I peggiori 7 individui che s’incontrano al calcetto

Alzi la mano chi di noi non è mai andato a giocare una partitella di calcetto con gli amici e chi, soprattutto, non ha mai avuto che fare con tizi che con il calcio c’entravano poco, vuoi per un motivo, vuoi per un altro.

In questa nostra TOP7 degli orrori del calcio amatoriale, andremo alla scoperta degli individui da evitare assolutamente sui campi di periferia affinché la nostra salute mentale e fisica venga preservata nel miglior modo possibile.

1 – Il ritardatario

Il tempo e il fiato a disposizione per una partita tra amici sono quello che sono e non c’è cosa peggiore d’invitare a giocare qualcuno che, quando la partita è alle 18:00, si presenta, se tutto va bene, alle 17:59 o, nel peggior caso possibile, alle 18:30 elencando delle scuse piuttosto farlocche a cui chi si finge di voler creder pur di farlo smettere di parlare e farlo scendere in campo perché, a giocare mezz’ora in 4, ti senti come Gattuso dopo i 120 minuti della finale del Mondiale 2006.

2 – Il “portiere numerico”

I portieri per fortuna non sono una merce rarissima, almeno per quanto riguarda la Serie A. Trovare qualcuno che possa difendere la nostra porta con profitto sui campetti della nostra città, è qualcosa di difficile, quasi come chiedere a Felipe Melo di non farsi ammonire per tutta una stagione. Molto spesso si ricorre alla tecnica del gol a testa, cosa deleteria, perché qualcuno, pur di uscire dai pali, si farà segnare anche con un tiro centrale scoccato dal parcheggio. Ecco allora scendere in campo il “portiere numerico”: chiamato molto spesso nei minuti che precedono immediatamente la partita, è una manna dal cielo per tutti i giocatori, almeno per i primi 15 secondi di partita; quando poi si scopre che non è capace di parare nemmeno un tiro del nonno di Egidio Calloni, ecco che subentra la disperazione più cupa.

3 – La superstar di periferia

“A me gli occhi, sono il più bravo e figo di tutti!” Chi di noi non ha mai avuto a che fare con tizi che si presentano in campo come Ronaldinho, come Cristiano Ronaldo, come Nesta (con tanto di odiosa fascetta nei capelli) salvo poi scoprire che dei 3 campioni citati non ha altro che la comune appartenenza al genere umano?

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4 – Buca all’ultimo secondo

Peggiore categoria di possibili “colleghi di calcetto” non esiste al mondo: accampano tutte le scuse possibili e immaginabili quando ti rispondono al telefono dopo la centesima chiamata consecutiva e, soprattutto, dopo averti ripetuto per tutto il pomeriggio, fino a mezz’ora prima della partita, che ci sarebbe stato a tutti i costi.

5 – “Io non so giocare”

“Non vi preoccupate ragazzi, Gigi non è potuto venire, ma ho rimediato con il cugino della mia fidanzata, non sa giocare benissimo, ma almeno ci siamo tutti”. Frase altamente deleteria e fuorviante che vuole mascherare la dura realtà che di solito è sempre “Questo non sa nemmeno correre” e che, infatti, viene smascherata di lì a poco quando nelle movenze, nel tocco di palla, e nel fiato che inizia a mancare dopo appena 2 minuti, il soggetto in questione si rivela come un fortissimo centro-tavola.

6 – Lo spacca-caviglie

Nel calcio, si sa, dove non arriva la tecnica e la sagacia tattica, arrivano le randellate. Ci sono tantissimi giocatori che hanno costruito così la loro carriera: correre, recuperare il pallone, calci, correre, tacchettata, correre, fallo, cartellino giallo, correre e altre randellate varie. Se tali giocatori sono sempre utilissimi nei maggiori campionati, perché qualcuno deve pur correre e recuperare palla, non è così per la partita tra amici dove s’incontra sempre, garantito al 100%, lo spacca-caviglie di turno che gioca con una foga e un’intensità che nemmeno i 22 che scendono in campo per la finale della Champions League mettono: preparatevi a occhi neri, caviglie gonfie, ematomi sparsi su tutto il corpo se incontrate un brutto ceffo di tal lega e, se per caso state pensando di aggirare il problema con dei parastinchi, vi sbagliate di grosso. Nemmeno la corazza di Iron Man vi salverà.

7 – Il vincitore a tutti i costi

Avevamo detto che non è tanto tollerabile chi dà buca all’ultimo secondo, ci sbagliavamo. Il peggior individuo da incontrare sul campo da gioco è quello che vuole vincere a tutti i costi: si butta a terra, si lamenta in continuazione, simula cadendo come se avesse presso una fucilata, ha da ridire su qualsiasi giocata effettuata dai compagni. Tale categoria, che deve compensare in questo modo un buco nella propria autostima grande pressappoco quando il Grand Canyon, è quella da evitare come il diavolo in persona perché, in 11 casi su 10, trasformerà la vostra partitella in un teatro di varietà.

 

 

 

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