Come funziona il Palio di Siena, tradizione italiana

Il Palio di Siena, in Toscana, è sicuramente la più importante manifestazione della città e una delle più famose in tutt’Italia. Non è un evento organizzato con finalità turistica: è realmente parte della vita e dell’emotività della popolazione senese. La competizione ha origini antiche e una regolamentazione molto precisa, che si rifà all’anno 1644, quando fu istituito il primo Palio con cavalli, come ancora oggi si corre, in una continuità mai interrotta.

Tutto il territorio della città di Siena si divide in 17 contrade, con limiti stabiliti nel 1729, per odine di Violante di Baviera, governatore della città. Questi quartieri hanno nomi particolari: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. Ogni parte della città è come un piccolo stato, che ha la sua propria chiesa, con vicino una sede dove si conserva tutto il patrimonio del quartiere connesso al Palio: reliquie, trofei delle vittorie, costumi per il Corteo Storico (sia vecchi che nuovi), bandiere, archivi e tutto quello che ha potuto raccontare lo stesso spezzone di terra di Siena.

bandiere-contradeSono 10 i quartieri che partecipano al Palio: alcuni sono scelti, altri estratti a sorte (in modo tale che in ogni palio si vada a cambiare le contrade partecipanti). I fantini hanno i costumi tipici con i classici colori della contrada; inoltre occorre notare come questa sia una delle poche competizioni nelle quali non sono permesse sponsorizzazioni.

Considerazioni

Ci sono molti modi per considerare il Palio di Siena: per qualcuno è solo una violenza sugli animali, in quanto i cavalli che corrono quasi sempre cadono o si scontrano tra loro; per altri è solo una manifestazione di sport, anche se alla fine si tratta di ippica con una tifoseria e un’atmosfera da stadio. Altri ancora la considerano una festa folcloristica che si organizza per conquistare i turisti, nonostante la competizione continui e duri ancora a lungo.

Quello che è certo, comunque, è che i giorni del Palio, che culminano con lo start della gara, si aspettano nella città in tutto l’anno e per quello la reazione finale è così esplosiva. Sia la felicità della vittoria o il dolore della sconfitta.

pubblico palio di sienaI giorni del palio di Siena

I Pali di Siena sono in realtà due: uno che si corre il 2 luglio, e il secondo che si corre il 16 agosto – chiamato per questo il Palio dell’Assunta. Entrambi hanno importanza nazionale e per questo si trasmettono in tv sulle reti pubbliche. Entrambi i pali non durano solo un giorno, ma 4. E così iniziano uno il 29 giugno e l’altro il 13 agosto: tutto comincia  con l’assegnazione dei cavalli alle contrade, e termina con il ricorso e la festa che segue.

Ma procediamo giorno per giorno. Numero uno: durante la mattina, dalle 9 alle 11, ha luogo la ‘tratta’, costituita per la selezione dei cavalli che si presentano in città – di solito sono circa trenta animali. Tra loro, i capitani delle contrade che correranno il Palio scelgono 10 cavalli, che in tarda mattinata (intorno all’ora di pranzo) si assegnano a sorte ai partecipanti. E’ un momento molto importante e sentito, nel quale gli abitanti dei quartieri sanno subito se hanno un cavallo forte o meno, e da lì possono iniziare a pensare eventuali strategie per la vittoria.

In serata si corre la prima prova del Palio, prima del tramonto, più o meno intorno alle 19. In queste prove, ogni contrada porta il suo cavallo in Piazza del Campo, accompagnato da molte persone. Dopo si chiude tutta la piazza e si libera il circuito, affinché i cavalli possano fare ‘esercizio’, simulando il Palio.

Prima della grande gara

partenza palio di siena

Giorno due. In mattinata si corre la seconda prova, verso le 9; in serata arriva la terza. Quella stessa sera, prima della prova, si fa la processione delle vele, che porta il Palio (che oltre a essere il nome della corsa, è un fazzoletto decorato che si vince in finale) nella chiesa di Santa Maria in Provenzano (nella competizione di luglio) o al Domo (nella competizione di agosto).

Giorno tre, e ancora prove su prove: mattina e sera. Dopo i classici giri, all’aria aperta nelle piazze o nelle strade di ogni quartiere si fa la cena della Prova Generale. Anche i turisti possono partecipare a queste cene, però devono prenotare giorni prima con la società della contrada scelta per la cena. Gli abitanti di Siena credono che la sorte si abbia da propiziare in qualsiasi modo… e allora bere, mangiare e cantare in compagnia diventano i migliori metodi nel tipico stile dei migliori agriturismi della zona.

Giorno di gara: in mattinata si corre in Piazza del Campo la sesta e ultima prova, chiamata la ‘Provaccia’, preceduta dalla Messa del Fantino in piazza; la funzione si celebra nella cappella esterna del Palazzo Comunale, davanti ai capitani e ai fantini che partecipano al Palio.

Il gran giorno

Verso l’imbrunire, nella chiesa di ogni contrada partecipante, il cavallo e il fantino vengono benedetti con cura, durante una cerimonia semplice però molto emozionante. Le chiese sono abbastanza piccole e certamente gli abitanti del luogo hanno una prelazione; se si ha la fortuna di ottenere un permesso, anche i turisti possono essere ammessi… ma senza far foto, e in silenzio assoluto.

Da questo momento inizia l’attesa del Palio, scandita dai tocchi delle campane della Torre del Mangia, la torre ubicata in Piazza del Campo. Ogni abitante vive con trepidazione queste ore, e ognuno fa i suoi gesti di scongiura. Immediatamente, i figuranti di ogni contrada nei suoi abiti tipici arrivano al Palazzo della Prefettura, vicino al Duomo, da dove si arriva alle 4 sale del Corteo Storico. La gara e l’esibizione durano più o meno tre ore, e terminerà verso le 19. Salita dei fantini a cavallo dalla Corte del Podestà, e si può partire.

A ogni fantino viene assegnata una frusta di bue, con il quale può incitare il suo cavallo durante il palio e anche ostacolare gli avversari. Subito dopo, i cavalieri si avvicinano allo start, in un luogo dove andranno a fare la ‘mossa’: qui vengono tese due corde che servono ad allineare i cavalli. L’entrata in questo spazio è inoltre stabilita a sorte, ed è segreta fino all’ultimo minuto. La decima e ultima contrada diventa “di rincorsa”, ed entra quando lo ritiene più opportuno, decidendo con un suo gesto l’inizio della competizione.

La gara

fantino al palio di siena

E’ un momento emozionante, che tutti seguono con attenzione: può durare pochi minuti, ma anche un’ora o più. Alla fine, è una strategia finalizzata anche a innervosire i cavalli degli avversari. Se il ‘mossiere’ (ossia la persona che controlla il Palio) considera valida l’uscita dai blocchi, parte tutto. Altrimenti tocca rifare l’ingresso.

Insomma: ci troviamo davanti a una storia ultrasecolare. Che consta di 3 giri della pista lunga la piazza, per più o meno un chilometri. E solo il primo cavallo va a vincere, quando passa davanti a una piccola bandiera, che segnala la fine della competizione. Attenzione: l’importanza è data dal cavallo. Perché può vincere anche solo l’animale senza il fantino, e in questo caso si dice ‘scosso’.

E se piove? Bella domanda. E’ di certo una componente che può cambiare tutti i piani. Se piove durante le prove della competizione, e la pista non si considera idonea, le prove non si svolgono e sulla facciata del Palazzo Comunale si espone una bandiera verde per avvisare la popolazione. Le prove annullate non si recuperano: così può accadere che si arrivi al giorno di gara senza aver fatto nessun giro di ricognizione. Se piove il giorno del Palio, la competizione non si tiene: al primo posto resta la sicurezza dei fantini e dei cavalli.

 

 

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