Napoli e Juventus, una rivalità storica

Non è solo uno scontro in campo. E non è nemmeno una semplice, banale, tranquilla partita di calcio. No, Napoli-Juve è Napoli-Juve: un mondo a parte, un cosmo strano e per certi versi ancora incomprensibile. Perché due volte l’anno – a volte più -, azzurri e bianconeri vanno in onda nello show più irresistibile degli ultimi tempi. Il contorno? Spesso covo di polemiche e pregiudizi, da ambo le parti. Ma non sarebbe Napoli-Juve senza chiacchiere e bel calcio.

Savoia contro Borbone, Fiat del padrone contro i propri dipendenti: non può non essere battaglia, non può non portarsi dietro gli strascichi di una storia che va ben oltre (forse troppo) ventidue giocatori ed un pallone a centrocampo. È una sfida culturale, il verde del prato lo sfiora appena. E non c’è verso di calmare le acque, tra passione partenopea e rivendicazioni territoriali che vanno dalla politica al territorio in senso stretto. È un’antipatia forte, che tocca l’odio, che rasenta l’immagine peggiore che rasenta lo sport nazionale proprio in Italia.

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Ma quando nasce la rivalità? Non c’è una vera data. Molti sostengono che prima degli anni ’50, Napoli e Juve si contendessero i tre punti nella più tranquilla e pacata atmosfera. Già dai tempi di Lauro e Vinicio – con le prime vittorie di un grande Napoli, a quei tempi in grado di raggiungere addirittura il 4° posto -, qualcosa iniziò ad incrinarsi: colpa del mercato. Come? Sissignore. Gli scambi tra grandi club, all’epoca, erano normali: la Juve riuscì ad accaparrarsi subito Zoff dai partenopei. E poi, ciliegina sulla torta, José Altafini: core ‘ngrato per tutta la città.

La storia si ripete, forse con sfumature decisamente più gravi: i napoletanissimi e fortissimi Ciro Ferrara e Fabio Cannavaro decidono di lasciare casa per spingersi nell’olimpo italiano del calcio. Vanno alla Juve, non senza polemiche, ma lo fanno. Storia recente, invece, Fabio Quagliarella – e tutto lo scandalo che n’è conseguito – e i 90 milioni di Gonzalo Higuain.

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In campo la storia non cambia, né è destinata a cambiare nei prossimi anni. Juve e Napoli proseguono il loro cammino di vittorie e coppe, ma sempre sul filo del rasoio dell’ennesima scenata. Tant’è: lo sfottò non è destinato ad esaurirsi. E nemmeno potrebbe addolcirsi a breve: Napoli, con l’era Maradona, non ha più intenzione di abbassare la testa. Sette(!) anni da protagonisti, sette anni a domare e dominare quelli in casacca bianconera: fu lì che cambiò la storia. Lì, con due scudetti, una Uefa – con eliminazione ai danni juventini proprio nei quarti di finale – e una Coppa Italia, che il Napoli si ritrovò a fare la voce grossa in Italia. Momenti indimenticabili, sì. Non per la Juventus: differentemente dagli azzurri, in grado di cadere e risalire, quindi stabilizzarsi.

Dunque, tutto si ricollega all’invidia? Chissà. Di sicuro, l’unico responso che potrà avere una sorta di presunzione di ‘colpevolezza’, sarà quello del campo.

 

 

 

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