, preciso nei tackle, e spesso supera in anticipo l’avversario: dunque, le doti son quelle dell’andaluso. Va di garra, inoltre. E spesso si fa fregare dal troppo agonismo.

Della nuova generazione, Quarta è probabilmente il migliore nell’impostazione da dietro, ma anche nel palleggio e nella costruzione dell’azione. La dote più importante è tuttavia un’altra: è la personalità, che rende il ragazzo già una sicurezza.

Rapido e bravo nelle diagonali, difficile vederlo in affanno. Leadership da vendere, infine: e allora bisogna dare atto agli addetti ai lavori, perché difensori così se ne trovano difficilmente. Sì, Sampaoli non vede l’ora di dargli una chance tra i grandi…

 

 

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  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Wikimedia da Julieta Mancuso Villar Shulietm
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