Pelé, “O Rei” dentro e fuori dal campo

Pelé, per molti “O Rei”, eletto Calciatore del Secolo dalla FIFA, è il soprannome con cui è conosciuto nella storia del calcio mondiale Edson Arantes do Nascimento: nato il 23 ottobre del 1940, il soprannome Pelé, che il brasiliano non ha mai gradito, gli fu dato da bambino, a scuola.

Pelé nel corso della sua carriera si è dimostrato un atleta a tutto tondo, capace di coniugare alla tecnica calcistica delle notevoli abilità atletiche, ma anche una grande intelligenza, la velocità del fulmine, la precisione nei passaggi, quasi da trequartista, e uno spiccato senso del gol da bomber di razza. Il repertorio dei dribbling di Pelé erano sconfinato e includeva anche il “drible da vaca” che, con lui, è diventato il dribbling “alla Pelé”, cioè difensore imbambolato in mezzo, pallone da una parte, attaccante dall’altra. Nonostante la sua altezza non proprio elevata, Pelé aveva un’arma importante anche nel colpo di testa, ci ha infatti lasciato delle reti memorabili realizzate anche tramite questo fondamentale.

pele-cit-2La FIFA gli ha riconosciuto il record di reti realizzate in carriera, 1281 in 1363 partite, mentre in gare ufficiali ne ha messo a segno 761 in 825 incontri; molti, però, non sono d’accordo nell’indicare in Pelé il miglior giocatore in assoluto della storia del calcio anche e soprattutto perché non si è mai misurato in campionati europei.

La prima squadra in cui giocò uno dei maggiori talenti del calcio mondiale fu il Bauru, ma all’età di 15 anni, Pelé fece un provino con il Santos ed entrò nelle giovanili della squadra, dove giocò un anno prima del debutto in prima squadra che avvenne, con tanto di rete, il 7 settembre 1956 in amichevole contro il Corinthians.

Già l’anno successivo, nel 1957, Pelé fu inserito stabilmente come titolare della prima squadra e, all’età di soli 16 anni, divenne il capocannoniere del Campionato Paulista; pochi mesi dopo, arrivò anche il debutto (anche qui con gol annesso) nella nazionale brasiliana, era il 7 luglio 1957.

Pelé fu convocato per i Mondiali del 1958 in Svezia: era il più giovane ad avere mai giocato una partita della fase finale della Coppa del Mondo. Realizzò il primo gol contro il Galles; in semifinale siglò addirittura una tripletta contro la Francia. Nella finale contro i padroni di casa della Svezia, il Brasile sconfisse la Svezia per 5-2, anche grazie a due reti di “O Rei”. Il primo gol di Pelé, un pallonetto a superare il difensore che lo marcava, seguito da una volée, anni dopo è stato scelto come uno dei più grandi gol nella storia della Coppa del Mondo FIFA.

Secondo Pelé, però, il suo gol più bello fu quello segnato il 2 agosto 1959 in una partita del Campionato Paulista contro il Clube Atlético Juventus. Siccome non esiste una registrazione visiva di quella partita, la rete è stata ricostruita a computer su richiesta dello stesso Pelé: in pratica “O Rei”, servito in area da un cross proveniente da destra, saltò con il controllo il primo avversario, altri 2 avversari vennero evitati con altrettanti pallonetti, sempre in palleggio, Pelé toccò un’altra volta il pallone, fino al terzo “sombrero” a scavalcare il portiere e per depositare in rete di testa, ovviamente, sempre al volo.

pele-cit-3I Mondiali in Cile del 1962 videro trionfare di nuovo il Brasile, ma Pelé, di quella competizione, giocò solo le prime 2 partite e dovette saltare tutto il resto del torneo a causa di un infortunio rimediato proprio nel secondo match contro la Cecoslovacchia.

Dopo il Mondiale 1962, diverse squadre europee offrirono cifre importanti per acquistare “O Rei”, ma il governo del Brasile dichiarò Pelé “Tesoro Nazionale” per evitare qualsiasi possibile trasferimento.

Il 22 novembre 1964, nella gara tra Santos e Botafogo, finita con il clamoroso risultato di 11 a 0, Pelé stabilì un altro record della sua incredibile carriera, battendo per ben otto volte il portiere avversario; altra data importante fu quella del 19 novembre 1969, quando Pelé segnò il gol numero 1000 in carriera.

Nei Mondiali del 1966 in Inghilterra Pelé realizzò una rete su punizione contro la Bulgaria e divenne il primo giocatore a segnare in tre diverse edizioni dei Mondiali; dopo il successo nella prima partita, il Brasile perse i successivi 2 match, anche per la durezza del gioco delle squadre avversarie, e venne eliminato.

Negli anni ’60 e ’70, il Santos era considerata la squadra migliore del mondo, tanto che girava i continenti disputando amichevoli con tantissime squadre: decisamente singolare è l’episodio avvenuto nel 1967, quando, in Nigeria, le due fazioni che stavano combattendo la guerra civile siglarono una tregua di 48 ore per poter vedere giocare Pelé in un’amichevole che si tenne a Lagos; un fatto che testimoniava come la figura di Pelé trascendesse i confini sportivi fino a diventare un simbolo dell’epoca contemporanea.

Arrivarono poi i Mondiali in Messico del 1970, che sarebbero stati gli ultimi per Pelé: nella prima partita del torneo, Pelé segnò la seconda rete verdeoro, diventando, l’unico calciatore ad aver segnato in quattro diverse edizioni della Coppa del Mondo: il 21 giugno, il Brasile affrontò in finale l’Italia e fu proprio Pelé ad aprire le marcature al minuto 18, segnando di testa su cross di Rivelino. Il Brasile vinse per 4-1, conquistando, come “O Rei”, il terzo titolo mondiale della sua storia.

Dopo questa Coppa del Mondo, Pelé giocò poche altre partite con la nazionale brasiliana, portando il suo score personale a 92 partite disputate, 77 reti realizzate e, soprattutto, 3 Mondiali vinti.

Nel 1974, dopo 19 stagioni con la maglia del Santos, Pelé decise di ritirarsi dal calcio, ma un anno dopo, nel 1975, Pelé fu ingaggiato dai New York Cosmos: la decisione fu presa dalla Warner Communications, proprietaria del club, che volle fortemente “O Rei” per promuovere il calcio nell’America del Nord.

Pelé esordì, come sempre con gol, con i Cosmos il 15 giugno 1975 e, dopo 3 anni in USA, l’1 ottobre 1977 concluse la sua carriera disputando una gara amichevole tra Cosmos e Santos, le due squadre della sua sfolgorante carriera.

pele-cit-1Dopo il ritiro di “O Rei”, Pinheiro, ambasciatore brasiliano presso l’ONU, ebbe modo di dichiarare: “Pelé ha giocato a calcio per ventidue anni e durante quel periodo ha promosso l’amicizia e la fraternità mondiali più di qualunque ambasciatore“.