Perché si chiama ‘Zona Cesarini’?

Certe volte, per entrare nella storia, basta un minuto. L’ultimo minuto. Ecco: andrebbe chiesto a Renato Cesarini, se solo fosse in vita. Che dalla sua Senigallia, in cui nacque l’11 aprile del 1906, arrivò in Argentina con la famiglia in cerca di fortuna. Salvo poi trovarla in Italia, con quella passione così forte per il calcio che in Sud America non poté che incrementarsi.

Era matto, estroso, forte. Aveva il cuore italiano ma l’animo tutto argentino: i genitori, infatti, decisero di abbandonare le Marche proprio quando Renato aveva emesso il primo vagito. All’ultimo minuto, insomma: perché poi i cerchi della vita ritornano tutti. Come ritorna l’Italia, per Cesarini: Edoardo Agnelli e il vicepresidente Mazzonis hanno appena acquistato questa squadra nel torinese, chiamata Juventus. E cercano giocatori di un certo tipo: sobri ed eleganti, dei signori ancor prima che calciatori. Il “mezzo argentino”? Di talento: ma fuma un pacchetto al giorno, è in ritardo, ama le donne più del pallone.

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Insomma: l’approccio è diverso. Ma la Juve decide ugualmente di investire sulla sua tecnica, sulla sua propensione naturale per il gioco. E in campo, Cesarini non delude: l’intelligenza delle sue giocate gli permisero un bottino niente male, da 46 reti in 128 partite. Uno score invidiabile, tanto da portarlo addirittura in Nazionale. Tra le prime: Italia-Ungheria, il match che lo consacrerà alla storia.

Storia di terreno pesante, partita combattuta. Storia di minuti che passano e di speranze che s’affievoliscono. 89′, gli azzurri sono in vantaggio con Libonatti, altro argentino naturalizzato; gli ungheresi hanno però risposto con Avar. Orsi risponde, poi ancora Avar. Alla fine, lo stadio si sta svuotando: è un pari che non serve a nessuno.
Alt: serve a Cesarini, quantomeno per mettersi in mostra: dopo il gol alla Svizzera, ancora Renato siglerà il gol della vittoria.

Perché si chiama ‘Zona Cesarini‘? Semplice: Eugenio Danese, giornalista, fu il primo ad utilizzare questo termine. E non per l’attaccante juventino, bensì per un gol di Visentin, grazie al quale l’Ambrosiana Inter batté la Roma. Ovviamente all’ultimo istante disponibile. Ovviamente, nella zona di Cesarini: mai in ritardo quando si trattava di appuntamenti con il gol.

 

 

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  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikipedia