9 regole assurde del calcio che non conoscevi

Prepararsi ai Mondiali: lo stai facendo nel modo giusto. Le regole del calcio sono tante, spesso gli stessi giocatori ne conoscono solo alcune, le più importanti. Anche perché, diciamocelo, avere nel proprio bagaglio l’altezza precisa del ciuffo d’erba può aiutare relativamente poco in campo.

E allora, tutti perdonati: i regolamenti piacciono a pochi, figuriamoci se poi c’è il pallone di mezzo. Ma nei tran tran di fuorigiochi, Var e falli da ultimo uomo, spesso si perde questo lato: quello del fischietto. E delle regole da far rispettare.

Insomma, quando vi troverete a dover fronteggiare una svista o un errore palese di un arbitro, siate più comprensivi: loro han dovuto studiare anche queste regole qui. Assurde, bislacche e – talvolta – con poco senso logico.
Tant’è: buon divertimento!

 

Il goal del portiere

regola-1Scenario: c’è un lancio del portiere dalla propria area di rigore. L’estremo difensore scaglia la palla con le mani verso l’area avversaria, il pallone supera il collega della squadra opposta e… gol! Dunque, è valido?
Sì, certo che lo è. La rete è regolare, viene assegnata. Non è invece possibile segnare direttamente dalla rimessa laterale: Chiellini è avvisato…

 

Raccattapalle ‘salva’!

regola-2Altro scenario, quasi apocalittico: c’è un calcio di rigore, e voi immaginatelo all’ultimo istante di una finale mondiale. Il tiro spiazza il portiere ma… salva il raccattapalle! Assurdo, davvero. E da arresto immediato. Ma quel pallone, intercettato da un esterno mentre varcava la linea di porta, vale dunque come rete certificata?
Assolutamente no. L’arbitro è tenuto a far ripetere nuovamente il penalty. Ah, se la sorte sa il fatto suo, iniziate anche a sudar freddo…

 

Problemi di fischietto

regola-3Dai, questa è divertente. Mettiamo che l’arbitro perda il fischietto: mentre il direttore di gara sta per decretare un rigore o un fallo qualsiasi, nota di non possedere l’elemento che più contraddistingue il suo ruolo all’interno del rettangolo di gioco. Cosa si fa: si continua a oltranza?
No, affatto. L’arbitro è tenuto a fare dei gesti eclatanti che richiamino l’attenzione e che lo aiutino a decretare – sempre in qualche modo – la sanzione che aveva intenzione di ‘fischiare’.

 

Questione di ‘prolungamento’

regola-4Si salva un gol, che bello. Il problema è che mentre il pallone sta varcando la linea di porta, mentre sta per entrare in rete e il pubblico per esultare, un avversario lancia verso il pallone un parastinchi o qualsiasi altro oggetto che non coincida esattamente con il proprio corpo. Che si fa? Di sicuro l’arbitro deve prendere provvedimenti, sia sullo svolgimento del gioco, sia nei confronti del giocatore in questione.
La risposta è… rigore! Il direttore di gara considererà l’oggetto come ‘prolungamento’ della mano del calciatore: dunque calcio di rigore ed espulsione diretta per l’autore del ‘reato calcistico’. L’infrazione viene considerata al pari di un fallo per chiara occasione da gol.

 

Problemi interni? Non proprio!

regola-5I litigi accadono, spesso anche tra compagni di squadra. Ed è possibile che in una suddetta partita ci siano suddetti giocatori con identica maglia: ecco, solo che fanno a pugni tra loro. Come? Sì, c’è una parte di regolamento destinata anche a quest’ipotesi: dare un pugno a un proprio compagno è passibile di rosso. Ah, e calcio di punizione per la propria squadra.

 

Scegliere bene la panchina

regola-6Ci risiamo: per ‘chiara occasione da gol’, a meno che tu non sia un portiere in uscita disperata, c’è un bel cartellino rosso che t’aspetta. Ma a commettere un fallo simile non può essere solo un giocatore. O meglio: non è opera esclusiva di un titolare. Può farlo anche un calciatore in panchina, che entra e prova a spaccare la partita. Ah, altro giro e tutto chiaro. Che ci teniamo sul record di “zero fraintendimenti”.
Il rosso è quindi valido solo se l’infrazione è effettuata da un effettivo titolare, quindi se una riserva entra ed evita una rete avversaria con – ipotesi – uno sgambetto, non c’è espulsione. Assurdo, eh?

 

Il giocatore invisibile

regola-7Questa è molto bella, e anche decisamente giusta. Se un calciatore commette un fallaccio da rosso diretto, o anche solo da sanzione ma con un giallo già sul groppone, l’arbitro ha l’obbligo di far concretizzare il vantaggio se la situazione lo permette. Nel caso in cui il suddetto giocatore dovesse ritoccare il pallone, il gioco è obbligato a fermarsi: il calciatore viene espulso e poi si riprende con una rimessa dell’arbitro. Nulla da eccepire.

 

Contratto a ‘comandamenti’

regola-8Attenzione: ci possono essere dei ‘comandamenti’ all’interno dei contratti dei giocatori. Regole di stile, di comportamenti, clausole che potrebbero rovinarli o arricchirli a seconda degli atteggiamenti seguiti nel corso della loro carriera in una specifica squadra.
Un esempio? Il contratto di Thiago Silva con il Paris Saint Germain. Che ha sette regole, più o meno semplici, da seguire. Eccole elencate:

Non esprimere dissenso sul personale e sui tifosi;
Non esprimere dissenso pubblico sulla strategia del club;
Non esprimere opinioni religiose che potrebbero danneggiare l’immagine del club;
Essere gentile e cortese con i tifosi;
Essere esemplare in campo, con i compagni, avversari e con gli arbitri;​
Onora sempre la convocazione della squadra brasiliana per le partite in programma nel calendario Fifa;
Non partecipare a scommesse sportive.

 

La questione ‘Groenlandia’

regola-9Che sfortuna, davvero. E’ da una vita che la Groenlandia chiede di unirsi alla Fifa, quantomeno per partecipare alle qualificazioni mondiali. Ma tra tutti i paesi del mondo, la nazione più a nord non può affiliarsi alla Federazione mondiale calcistica: il motivo dipende dal suo clima. Facile da immaginare, sì: ma non è certo per il fretto che in Groenlandia non si diventa professionisti. la Fifa infatti impone delle regole da rispettare per tutti i campi da calcio dell’intero pianeta. Tra queste, ce n’è una inderogabile sull’altezza dell’erba, che ha un ‘tetto’ minimo e un massimo.
In Groenlandia, si sa, l’erba cresce poco e non c’è verso di arrivare al livello richiesto. In attesa di qualche magia della tecnologia, restano ancora fuori…

 

 

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