Soleri, il futuro dell’AS Roma

Ha fame, fame di gol. È un ariete che nell’area di rigore ci sguazza, ci sta bene, ci entra alla perfezione. Edoardo Soleri è l’attaccante della Roma Primavera, scelto e selezionato da Alberto De Rossi in persona, oggi il suo allenatore nella squadra giovanile. E ci ha visto lungo, il mister: perché da ‘nomade’, Soleri ha rischiato di scappare diverse volte.

No, nessuna bizza: Edoardo è un generoso, bravo, forte. Ma soprattutto umile, uno di quelli che col sacrificio escono a cena volentieri. È del 1997, nasce proprio a Roma, ma ad appena tre mesi si trasferisce a Buenos Aires. Il padre, stimato manager, viene inviato in Argentina per conto della Telecom. Lì si stabilisce al barrio Palermo, zona borghese e senza apparente degrado: si gioca a calcio col figlio del notaio, ma la legge della strada resta la stessa.

Inizia a giocare, per un po’ anche in una scuola calcio del quartiere. Ma subito deve rifare le valigie: a 4 anni è il momento di andare in Brasile, a San Paolo. Altra patria del gioco, guarda tu il destino: Soleri allora inizia a calciare un pallone nel CF Jockey Club, società amatoriale proprio nel centro di San Paolo. E nel tempo libero, il piccolo, “l’italiano” come lo chiamavano, dava lezioni ai piccoli brasiliani con cui condivideva lo stesso sogno. Lì impara tanto: ha il verdeoro, il suo gioco. I colori e il calore del Brasile. Oltre al fisico, grazie a quei momenti, c’è oggi tanto di più: qualità che lo rendono per molti versi, davvero unico.

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Anno 2005, poi: il ritorno tanto agognato in Italia. Ancora per lavoro, e stavolta niente Roma: si va a Torino. Anzi no: lui e la madre non vanno, tornano a casa, tornano a Roma. E anche stavolta, il problema principale è la scuola calcio a cui affidarlo: l’USD Tor di Quinto si fa avanti, e i campionati regionali sono il primo vero e proprio trampolino di Soleri. Fa la differenza, manco a dirlo. Fa la differenza tra i coetanei, tra la sfilza di osservatori arrivanti in massa proprio per lui. Il ruolo? Prima trequartista, poi centravanti, punta, attaccante centrale: chiamatelo come volete, ma lui fa gol. Da Marco Mei a Roberto Baronio, qui tutti impazziscono per lui.

Di Livio lo segnala a Bruno Conti, che non si fa problemi a metterlo sotto contratto: Soleri entra negli Allievi Nazionali, allenato dalla bandiera giallorossa Roberto Muzzi. Un incontro che lo toccherà per sempre.

CARATTERISTICHE

Grazie a Muzzi, infatti, c’è la svolta. Nonostante una partenza difficilissima, con pochissime presenze da centrocampista, il tecnico capisce ben presto che il destino di Edoardo deve necessariamente cambiare: perché Muzzi è lì, che ci sta lavorando. Finché non si decide a gettarlo in avanti, dandogli possibilità in zona gol. La prima conferma arriva nell’anno successivo: 10 gol in 28 gare. Quello dopo, 30 presenze e 14 gol. Insomma, ci siamo.

Ecco: non era abbastanza, non per Soleri. Quest’anno, 33 reti in 35 partite, qualsiasi manifestazione abbia disputato. Un crescendo spettacolare, che ancora oggi ripaga il lavoro minuzioso e l’intuizione di Muzzi. E chissà che con Di Francesco non possa arrivare il grande salto…

 

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  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikipedia da F l a n k e r