Quali sono le squadre e i rispettivi stadi che accolgono più spettatori?

Ok, sono undici giocatori ad andare in campo. E ok, spesso l’allenatore può risultare decisivo. Ma chi è che davvero colora il calcio? Il tifo, gli spettatori. Lungi dal parlare del fenomeno ultras e dei suoi pro o contro, qui si menziona quella parte genuina e bella che riempie gli stadi. Magari con bambini al seguito, magari una famiglia intera. Magari in Italia.

Ecco, perché i problemi del nostro calcio sono ampiamente visibili anche in questa classifica: nonostante gli impianti siano tra i più grandi d’Europa – Allianz Stadium a parte -, la Serie A continua a faticare in termini di presenza sugli spalti. Da dove nasce questo disagio? Dallo stato degli stadi: gioco di parole, però vero ed efficace. Molte tra le ‘case’ che accolgono le squadre di A sono ormai state ristrutturate trent’anni fa. Da Italia ’90 in poi, soltanto piccole modifiche. Oggi superflue, e comunque ininfluenti.

E allora, a vincere è la Germania e le sue regole. Borussia Dortmund e Bayern Monaco dominano la classifica, superando anche la Premier League in termini di presenze. Tra i maggiori campionati europei, fuori dalla top 10 è la Ligue1 francese, mentre scende dal podio il Real Madrid (che resta leader nella Liga). Ma andiamo a scoprirla tutta, questa classifica…

Inter, San Siro: 58.283 spettatorisan-siro

Sarà che i risultati della squadra di Spalletti hanno aiutato, sarà che San Siro resta un gioiellino da non sottovalutare: ma l’Inter quest’anno è diventata la squadra con più presenze in assoluto sugli spalti. Oltre 58mila persone colorano di nerazzurro la linea lilla della metro milanese: e nonostante gli ultimi risultati, i cuori interisti non smettono di battere. Il derby del Natale 2017, difatti, ha registrato il record all time di presenze al Meazza.

Atletico Madrid, Wanda Metropolitano: 58.799 spettatori

Stadio nuovo, nuovi numeri. Il Wanda Metropolitano sarà anche nella parte più ‘blanca’ di Madrid – ossia zona di tifosi del Real -, ma i colchoneros si muovono ben volentieri da sud a nord della ‘ciudad’. Insomma, un po’ di strada in più non spaventa gli ex amanti del Calderòn. Che al Wanda si sono abituati, e ci mancherebbe. Che ora sono pronti a vincere nel nuovo gioiellino.

Arsenal, Emirates Stadium: 59.380 spettatoriemirates-stadium

La storia, del resto, fa sempre la sua bella figura. Arsene Wenger ormai da anni può contare su un esercito di quasi sessantamila persone. Ogni ‘damn saturday’, di quelli in casa, che possono far la differenza. E non farà entusiasmare questa nuova veste dei Gunners, ma il pubblico continua a saperci fare. E a saper far bene. Nonostante manchi un titolo nazionale da troppi anni, il popolo biancorosso non ha perso la speranza.

Schalke 04, Veltins-Arena: 61.052 spettatori

La prima conferenza stampa di Marko Pjaca, ex giocatore della Juve, è stata fatta in una stanza adiacente lo stadio dello Schalke. “Mi sono girato e ho visto un monumento del calcio”, le prime parole del croato. C’è chi ha sorriso, ma con convinzione: perché la Veltins-Arena è davvero un impianto fantastico. Ricostruito in parte nel 2006, il secondo stadio più grande della Ruhr ospita in media 61.052 spettatori. Capacità? 62.271. Riempito fino all’ultimo posto.

Barcellona, Camp Nou: 61.928 spettatoricamp-nou

Certo, lo spettacolo è garantito. Vedere in un solo colpo calciatori del calibro di Leo Messi, Luis Suarez, Philippe Coutinho non è da tutti. Aggiungete poi Andrés Iniesta, le geometrie di Busquets o il talento di Piqué. E perché no? Anche trovarvi a pochi metri da Shakira. Insomma, qualunque sia l’avversario del Barcellona, un giro al Camp Nou è d’obbligo. Quasi 62mila spettatori per partita per una capienza che supera però le 98mila unità. Bene, sì. E non benissimo, ecco.

Tottenham, Wembley: 64.219 spettatoriwembley

Gli Spurs son contenti, contentissimi: hanno ereditato Wembley dalla Federazione e ne hanno fatto un fortino inespugnabile. Certo, White Hart Lane era un pezzo di cuore, però avere lo stadio più tecnologico d’Europa resta un bel vantaggio per gli spettatori. Che infatti rispondono meravigliosamente: media di 64.219 spettatori con una capacità di 90mila. Ah, Pochettino e Kane si divertono abbastanza…

Real Madrid, Bernabeu: 69.917 spettatoribernabeu

El ‘Teatro’. Lo chiamano così, il Bernabeu, perché spesso raccoglie un silenzio irreale per una partita di calcio, o perché gli applausi sono davvero scroscianti. Certo, le ultime vittorie del Madrid portano anche la firma dell’impianto più famoso al mondo. Nella capitale spagnola, in zona Cuzco, vige la legge più bella di tutte: quella del ‘Santiago’. Che accoglie una media di 70mila spettatori a partita. Un’infinità, sì: ma la macchina è davvero perfetta.

Manchester United, Old Trafford: 74.994 spettatoriold-trafford

Mourinho l’aveva detto, appena messo piede all’Old Trafford: ‘Questo è uno stadio che porta punti’. Certo, ne avrebbe voluto qualcuno in più: ma Manchester può sempre contare su una fedele schiera di tifosi appassionati. Quasi 75mila di media, pensate un po’. Certo, Pogba e compagni scrivono pagine importanti: ma una scenografia così è una benedizione divina. Applausi.

Bayern Monaco, Allianz Arena: 75.000 spettatoriallianz-arena

Medaglia d’argento per l’Allianz Arena di Monaco di Baviera. Ah, che spettacolo: dentro e fuori dall’impianto, con i colori del Bayern che spesso si mischiano con quelli del mondo. E, in fondo, le vittorie del ‘Munchen’ si costruiscono anche così: con una folta rappresentanza di 75mila unità in un impianto di… 75mila posti. Calore incredibile, a dispetto del clima.

Borussia Dortmund, Signal Iduna Park: 80.877 spettatori

E siamo ai vincitori, indiscussi e indiscutibili: il Signal Iduna Park trionfa a mani basse con il muro giallonero che squarcia il cuore di ogni tifoso di calcio. Troppo bello, troppo vero e pieno della potenza di questo sport. Il Borussia sarà anche ridimensionato rispetto all’exploit degli anni scorsi, ma il tifo è rimasto lo stesso. Leggendario. Più di 80mila spettatori di media per un totale di 81mila posti. La capienza è un dettaglio.

 

 

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