Le sei salvezze più clamorose della Serie A

Non è finita finché non è finita. Le parole sembrano banali, scontate. Però sono tremendamente vere. Anche e soprattutto per il Crotone: dopo un girone d’andata da soli 9 punti, nelle successive 19 giornate la sterzata che ha reso immortale una squadra capace di collezionare ben 25 punti. Più di tanti. E più dell’Empoli.

Si gode, in terra calabrese. Si gode per una salvezza conquistata all’ultimo respiro, quando nessuno ci credeva. Di sicuro, ci credeva Nicola, l’allenatore. E ci credeva la squadra: con il tecnico, si è dunque creato un connubio di adrenalina, tattica e tanta umiltà. Testa bassa, così si è lavorato. Uniti per quell’obiettivo che sembrava impossibile. Ma la fortuna, si sa, non aiuta i miscredenti.

Aiuta gli audaci, aiuta sempre e solo chi lo merita. Un po’ come capitò al Cagliari di Ranieri, nel 1991; oppure alla clamorosa Reggina di Mazzarri. Insomma, corsi e ricorsi storici che rendono ancora più speciale questo traguardo, in grado – per una porzione di tempo – anche di oscurare il saluto di Totti.
Ma quali sono stati questi rush finali così esaltanti? Ecco sei storie. Tutte mozzafiato. Tutte meravigliose. Proprio come il calcio: in grado, ancora una volta, di conservare i sogni ed esaudirli al momento più propizio.

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REGGINA E RE MAZZARRI

2006-07, un’annata niente male per il calcio italiano. La Juve era in B, l’Inter si apprestava a vincere lo scudetto e… la Reggina a scendere in Serie B. Ma nell’anno dei Campioni del Mondo, la magia del calcio sa regalare un’altra spettacolare pagina: i calabresi iniziano il campionato con 15 punti di penalizzazione – che diventeranno presto 11 -, ad inizio campionato è già spacciata. Ecco: nessuno aveva fatto i conti con la voglia, la bravura, e la caparbietà di mister Mazzarri e dei suoi ragazzi. Bianchi-Amoruso, la coppia gol, ne fa addirittura 35. E all’ultimo istante, il quarantesimo punto che vuol dire salvezza. O cinquantunesimo, fate voi.

MIMMO DI CHIEVO

Iachini ha perso il polso della squadra, della situazione. È il novembre del 2008, il Chievo ha collezionato poco e nulla, e con l’arrivo di Di Carlo spera di risalire la china, o almeno di proseguire dignitosamente. 9 punti in 17 partite a Natale: sembrava davvero finita. Al ritorno in campo, 29 punti in 21 gare: Pellissier mattatore e squadra che ricorda per lunghi tratti il ‘Magico Chievo’ di Gigi Delneri. Certe favole, del resto, non possono non tornare. E certe storie, poi, hanno l’obbligo di finire alla perfezione.

MIHA MALE, IL CATANIA

Atzori è la scommessa di Pulvirenti, e la stagione 2009-10 pare possa essere quella giusta per cullare sogni importanti. Il Catania è pronto a dire la propria in Serie A: ma niente va come previsto. Nelle prime 15 gare, il totale dei punti è mestamente 9. E allora, la scossa dall’uomo del destino: Sinisa Mihajlovic. Una traversata incredibilmente emozionante, la sua: dall’ultima piazza alla tredicesima posizione finale. Dopo una vita di magie in campo, ‘Miha’ scippa un pezzo di storia del calcio in uno stadio che gli renderà omaggio a vita.

BALLARDINI, QUELLO GIUSTO

Cambiano le stagioni, non cambiano le abitudini: il Cagliari parte con Giampaolo e si schianta al suolo, poi Sonetti. Ma la storia non cambia. C’è allora Ballardini: che però perde contro una Reggina disastrata, e allora traballa all’istante. È però nella difficoltà che si ritrovano le certezze: 32 punti in 21 giornate, tanti saluti ad un possibile e dolorosissimo ritorno in B. Al terzo tentativo, l’uomo giusto per la scalata finale.

SIR CLAUDIO NON SBAGLIA

Chissà cosa si prova, in un’impresa del genere. E chissà cos’avrà provato quel giovanissimo Claudio Ranieri, con un capolavoro di bravura e ‘giustizia’: non gratificante quanto vincere la Premier col Leicester, ma abbastanza bello da far scorrere un chilometro intero di brividi sulla tua pelle. Era il 1991, il Cagliari stava per finire in B: dopo 21 giornate, i sardi avevano solo 13 punti (all’epoca le vittorie contavano 2 punti). Le ultime 13? Francescoli e Fonseca, non due qualsiasi, trascinano i rossoblù al pareggio contro Juve e Roma, alla vittoria contro Parma, Lecce e Bologna. Ultima curva, quella al Dall’Ara: 29 punti totali. Sir Claudio non sbagliò.

NON UN NOVELLINO A VENEZIA

Qualche stagione più tardi, ecco il miracolo di Novellino: dopo una partenza con 2 punti in 8 partite, il campionato sembra già deciso da sfortuna e qualche mancanza tecnica. Certo, c’è Recoba. E poi ci sono Schwoch, Maniero. Zamparini resiste con il proprio tecnico, a metà stagione hanno però solo 15 punti. Da qui, il cambio di rotta: 27 lunghezze conquistate e 42 punti finali. Decimo posto finale. E soprattutto: nessun esonero. Che è questo il vero record.

 

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