Luis Henrique (Botafogo), nel segno di Jairzinho

C’è un tempo, in Brasile, in cui avere 19 anni e rimanere ancora in patria è considerato sacrilegio. C’è un altro tempo, in Brasile, in cui però la legge dell’attesa dà ragione a Luis Henrique. Chi è? Un attaccante veloce, rapido, pure forte. Ha firmato un anno fa il suo primo contratto da giocatore di calcio: l’ha fatto inoltre con il Botafogo, la squadra di Manè Garrincha, Nilton Santos. Di Jairzinho.

Jairzinho
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Una squadra che appena tre anni fa era stata retrocessa in Serie B, ma che poi s’è fatta subito sotto, nuovamente in corsa per un posto tra i grandi del Brasile. È ripartita da Gomes, difensore del Lisbona di Eriksson. E dai senatori Jefferson, Luis Ricardo, Daniel Carvalho. Insomma, tutti uniti per la pronta resurrezione: pure i ragazzi della squadra giovanile, da sempre fiore all’occhiello del club carioca. Tra questi, spiccava e spiccherà a lungo Luis: una doppietta alla prima tra i professionisti, proprio come un certo Jairzinho. Che di professione era un ‘fenomeno’.

Benvenuto alla scuola di Zico, insomma. Già, perché Henrique è stato scoperto proprio dal fuoriclasse che ha vestito la maglia dell’Udinese. Dopo l’avvio nel ‘Centro de Futebol’ che porta il nome dell’idolo del Friuli, il Flamengo se ne innamora e lo porta a Rio; nel 2013, è però il Botafogo ad impossessarsene: richiesta esplicita di Felipe Conceiçao, non uno qualsiasi.

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Ecco: neanche presentarsi con 2 gol, nella prima contro il Sampaio Correa, il 4 luglio del 2015, è stata impresa da uno qualsiasi. E neanche ripetersi contro il Bahia e il Mogi Mirim. Né collezionare 8 presenze in campionato a 17 anni appena compiuti.
Chiaro: qui si sta parlando di un giocatore dal futuro assicurato. E dalle qualità già accertate.

L’anno della B, poi, Luis Henrique lo vive come consacrazione perfetta: titolare inamovibile, lì in avanti. Con un totale di 39 partite e sette gol. Magari non la butta sempre dentro: ma è decisivo per i compagni, e per la sua crescita.

A casa sua, a Vila Velha, non parlano d’altro che di quel ragazzo andato via troppo presto. E che chissà quando ritornerà. Si è già fatto avanti l’Arsenal, del resto. E la Roma ci ha messo gli occhi, pure indugiando. Sarà il solito giochi di cartellini alla brasiliana: il 90% del suo futuro è difatti in mano al Botafogo, ma il 10% è roba sua, dei suoi genitori.

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Il ragazzo, alto 1.82 e destro naturale, ora ha una grande, enorme decisione da prendere: restare e cercare d’imporsi nella propria squadra, oppure tentare la fortuna in Europa?
I suoi allenatori dicono sia pronto: non per un top team, ma per lanciarsi nel calcio che conta.

E allora, qualcosina a Luis Henrique, forse è destinata a tornare. Di sicuro, lui spera sia la sua vena prolifica. Altrimenti…

 

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  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Dutch National Archives 
  2. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikimedia