Pallavolo maschile: il miglior sestetto italiano

La storia della Pallavolo italiana è qualcosa di grande, grandissimo e grandioso. Tre termini simili che però danno il giusto merito a uno sport che in Italia ha dato più gioie e affetto di quanto realmente ne abbia ricevuto. E sono stati tanti, poi, gli uomini e le donne che hanno costruito un impero di sicurezze e di talento. Oggi, le squadre italiane sono stabilmente al comando della Champions League; le nazionali spesso stupiscono e arrivano agli epiloghi dei grandi tornei mondiali.

L’anno prossimo, alle Olimpiadi di Tokyo 2020, ci saranno entrambe le selezioni. E ne promettono delle belle. Sia la maschile che viene da due rassegne a medaglia (compreso il commovente podio di Londra 2012 con la squadra raccolta nel ricordo di Vigor Bovolenta), che la femminile di Paola Egonu.

Ma andiamo a scoprire il – probabile – miglior sestetto della storia azzurra. Parliamo di campo maschile, di eroi e di ‘generazione di fenomeni’. Chiaro: nessuno qui è esente da critiche. Anzi. Piuttosto vi sfidiamo: sapreste fare di meglio? Intanto, rapida occhiata a questi nomi.

Opposto: Andrea Giani

Andrea nasce a Napoli nel 1970 ed è considerato universalmente uno dei migliori pallavolisti di tutti i tempi. E’ uno dei simboli della ‘generazione di fenomeni’, per tanti è stato esempio e trascinatore di masse. E poi, era un unicum: nel senso che lo potevi schierare ovunque e ti garantiva il massimo del rendimento. Inizia da centrale, poi finisce opposto e ancora gli tocca fare il laterale. I risultati non cambiavano mai. Curiosità: il padre, Dario Giani, era prima voga dell’otto italiano alle Olimpiadi di Tokyo. Oggi fa l’allenatore dei canottieri delle Forze Armate, tanto per dire. Portava spesso il figlio con sé durante gli allenamenti: voleva trasmettergli la passione per questo sport. Andrea l’ereditò, e fece pure 79 vittorie su 80 gare disputate. Insomma, sarebbe stato olimpionico a prescindere. Poi però c’è stata Sabaudia, i primi approcci con la pallavolo e l’entusiasmo. A 14 anni giocava già in A2.

Centrale: Andrea Gardini

A Bagnacavallo, provincia di Ravenna, Gardini è il mito dei miti. Del resto, Andrea è stato il primo italiano a essere accolto nella Volleyball Hall of Fame di Holyoke (Massachusetts) ed è stato considerato universalmente uno dei migliori giocatori di sempre nel suo ruolo. Che è quello di centrale, indiscutibilmente centrale. E’ stato uno dei punti cardine della Nazionale durante gli anni Novanta: la generazione di fenomeni è stata tale soprattutto per le sue bombe dalla trequarti. Ha vinto quattro campionati italiani e due coppe dei campioni. E oggi, non contento, si è concesso una gita all’estero: allena lo ZASKSA, squadra della massima divisione polacca.

Palleggiatore: Paolo Tofoli

Il miglior palleggiatore italiano di sempre. Non ci sono dubbi su Paolo Tofoli, anche se nelle nuove generazioni c’è chi gli ha dato e gli sta dando filo da torcere. Tofoli è stato uno dei giocatori più vincenti nella storia della pallavolo italiana: faceva parte anch’egli della generazione dei fenomeni azzurri. Oggi allena l’Aurispa Alessano, ma la sua storia parte a soli 18 anni e già in A1: l’esordio arriva con la maglia della Petrarca Pallavolo dopo aver dato tutto a Fano, in Serie B. A Treviso e Roma arriveranno le consacrazioni di una vita. Si ritira nel 2009, 24 anni dopo la prima alzata. E’ stato anche il vice allenatore della Nazionale femminile nel 2013.

Laterale: Luigi Mastrangelolaterale-mastrangelo

Probabilmente anche tra i più famosi pallavolisti di sempre. Parliamo di Luigi, in arte ‘Gigi’, Mastrangelo. Nel 1991 il primo passo verso la fama: giocava nelle giovanili del suo paese, la SS Volley Motula. Poi il primo campionato a Matera, quindi il passaggio a Milano già nel 1993. Cuneo e l’A1, Mondovì e l’Olimpia Sant’Antioco in A2. Una lunga corsa che lo riporta nuovamente a Cuneo: lì fa nido e fortuna, vi resta per cinque anni. Vince Coppe Italia, Supercoppa, Coppa delle Coppe, Coppa CEV e Supercoppa Europea. Gli manca solo la Nazionale, che arriva nel 1999 a Sydney durante la World League. Vinta. Pure quella. Macerata e altre vittorie, poi l’Europeo con gli azzurri nel 2003 e nel 2005. Soprattutto, l’argento ad Atene, alle Olimpiadi. Pazzesco Gigione.

Laterale: Luca Cantagalli

Lo chiamavano ‘Bazooka‘ e tanto basterebbe per capire la potenza di Luca Cantagalli. Ha vinto, gioito, sofferto, pianto e sorriso esclusivamente a Modena: lì è rimasto per 17 stagioni. Tant’è: i tifosi lo chiamano addirittura ‘Sindaco’. Scherzi a parte, con la maglia della Panini Modena ha vinto quattro scudetti nella seconda metà degli anni Ottanta. Poi la Coppa Campioni del 1990, tre coppe CEV e quattro Coppa Italia. Modena fallì, crisi economica pazzesca e dovette fare le valigie: ci pensò Treviso a trovargli un posto, un posto in paradiso s’intende. Tre stagioni e tutte vittorie. Nel 1993, il rientro a casa. Il progetto portò altri magici momenti, conditi da tre Coppe campioni. Nel 1998 lo chiamò Palermo, dove fu in grado di vincere. Ancora Modena e ancora scudetto. Il settimo. Infine, nel 2006, il magico ritorno a Cavriago, la squadra nella quale aveva esordito. Oggi è la seconda voce di Sky Sport per il volley.

Libero: Massimo Colacilibero-colaci

Qualcuno forse storcerà il naso, ma Colaci è un uomo che dà sicurezza. E soprattutto vittorie. Inizia la sua carriera a Ugento, squadra della città di origine, dov’è cresciuto e dove abita ancora la sua famiglia. Fa il palleggiatore, prima. Poi però capisce: da libero ci si diverte un mondo. Nel basso salento scala i campionati minori e arriva in B1. Il Corigliano lo nota: lo lancia in A1. Fallimenti e retrocessioni, alla fine c’è il Verona. Due stagioni e la salita in Trentino. Lì incontra Stojčev, coach duro ma giusto: Bari riceveva, lui creava. Nel 2013, fu promosso a titolare. Attirando le attenzioni del commissario tecnico Berruto. Nel 2015, è argento alle Olimpiadi. Da protagonista indiscusso. Oggi è l’uomo in più di Perugia, dove ha già vinto tutto. Non sarà stato il migliore della storia, ma il suo è un racconto di abnegazione e voglia di migliorarsi.

Uomo bonus : Lorenzo Bernardi

Lo sappiamo, leggendo la sequenza di nomi molti avranno sgranato gli occhi davanti all’assenza di Lorenzo Bernardi. Il miglior pallavolista del XX secolo, nonché il giocatore più forte di tutti i tempi a detta di moltissimi addetti ai lavori. Bernardi è stato il simbolo della generazione di fenomeni italiana che ha dominato il volley mondiale lungo tutti gli anni 90, mancando solo l’alloro olimpico. Per questo è un caso a parte, un uomo che da solo ha rappresentato uno sport intero e non solo una squadra. Ed inoltre il suo ruolo è sempre stato ibrido. Parte come palleggiatore per poi essere trasformato da Julio Velasco in schiacciatore. Per questa sua universalità, come giocatore, ma anche come simbolo del volley, Bernardi merita uno slot a parte nella nostra top 6 all time della pallavolo italiana.

 

 

 

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