I numeri pazzeschi di Mbappé

Diciotto anni e un’aria da fuoriclasse. Kylian Mbappé è un ragazzino che spesso si diverte a fare l’uomo: nel calcio, poi, vuol dire decidere le partite. Vuol dire farsi vedere nelle partite importanti, sentenziarle. Non è un vezzo da tutti: non lo è ancor meno a quest’età, con così poca esperienza.

Il talento, del resto, non guarda carte d’identità. E il ragazzo prodigio nel mentre si diverte e fa sognare: ha segnato anche nel ritorno dei quarti di finale tra Monaco e Borussia Dortmund, portando i francesi in semifinale di Champions League. Guarda un po’, altro ricorso storico: affronterà quella Juve che tanto penò per accaparrarsi Henry, proprio dai biancorossi di Montecarlo.

Il gol contro i tedeschi gli ha permesso di scrivere l’ennesimo record: ora il francese è diventato il primo a segnare in ognuna delle partite a eliminazione diretta della Champions. No, nemmeno Messi, nemmeno Ronaldo, nemmeno il suo Titì. Solo Raul ha fatto meglio alla sua età: ma non con questa dirompenza.

cover-articolo-mbappe

Insomma, la Juve dovrà temere il piccolo fenomeno? Quel che è certo è che ogni tappa si trovi davanti, lui è bravo nel bruciarle. È diventato il più giovane giocatore ad esordire con la Nazionale francese negli ultimi 60 anni (18 anni e 95 giorni); è il più giovane giocatore a segnare almeno 13 gol in Ligue 1 negli ultimi 30 anni (18 anni e 3 mesi) battendo proprio Henry; è il più giovane giocatore a esordire con il Monaco (a 16 anni e 347 giorni) ancora battendo Henry.

Insomma, non è solo frutto del caso. Come non lo sono gli altri record di giocatore più giovane a segnare con il Monaco, il più giovane a segnare 5 gol in Champions ed il più giovane della storia della competizione europea ad aver firmato una doppietta nella stessa fase della competizione. Robe che hanno del clamoroso. Nonostante una famiglia di sportivi alle spalle: il papà è un allenatore di calcio, la mamma un’ex giocatrice di pallamano. Il fratello adottivo? Gioca da professionista in Arabia Saudita.

“Tra lui e Dybala? Mi tengo stretto Kylian”, parole e musica del tecnico che gli ha dato tutto, Leonardo Jardim. Ancora una volta premiato il suo fiuto: in estate aveva rifiutato ben 40 milioni dal City di Guardiola, poi approdato su Gabriel Jesus, con qualche piccolo rimorso considerata l’annata sfortunata del brasiliano. Era rimasto ammaliato, Pep. Da quel destro e sinistro pazzeschi, da quella velocità, da quel senso della posizione. E pure da quel colpo di testa, che ne completa il fiuto del gol.

mbappe

Del resto, la carriera giovanile di Mbappé non è mai stata per le ‘decisioni affrettate’: quando aveva appena 13 anni, il giocatore si trasferì alla scuola di perfezionamento della Federcalcio francese a Clairefontaine, salvo quindi passare direttamente al Monaco. Bussò il Real Madrid, all’epoca: non se ne fece niente, decisione della famiglia di comune accordo con il ragazzo, nonostante una predilezione naturale per Zidane e per quei colori.

Una carriera per gradi, che ancora oggi vede qualche step da superare. Ma senza fretta. Non ne ha avuta con i Galacticos – oggi ripiombati su di lui -, come con Chelsea o Bayern Monaco. Gradi che però sono ormai diventati gradini: dai record ai sogni, Kylian Mbappé ora è salito e guarda tanti dall’alto verso il basso.
No, il talento non guarda la carta d’identità. Non l’ha mai fatto. Ha solo baciato i piedi di questo ragazzo pieno di tecnica, stracolmo di sogni e ancora una volta in grado di vincere con la spensieratezza e gli inserimenti senza palla.

Occhio, Juve: davanti non ci sarà una Cenerentola. Ma il Principe di Monaco.

 

 

Tutte le foto utilizzate sono con licenza Creative Commons