Renè Higuita

“Lo scorpione? Nulla di casuale, ma frutto di un gran lavoro. Da 5 anni lo provavo in allenamento. Quella sera finalmente vidi arrivare la palla che aspettavo da sempre. Non ebbi alcun dubbio e mi buttai, senza pensare che ero a Wembley. Fu la miglior parata nella storia del calcio”.

Personaggio unico nel suo genere e probabilmente nella storia del calcio. Sì, perché un altro come René non ci sarà più. Lunghi ricci neri che gli cadevano sulle spalle e che ondeggiavano tra i pali quando volava per bloccare le conclusioni avversarie.

Il suo modo di giocare? Semplicemente irripetibile.

Spesso e volentieri abbandonava lo specchio della porta per involarsi in avanti ed aiutare i compagni di squadra, batteva punizioni e rigori, chiunque abbia avuto la fortuna di vederlo giocare, probabilmente con la maglia della nazionale, rimembra quando dopo un calcio piazzato tornava di corsa a difendere i pali.

Higuita, l’unico al mondo a cui sarebbe potuto anche solo venire in mente di provare la mossa dello scorpione. Lasciava che la palla lo superasse e poi per respingerla la colpiva in tuffo con i piedi.

Un uomo che a modo suo ha rivoluzionato il calcio.